L' ipnosi nei popoli primitivi
Il magnetismo animale: Mesmer
Il sonnambulismo: De Chastenet
Il sonno lucido: Farla
Verso la teoria della suggestibilità: Braid
La teoria della suggestibilità: Liébeault e Bernheim
La controversia con Charcot
Lo sviluppo delle conoscenze sull'ipnosi: Freud e Pavlov
L'adozione del metodo sperimentale: Hull
Sviluppi recenti
L'ipnosi Ericksoniana indiretta.
Dallee origini
Partendo da lontano
L'
ipnosi nei
popoli primitivi
Anche
se comunemente la storia
dell'ipnosi prende le mosse dal XVIII secolo, con F. A.
Mesiner, le sue vere origini sono ben più remote: l'analisi
dei reperti archeologici e l'osservazione dei popoli
primitivi contemporanei ci mostrano infatti come già nella
preistoria venissero prodotti fenomeni sostanzialmente
simili a quelli oggi ritenuti tipici
dell'ipnosi.
I
sacerdoti e gli stregoni di molti popoli primitivi
praticavano vere e proprie forme - pur se rudimentali - di
ipnoterapia: attraverso particolari musiche e danze veniva
indotto una sorta di « magico sonno », durante il quale
apparivano improvvise visioni, il dolore poteva essere
mitigato e gli effetti spiacevoli
dimenticati.
Riti
cerimoniali di questo genere erano assai diffusi e ne
abbiamo testimonianza per quasi ogni popolo primitivo; i
documenti più interessanti si riferiscono ai profeti di
Baal - citati nel Vecchio Testamento ebreo -, ai sacerdoti
celtici dell'Antica Britannia - i Druidi - e a quelli greci
dei templi di Esculapio.
L'associazione
dell'ipnosi con la magia, col soprannaturale durò a lungo,
ostacolando seriamente lo studio scientifico di tali
fenomeni; di tale legame ancor oggi, almeno nella
concezione popolare, sono rimaste visibili
tracce.
Il magnetismo animale:
Mesmer
Nei
secoli successivi, filosofi e scienziati di valore, quali
Ficino, Paracelso, Pomponazzi, Bacone, si interessarono
dell'ipnotismo, lasciando nelle loro opere alcune isolate
riflessioni e giudizi.
Ma
il primo, concreto tentativo di ricondurre nell'ambito
delle dottrine scientifiche tali fenomeni psicologici e
fisiologici, sino allora relegati nel regno della mistica e
della magia, si ebbe solo nel XVIII secolo, con F. A.
Mesmer.
Egli
avanzò una spiegazione di tipo fisico-naturalistico, che si
rifaceva alle concezioni di Paracelso, Maxwell, Kircher,
alla metafisica di Làbnitx e alla fisica di Galvani e
Lavoísier.
Esiste
un fluido universale affermava Mestner nel 1766 - presente
in ogni tipo di materia (il sole, i pianeti, le piante, gli
animali), soggetto a irradiazione e concentrazione,
attraverso il quale i pianeti esercitano influssi notevoli
sul corpo umano. La malattia consiste - egli proseguiva -
in una disarmonia nella distribuzione di questo fluido, che
può essere risanata indirizzando ne!l'organismo il flusso
vitale, riequilibratore, proveniente dal
magnete.
La
credenza nelle proprietà magnetiche del corpo umano e nel
potere terapeutico del magnete era diffusa già nel
Medioevo; proprio in quegli anni, però, un contemporaneo di
Mesmer, Padre Hell, aveva elaborato una speciale tecnica «
magnetica » per la cura delle malattie, la quale stava
riscuotendo un buon successo.
Una
vivace disputa fra i due, riguardo alla priorità della
scoperta, ben presto si accese; essa portò ad un risultato
decisivo, poiché Mesmer fu indotto ad abbandonare la
calamita e con essa il magnetismo minerale, per occuparsi
solamente dei magnetismo animale. Egli dimostrò, per
difendersi dalle accuse di Padre Hell, che quasi ogni cosa
- e non solamente la calamita - poteva condurre il flusso
magnetico: tale fluido - egli sostenne - è simile a quello
elettrico, potendo essere accumulato ed agire a distanza,
ed è attratto o respinto dai corpi animali, in cui esso può
penetrare.
Questa
nuova concezione trovava la sua applicazione in una
particolare prassi terapeutica. Mesmer si avvicinava al
malato e guardandolo intensamente negli occhi si metteva in
sintonia con lui; passava quindi ripetutamente, sulle parti
malate, la sua mano o la bacchetta d'oro che
impugnava.
A
causa aella violenta opposizione delle associazioni mediche
viennesi, Mesmer si trasferì a Parigi, dove il successo fu
così strepitoso e l'afflusso dei pazienti così intenso, che
la tecnica individuale venne ben presto abbandonata in favore di una terapia di
gruppo.
I
pazienti sedevano in una sala all'oscurità, attorno alla
famosa « baque » (una grande vasca in cui erano disposte
bottiglie piene di acqua magnetizzata), e Mesmer passava
fra loro fissandoli intensamente e sfiorandone i corpi con
la sua mano o la sua bacchetta. Scene improvvise di
convulsioni, di pianti, di risa, scoppiavano intorno alla
vasca e spesso si trasmettevano nel gruppo, in un contagio
collettivo favorito dalla atmosfera potentemente
suggestiva; ne seguivano sovente « miracolose » guarigioni,
anche se la causa non risiedeva tanto nel fluido magnetico
ipotizzato da Mesmer, quanto in una vera influenza «
ipnosuggestiva » su disturbi quasi esclusivamente di natura
psicosomatica o isterica.
Va
rilevato a questo riguardo che alcuni autori (ad es.
Eysenck) non riconoscono la natura ipnotica delle tecniche
mesmeriane e contestano l'uso frequente di presentare
Mesmer come il « padre dell'ipnosi ». In realtà l'atmosfera
potentemente suggestiva, il silenzio, l'oscurità, i passi,
la fissazione degli occhi, sono ancora oggi elementi
caratteristici delle tecníche di induzione; inoltre le
convulsioni isteriche, le violente scariche emotive dei
pazienti « mesmerizzati » possono essere considerate, a
pieno diritto, fenomeni di tipo ipnotico, elicitati da
specifiche suggestioni - esplicite e implicite -
dell'operatore.
Le pratiche
mesmeriane, comunque, andarono sempre più diffondendosi, e
ciò nonostante l'atteggiamento scettico e sprezzante delle
società mediche e scientifiche d'Europa; nel
1784
il Re di Francia decise
perciò di nominare due commissioni per indagare « sulla
possibile esistenza ed utilità » del magnetismo animale, e
scelse a tal fine alcuni fra i migliori scienziati di quel
periodo (quali Franklin. Lavoisier, Bailly). I commissari
dimostrarono con ingegnosi esperimenti che «
l'immaginazione, indipendentemente dal magnetismo, produce
delle convulsioni », e che « il magnetismo, senza
l'immaginazione, non produce nulla ». Essi conclusero
perciò negando l'esistenza del magnetismo e proponendo una
spiegazione alternativa degli effetti ad esso attribuiti,
basata sul contatto, l'immaginazione e
l'imitazione.
I risultati
dell'inchiesta vennero subito pubblicati, diffusi in
Francia e all'estero, e diedero un colpo fatale al
mesmerismo, che pure aveva riscosso ampi e talora
prestigiosi consensi. Eppure, nonostante il crollo della
teoria « fluidica », si era compiuto, grazie a Mesmer, un
passo decisivo: la scienza ufficiale era stata finalmente
indotta ad esplorare un campo di fenomeni che fino allora
era stato quasi completamente
trascurato.
La storia del
magnetismo può suggerire, inoltre, alcune importanti
considerazioni generali: da una parte induce a riflettere
su quanto aspettative e credenze proprie di un certo
ambiente socio-culturale possano influire sulla natura- dei
fenomeni osservati (nel caso specifico, le convulsioni e le
improvvise « catarsi » dei pazienti magnetizzati);
dall'altra, osservando come si verificassero, malgrado
l'inconsistenza della teoria magnetica, vere e proprie
guarigioni, se ne deve ricavare il concetto generale che
l'efficacia terapeutica di un trattamento non può
convalidare una teoria (concetto oggi ribadito, tra
l'altro, dai teorici della Bebavior Modification riguardo
alle guarigioni della psicologia
tradizionale).
Il sonnambulismo: De
Chastenet
Il
primo autore a produrre e a descrivere un « sonno medianico
» dai caratteri tipicamente ipnotici - secondo l'accezione
tradizionale del termine, che implica rilassamento,
passività, sonnolenza, amnesia spontanea -, non fu Mesmer,
ma un suo allievo, J. De Chastenet, marchese di
Puysegur (1751-1825).
Egli, mentre
tentava di provocare la « crisi benefica » di Mesmer in un
giovane contadino, si accorse che questi era caduto in una
specie di sonno, durante il quale cominciò a parlare al
marchese come a un suo pari - contrariamente all'usuale
deferenza - e al cui risveglio dimenticò tutto ciò che era
successo.
De
Chastenet definì col termine « sonnambulismo artificiale »
lo stato di sonnolenza
ottenuto, affermando che in esso il soggetto, pur se in
apparenza addormentato, è portato ad eseguire fedelmente i
suggerimenti dell'operatore, a condizione clae non siano
contrari ai suoi principi profondi.
Va rilevato che
la tecnica da lui adottata differiva dal complesso
cerimoniale di Mesmer in quanto era rivolta a produrre nel
soggetto uno stato di quiete, di calma mentale. Il fatto
che in questo modo scomparissero le crisi convulsive
ritenute da Mesmer essenziali, sembra ancor oggi un
elemento a favore delle teorie che considerano i fenomeni
ipnotici non immutabili né costanti, bensì dipendenti dal
procedimento adottato e dalle aspettative in
gioco.
Il sonno lucido:
Farla
Sempre
in Francia un altro allievo di Mesmer, l'abate Faria
(1775-1819), contribuì ad estendere ulteriormente il campo
dei fenomeni ipnotici conosciuti, orientando inoltre
l'attenzione su problemi tuttora dibattuti e attuali: i
rapporti fra sonno e ipnosi, l'esistenza di forti
differenze individuali, la dipendenza della suscettibilità
da caratteristiche individuali.
Secondo
Faria, il magnetismo era dovuto ad un processo di
concentrazione ed il sonnambulismo andava considerato come
un « sonno lucido » che si stabilisce senza limitazione
della volontà e della libertà interiore. Egli sottolineò
l'importanza delle differenze individuali nelle risposte
alle tecniche per indurre il sonno lucido, osservando come
certe caratteristiche psicologiche influissero sulla
suscettibilità: più suscettibili erano le donne, le persone
impressionabili, gli isterici e le persone già
magnetizzate.
Questo
accentuare l'importanza delle caratteristiche individuali,
riconoscendo la persona e non l'operatore come agente
attivo, contraddiceva le affermazioni della teoria
magnetica e rappresentava una posizione veramente nuova e
anticipatrice.
Un
secondo aspetto innovatore dell'opera di Faria consiste
nelle tecniche di induzione da lui ideate, per le quali è
stato definito « il fondatore della moderna tecnica
ipnotica ».
In
vece dei complessi rituali mesmeriani, egli faceva sedere
comodamente i soggetti, invitandoli a chiudere gli occhi
concentrando l'attenzione sul sonno; dopo un certo periodo
diceva con fermezza: « Dormi! ». Per le persone meno
suscettibili egli aveva approntato altre tecniche, come
quella basata sulla fissazione della mano aperta che pian
piano si avvicinava al volto del soggetto, o quella
consistente in leggeri toccamenti effettuati su varie parti
del viso e del corpo.
Nello
stato così indotto, egli riteneva che la suggestione
potesse agire « su tutti gli organi interni ed esterni »;
ed era in grado di produrre tutta la gamma delle
allucinazioni sensoriali, che 65 anni dopo la scuola di Nancy avrebbe
descritto nuovamente.
L'importanza
dell'opera di Faria non venne subito riconosciuta, in parte
perché il suo pensiero si distingueva troppo radicalmente
dalle credenze del suo tempo. Il rinnovato vigore che le
teorie magnetiche avevano riacquistato in Francia, ostacolò
l'accettazione delle sue teorie, tanto più che a causa di
una futile disavventura (non riconobbe l'inganno di un
attore) egli fu posto in ridicolo e pubblicamente
screditato.
Verso la teoria della
suggestibilità: Braid
In
Inghilterra, intanto, il mesmerismo veniva fatto oggetto di
una intensa sperimentazione da parte di uno dei più grandi
medici inglesi di allora, j. Elliotson (1751-1828);
questi si adoperò pure nella
diffusione dei risultati di un suo collega scozzese, J.
Esdaile (1808-1859),
il quale aveva
eseguito in India, negli anni dal 1845 al 1851, difficili interventi col solo uso della «
anestesia »
indotta
durante la trance mesmerica, ottenendo un
rilevante
abbassamento della
mortalità operatoria. Nonostante il suo prestigio,
Elliotson fu censurato pubblicamente per i suoi scritti e
per l'impiego terapeutico del
magnetismo.
Anche i risultati di
Esdaile incontrarono scarso riconoscimento, tanto più che
la scoperta e l'uso degli anestetici, verso la metà del XIX
secolo, contribuirono a distogliere l'interesse dalla «
presunta » analgesia mesmerica.
L'iniziatore,
in Inghilterra, dello studio scientifico sul magnetismo
animale fu però j. Braid (1795-1860),
un chirurgo oculista di
Manchester. Egli introdusse il termine « ipnotismo » (dal
greco hypnos = sonno) che usò per indicare lo stato di
sonno lucido, o di « sonno nervoso », come egli preferiva
chiamare.
Braid,
che all'inizio aveva sviluppato una teoria quasi
esclusivamente fisiologica, giunse a sottolineare sempre
più, negli anni successivi, l'importanza dei fattori
psicologici ed il ruolo determinante della suggestione per
il prodursi dei fenomeni ipnotici.
Egli
considerava la concentrazione dell'attenzione su un unico
oggetto o idea - « monoideismo » - la causa determinante
dello stato ipnotico; ma l'analisi dei fenomeni prodotti in
tale stato lo portò a dare sempre maggior rilievo
all'immaginazione, alle aspettative e credenze, fattori che
riteneva venissero molto esaltati rispetto al normale stato
di veglia. L'enfasi posta sul ruolo dell'immaffinazione
richiama alla memoria quella insita nelle conclusioni
dell'inchiesta del 1784, con la differenza che Braid non giunse
mai a ritenerla il fattore essenziale dello stato
ipnotico.
La teoria della
suggestibilità: Liébeault e Bernheim
Le
teorie di Braid, rimaste pressoché sconosciute in patria,
incontrarono invece maggior successo in Francia; proprio in
questo paese nel 1866 veniva pubblicato un libro il cui autore,
A. Liébeault (1823-1904),
si riallacciava a
molte idee di Braid e sottolineava con enfasi il ruolo
della suggestione nella produzione dei fenomeni
ipnotici.
H.
Bernheim (1837-1919),
professore in medicina
all'Università di Strasburgo, convintosi della realtà delle
guarigioni ottenute da Liébeault e del valore delle sue
intuizioni, si unì a lui nel 1882, trasferendosi a Nancy
(Scuola
di Nancy). In questa
città si venne a poco a poco formando una scuola che, oltre
a favorire una ampia applicazione delle tecniche ipnotiche,
portò contributi teorici molto significativi; i più
importanti di essi si devono a Bernheim.
L'ipnosi
è, per questo autore, un fenomeno psicologico che consiste
in uno stato di attivata e accresciuta suggestibilità. La
suggestione, consíderata importante già da Braid e
Liébeault, viene reputata da Bernheim la causa e la
spiegazione dei fenomeni ipnotici.
«
La suggestione » - scriveva nel 1888 - « è l'atto per cui
un'idea è introdotta nel cervello e accettata da questo...
per cui ogni idea suggerita e accettata tende a farsi atto,
cioè sensazione, immagine, movimento »; in quanto « ogni
cellula cerebrale, eccitata da un'idea, aziona le fibre
nervose che devono realizzare questa. idea
».
Le
differenze individuali di ipnotizzabilità erano dovute,
secondo questo autore, ai diversi livelli basali di
suggestibilità posseduti dalle persone. L'importanza della
suggestíbilità allo stato di veglia fu più volte
sottolineata da Bernheim, il quale, scostandosi da
Liébeault, concludeva che « il sonno o l'idea del sonno non
è necessaria perché si abbia una influenza: essa si può
avere senza sonno »; affermazione questa che in pratica
nega la specificità dell'ipnosi, o almeno dei suoi effetti.
« I fenomeni detti ipnotici » - scriveva infatti Bernheim -
« esistono dunque senza sonno, se si intende con questo
termine il sonno provocato ».
La controversia con
Charcot
Le
tesi di Bernheim incontrarono l'opposizione di un
prestigioso neu
rologo,
J.-M. Charcot (1825-1893),
docente alla Salpétrière, il
quale proprio in quegli anni era giunto ad una concezione
dell'ipnosi completaniente diversa.
L'ipnosi
era da lui considerata come una condizione fisiologica
alterata dal sistema nervoso, provocabile con modalità
meccaniche, fisiche, solo negli isterici e in persone a
disposizione nevropatica; si trattava, insomma, di una
sorta di «rievrosi sperimentale, la quale ftndava distinta
in 3 fasi tipiche: la letargia, la catalessia
e il sonnambulismo. Queste tesi, presentate all'Accademia
delle Scienze nel 1882, incontrarono, grazie all'autorità e alla
reputazione di Charcot, ampi consensi. Ma Bernbeim, sulla
base di una ricca, estesa documentazione, dimostrò
sperimentalmente la falsità delle tesi di
Charcot.
Anzitutto,
il sonnambulismo non poteva essere considerato come un
sintomo di isteria, essendo inducíbile altrettanto
facilmente in persone normali (nel 18% dei 6700 individui osservati). Inoltre, lo stato
così indotto non era la conseguenza di mezzi meccanici,
quanto piuttosto l'effetto della suggestione: le tecniche
ritenute da Charcot essenziali per "il raggiungimento
delle 3
fasi non erano affatto
indispensabili e potevano essere sostituite, con gli stessi
esiti, dalla suggestione verbale o dalla semplice chiusura
delle palpebre. Per di più, le presunte 3 fasi dell'ipnosi descritte da Charcot si
dimostrarono non spontanee e costanti, bensì dovute a
specifiche suggestioni implicite e talvolta estremamente
esplicite nei suoi procedimenti, poiché dei
6700
casi osservati, Bernheim le
trovò solo in una persona, la quale era stata in precedenza
paziente alla Salpétrière.
La
teoria somatica, fisiologica di Charcot aveva suscitato
finalmente l'interesse della scienza ufficiale; ma dopo la
dimostrazione fornita da Bernheím dell'inconsistenza di
tale teoria e della necessità di postulare l'intervento di
processi psicologici, l'interesse degli scienziati scemò,
come rispondendo ad un'opinione siffatta: una ipnosi
somatica o niente ipnosi.
Lo sviluppo delle
conoscenze sull'ipnosi: Freud e Pavlov
Due
contributi di notevole importanza giunsero, sul finire del
XIX secolo, da due autori il cui influsso durò a lungo
nella storia dell'ípnosi: S. Freud (1856-1939)
e I. P. Pavlov
(1849-1936)
'
Freud,
che aveva appreso la tecnica ipnotica sia a Parigi che a
Nancy, la utilizzò agli inizi della sua attività di medico
delle malattie nervose. Egli impiegò dapprima
(1888-1889)
il
metodo della ' rimozione
diretta ' - praticato anche da Charcot e Bernheim -,
consistente in energiche suggestioni che negavano
l'esistenza del sintomo, o addirittura ne proibivano la
comparsa. Le numerose difficoltà e inconvenienti connessi a
tale tecnica lo indussero -però, nella primavera del
1889, a sostituirla con quella catartica,
ideata da Breuer, consistente nell'esplorazione in ipnosi
delle esperienze dimenticate la cui forzata rimozione aveva
portato alla formazione del sintomo. Anche il metodo
catartico, però, veniva ben presto abbandonato: la scoperta
di implicazioni sessuali nel rapporto ipnotista-paziente,
lo scarso numero dei pazienti ipnotizzabili, la
transitorietà dei risultati ottenuti, lo indussero a
rinunciare all'ipnosi (cfr. casi Lucy ed Elisabeth von R.,
anno 1892) per sviluppare, indipendentemente da
essa, le nuove tecniche delle associazioni libere e
dell'interpretazione dei sogni.
La
concezione freudiana dell'ipnosi pone in risalto il
rapporto ipnotista-paziente ed il concetto di « traslazione
». La « credula docilità », la « cieca dipendenza »
dell'ipnotizzato sono da ricondursi, secondo Freud, ad una
« fissazione inconscia della libido sulla persona
dell'ipnotizzatore » (1905 ); la suggestionabilità cui si appellava
Bernheim, non sarebbe altro, perciò, che la capacità di
investímento libidico oggettuale (inclinazione al
transfert).
L'ipnosi
può essere considerata scriveva Freud nel
1921 -
come uno stato
regressivo, mantenuto dalla relazione ' arcaica ' con
l'ipnotista, la cui figura viene introiettata e prende il
posto dell'Ideale dell'Io (1921).
La rinuncia di Freud
all'ipnosi costituì la ragione principale del disinteresse
e della avversione degli psicoanalisti nei confronti delle
tecniche ipnotiche (pur se con eccezioni di rilievo, come
Jones, Ferenczi, Benussi); essa ebbe per effetto di
oscurare a lungo i lavori di Bernheim e di ostacolare
notevolmente lo sviluppo delle applicazioni e delle
ricerche sull'ipnosi.
Pressoché
nello stesso periodo, in Russia, I. P. Pavlov conduceva
numerosi esperimenti sugli stati di sonnolenza parziale - '
ipnotica ' - suscitabili negli animali, giungendo a
proporre quella che ancor oggi è considerata la più
importante interpretazione fisiologica dei fenomeni
ipnotici. Gli esperimenti, che vennero compiuti sui cani
negli anni 1911-1926, comportavano lo studio delle
principali modificazíoni connesse al « sonno parziale »
dell'animale e delle diverse procedure per ottenerlo. Sulla
base di tali osservazioni egli avanzò una spiegazione
fisiologica dell'ipnosi centrata, come in seguito quelle di
Bechterev e Platonov, sui concetti di inibizione e di
riflesso condizionato.
Lo
stato ipnotico consiste, secondo Pavlov, in un processo di
inibizione corticale diffusa, con la presenza di alcuni
punti vigili nella corteccia, attraverso i quali è
possibile agire e suggestionare; la suggestione è così
potente, poiché la zona su cui agisce è estremamente
ridotta e non può essere inibita dall'attività di altre
zone corticali. La suggestione è un riflesso condizionato,
anzi « il riflesso condizionato più semplice, più tipico
dell'uomo », ed è proprio la parola, con la sua eccezionale
potenza suggestiva, ciò che distingue principalmente
l'ipnosi umana da quella animale.
L'opera
di Pavlov ha dato un impulso notevole alle ricerche
sull'ipnos;, particolarmente in Russia, dove si è avuto un
ampio moltiplicarsi di studi e di applicazioni
cliniche.
L'adozione del metodo
sperimentale: Hull
L'interesse
per lo studio scientifico dell'ipnosi era diminuito, in
Europa, sin dalla morte di Charcot (1893);
a tale declino delle ricerche
contribuiva la nascente teoria psicoanalitica che aveva
portato l'ipnosi a un relativo
discredito.
L'attenzione
generale si spostò nuovamente sulle teorie ipnotiche
quando, durante la prima
guerra mondiale, esse vennero utilizzate, su larga scala e
con soddisfacenti risultati, nel trattamento delle nevrosi
da guerra. Hadfield coniò nel 1920 il
termine « ipnoanalisi », per
indicare il procedimento da lui adottato durante la trance
per l'abreazione delle emozioni legate a situazioni
belliche traumatiche.
Ma
il primo a tentare l'applicazione dei metodi della moderna
psicologia sperimentale alla soluzione dei problemi elusivi
dell'ipnosi e della suggestibilità, fu C. L. Hull
(1884-1952).
Hull, nel suo libro Ipnotismo e
suggestibilità: un approccio sperimentale
(1933), presenta una ampia, rigorosa analisi
sperimentale dei fenomeni ipnotici più conosciuti -
ipermnesia, amnesia post-ipnotica, suggestioni
post-ipnotiche, analgesia, iperestesia e allucinazioni -,
giungendo a definire l'ipnosi come uno stato di
generalizzata ipersuggestibilità, distinto quindi dallo
stato normale per un aspetto più quantitativo che
qualitativo. I fenomeni ipnotici sono infatti producibili,
pur se in grado minore, anche nelle normali condizioni di
veglia; l'essenza dell'ipnosi consisterebbe nel fatto che
modifica, innalzandola, la normale suggestibilità. Questo
avviene, secondo Hull, grazie al ritiro dell'attività
simbolica del soggetto (idee) che permetterebbe alla
stimolazione continua (suggestioni) emanata dai processi
simbolici dello sperimentatore di controllare e dirigere i
movimenti del soggetto.
Gli
individui non suscettibili sarebbero pertanto coloro che
non riescono, in modo apprezzabile, a ritirare l'influenza
dei propri processi simbolici. La pratica, comunque,
migliora tali capacità, portando a considerare l'ipnosi
come « abitudine », ovvero come un particolare tipo di
apprendimento.
Sviluppi
recenti
L'importanza
del libro di Hull è stata notevolissima, avendo finalmente
posto lo studio dell'ipnosi su basi solidamente
scientifiche. La sua opera ha dato un forte impulso alle
ricerche sperimentali, le quali hanno avuto, proprio negli
ultimi anni, uno sviluppo eccezionale.
Fra
gli autori più produttivi, nell'ambíto della psicologia
sperimentale, si sono segnalati Hilgard, Barber, Orne,
Sarbin, i quali hanno avanzato modelli diversi sia per
impostazione teorica che per metodologia di
ricerca.
Una
controversia che ha occupato una posizione centrale nella
ricerca contemporanea sull'ipnosi è quella relativa
all'esistenza o meno di uno stato speciale, alterato della
persona. Da una parte alcuni autori (Erikson, Orne,
Hilgard, Weitzenhoffer), pur con accenti diversi, ritengono
necessario postulare) per una piena comprensione dei
fenomeni ipnotici, uno stato speciale di coscienza -
definito « stato ipnotico » o « trance » -; dall'altro
versante (Barber, Sarbin, Coe) tale formulazione
tradizionale è stata tacciata di circolarità e di implicita
tautologia (i comportamenti ipnotici vengono spiegati
ricorrendo al concetto di « stato di trance » e l'esistenza
di tale stato alterato è a sua volta dedotto dalla presenza
degli stessi comportamenti) e propongono una spiegazione
alternativa basata su fattori motivazionali, psicosociali e
ambientali. Tale divergenza, che negli ultimi anni si è
però andata riducendo, ha stimolato ulteriormente le
ricerche e lo sviluppo di metodologie altamente sofisticate
per una adeguata verifica delle ipotesi
avanzate.
Oltre
a tali studi, che rientrano nel campo della psicologia
sperimentale, vengono attualmente condotte indagini a
livello neurofisiologico sulle alterazioni dovute allo
stato iPnotico di per sé o conseguenti a specifiche
suggestioni di modificazioni fisiologiche, percettive ed
emotive. La ricerca di un indice fisiologico obiettivo,
capace di differenziare lo stato ipnotico da quelli non
ipnotici, non ha dato, sinora, risultati soddisfacenti. 1
tracciati elettrici delle persone ipnotizzate sono
risultati di tipo normale, portando tra l'altro una
notevole disconferma alle teorie che sostengono la
sostanziale affinità tra ipnosi e sonno (Faria, Schilder,
Stokvis, ecc.). Anche fra le altre misure fisiologiche,
quali l'elettro-oculogramma, i potenziali corticali, il
ritmo delle pulsazioni, la resistenza cutanea, i potenziali
palmari, non si sono trovati possibili indici della
presenza o meno della trance ipnotica.
Questi
dati spiegano come alcuni modelli della psicologia
sperimentale siano giunti a rifiutare il concetto di «
stato alterato della persona ». Per quanto riguarda invece
gli effetti di suggestioni specifiche, sono state
ampiamente dimostrate alterazioni significative a livello neurovegetativo,
respiratorio, cardiocircolatorio e
cutaneo; vi è però un
generale difetto di studi controllati, che verifichino la
misura in cui le suggestioni al lo stato di veglia possono
alterare le stesse misure fisiologiche.
Un
altro filone contemporaneo di ricerca è quello che si
ispira alla concezione psicoanalitica: esso ha avuto
notevoli sviluppi, grazie alle elaborazioní teoriche
proposte dagli « psicologi dell'Io ». Gli apporti più
significativi sono venuti in particolare da Kubie e
Margolin, i quali hanno tentato un approccio che valorizza
anche i fattori fisíologici del fenomeno, e da Gill e
Brenman, i quali hanno avanzato, in modo ancor più
sistematico, una interpretazione pluridimensionale
dell'ipnosi, basata sulle nuove acquisizioni
psicoanalitiche della « psicologia dell'Io » e sui dati
della psicologia sperimentale e della
fisiologia.
Questo
è il ricco, travagliato, multiforme passato della ipnosi.
-Oggi essa ha di fronte un futuro veramente stimolante e
ricco di prospettive. Mentre le molteplici applícazioni
terapeutiche trovano via via maggior credito e conferma, le
indagini teoriche e sperimentali attraversano un periodo di
viva espansione e produttivítà: grazie all'adozione di
metodologie di ricerca sempre più rigorose e sistematiche,
si sta giungendo ad una definizione molto precisa delle
numerose variabili che influenzano il comportamento
ipnotico.
L'ipnosi Ericksoniana
indiretta.
L'ipnosi
ericksoniana può
essere vista forse come l'ultima "generazione" dell'ipnosi
e considerata uno dei suoi sviluppi più recenti. viene
definita indiretta proprio perché utilizza maggiormente la
mediazione del linguaggio.
Dalle Origini
I
nostri antenati cacciatori-raccoglitori, che, nel corso di
decine di migliaia di anni, hanno sviluppato le tecniche
della pietra, per elaborare poi quelle dell'osso e del
metallo, hanno disposto e fatto uso, nelle loro strategie
di conoscenza e di azione, di un pensiero
empiricollogico/razionale ed hanno prodotto, accumulando e
organizzando un formidabile sapere botanico, zoologico,
ecologico, tecnologico, una vera e propria scienza.
Tuttavia, questi nostri avi arcaici accompagnavano tutti i
loro atti tecnici con riti, credenze, miti, magie, e agli
antropologi dell'inizio del secolo è persino potuto
sembrare che, rinchiusi in un pensiero mitico-magico,
questi "primitivi" ignorassero ogni
razionalità.
Quanto
irrazionali erano questi antropologi, che si credevano
detentori della razionalità! Quanto infantili questi
antropologi che credevano di studiare un pensiero
infantile! Seniplicisti questi antropologi incapaci di
concepire che i loro "primitivi" si muovessero nei due
pensieri contemporaneamente, senza con questo confonderli!
Una tale visione è ormai abbandonata dall'antropologia
contemporanea, che ha anzi, in diversi modi, "riabilitato"
il mito; ma occorre comprendere perché il medesimo
selvaggio che apparentemente, per uccidere il suo nemico,
ne trafigge l'immagine, costruisce la sua capanna in legno
in modo affatto reale e taglia la sua freccia secondo le
regole dell'arte, e non in effigie» (Wittgenstein,
1975).
La
storia dell'ipnosi inizia nella notte dei tempi ed è
strettamente connessa con le storie religiose e magiche e
mitologiche dell'umanità : essa faceva parte
dell'insegnamento iniziatico dei culti misterici orientali
e occidentali (la praticavano ancora i sacerdoti Druidi
nell'Irlanda di San Patrizio), e di chissà quante pratiche
esoteriche, mistiche. Religione significava in origine
vincolare, legare insieme, dare un senso, significare, il
fine dell'ipnosi é anche quello di restituire, modificare,
costruire dei legami, con se stessi, verso gli altri, con
le cose.
Il
nome stesso indica uno stato di coscienza diverso dallo
stato di coscienza normale : "ypnos" in greco significa
"sonno" ; tuttavia lo stato ipnotico non corrisponde al
sonno , ma assomiglia più precisamente al sonnambulismo,
dove emergono comportamenti inconsci, normalmente soppressi
dall'attività cosciente razionale .
L'ipnosi
può essere autoindotta (allora si parla di "autoipnosi") o
eteroindotta(cioè indotta da un'altra persona) ed è
quest'ultima , che più frequentemente si indica, quando si
parla semplicemente di ipnosi.
.
L'ipnosi
conobbe un momento di grande popolarità nel XIX secolo,
grazie a due figure indimenticabili , pur fra loro molto
diverse : Mesmer e Charcot .
Mesmer,
probabilmente a conoscenza delle antiche esperienze
misteriche, fu un geniale sperimentatore e sosteneva la
teoria
del
passaggio di una sorta di fluido dall'ipnotista
all'ipnotizzato, ma anche viceversa, in grado di rendere
conto delle trasformazioni dello stato di coscienza non
solo del paziente, ma anche in una certa misura dello
sperimentatore ; ciò ricorda quanto accade nella
pranoterapia , nel Reiki e nel Qigong, pratiche nelle quali
si sostiene espressamente un passaggio di energia vitale,
anche se con vari distinguo.
Senza
alcun dubbio l'esperienza di Mesmer influenzò Charcot, che
cercò di portarla in ambito scientifico.
Charcot
era un grande scienziato della Francia positivista, un
accademico , il quale, grazie all'ipnosi , dimostrò
l'esistenza di un disturbo sino a quel momento attribuito a
possessione, nelle sue manifestazioni estreme : l'isterismo
. La paziente posta in stato di ipnosi, cessava di
sopprimere le sue paure e le sue ribellioni , nonchè
l'effetto di particolari condizioni fisiche sulla sue
psiche (isterismo deriva dalla parola greca "yster",utero,
a indicare il sorgere di vere e proprie emozioni
"organiche", che salgono in un certo modo sino al cervello,
influenzando il comportamento) e si abbandonava ad una
drammatizzazione dei sentimenti nascosti
.
Allievo
di Charcot a Parigi fu il giovane Freud , che, pur non
praticando in seguito l'ipnosi nel modo impositivo seguito
da Charcot, trasse da essa l'idea della psicanalisi ,
fondata sull'aiutare il paziente a far emergere elementi
conflittuali soppressi nella parte inconscia , verso la
parte conscia della mente. Malgrado Freud non praticasse
l'ipnosi in senso stretto, bisogna notare , che egli ebbe
l'idea di far adagiare il paziente su un divano, di porlo
in una condizione di rilassamento , che in un certo senso
si può considerare come uno stato leggero di ipnosi, nel
quale è più facile che possano emergere contenuti psichici
profondi .
Mentre
Freud si riferiva prevalentemente alla psicanalisi,
considerandola una sorta di catarsi della vita psichica
individuale, il suo contemporaneo Jung vide nell'analisi
semi-ipnotica dell'inconscio , anche l'emergere di
contenuti della storia inconscia dell'umanità, codificati
nel suo codice genetico come archetipi, cioè modelli ideali
, a cui la vita individuale tende ad ispirarsi : la salute
psichica deriva secondo Jung dal giusto equilibrio fra
elementi della storia individuale e modelli
genetico-culturali molto vasti .
Negli
anni '60 Schultz mise a punto una tecnica di auto-ipnosi,
fondata sull'apprendimento di un rilassamento profondo ,
chiamandola "training autogeno" : "training"=allenamento,
in quanto l'individuo metropolitano stressato , ha perso la
naturale predisposizione al rilassamento e deve allenarsi
per riappropiarsene e "autogeno", nel significato di stato
di coscienza diverso dallo stato di veglia e autoindotto,
simile allo stato di rilassamento del paziente sul lettino
dello psicanalista .
Tale
stato consente al paziente di conservare la propria
vigilanza , quel tanto che basta per rendersi conto
personalmente dei contenuti psichici profondi che emergono
, ma evitando che l'analisi razionale impedisca o sopprima
il loro pieno e libero dispiegamento.
Altri
terapisti preferiscono invece utilizzare uno stato più
profondo, nel quale il paziente non è affatto consapevole
dei contenuti inconsci , che vengono alla luce; ciò evita
l'interferenza della mente analitica, ma limita la crescita
personale del paziente, che può migliorare da certi
disturbi, ma senza comprenderne le ragioni, nè senza
rendersi conto delle dinamiche psicologiche ; tale
migliorata consapevolezza consentirebbe una vita serena e
una crescita personale .
Ma
come si induce lo stato ipnotico ?
Una
risposta non univoca ma molto stimolante viene fornita
dalla ipnosi ericksoniana .
Secondo
Milton H.Erickson, il più grande studioso dell'ipnosi
dell'epoca moderna, le tecniche per indurre la trance
ipnotica (più o meno profonda), sono tante , quanti i
singoli pazienti ; vale a dire ogni persona è sensibile a
particolari stimoli verbali o fisici, in grado di porlo in
uno stato di coscienza diverso da quello di veglia
.
Contrariamente
a Freud, Erickson considera l'inconscio una sorgente di
spontaneità creativa e non solo un elemento di possibile
disturbo della vita di relazione ; al contrario , il
ritrovare e percorrere l'inconscio equivarrebbe a un
cammino di crescita, al recupero di forze sconosciute
dentro di noi . Dunque , rispetto a Freud, non solo catarsi
, ma anche o soprattutto crescita personale fondata sulla
conoscenza di sè e delle potenzialità nascoste, che rendono
interessante e degna la vita .
Del
resto la storia stessa di Erickson chiarisce le motivazioni
della sua particolare concezione .
Egli
visse infatti la sua infanzia in campagna , in modo molto
libero,esuberante e felice, sinchè un attacco di
poliomielite non lo bloccò da un giorno all'altro su una
sedia a rotelle, impedendogli i movimenti. Anzichè
disperarsi , il giovane Milton iniziò a portare
l'attenzione sul proprio corpo, cercando di scendere quasi
al livello di coscienza cellulare , per riallacciare i
legami motori interrotti; egli cercava di scendere in
profondità nei suoi muscoli e nel suo sistema nervoso, per
riaccendere con l'aiuto della volontà l'attività motoria .
Dopo circa un anno di paralisi totale , a poco a poco egli
riprese la capacità di muoversi .
Tale
esperienza influenzò profondamente il suo modo di essere e
di pensare, da lì in poi egli dedicò la sua vita allo
studio dei meccanismi mentali, che rendono possibile la
comunicazione con il livello di memoria inconscio od
organico, sottostante al livello di coscienza razionale ,
ma capace di influenzare quest'ultimo in modo determinante
.
Per
Erickson l'ipnosi è semplicemente un aiuto fornito ad una
persona, per ricontattare gli strati più profondi della
coscienza, ristabilendo una continuità fra coscienza
razionale ed intuitiva e riscoprendo tutti i valori perduti
o dimenticati della sua personalità.
Dunque
è una concezione molto diversa dalla ipnosi animale di
Mesmer, da quella impositiva di Charcot, da quella
catartica di Freud e in un certo senso anche dalla visione
junghiana fondata sugli archetipi inconsci , comuni a tutta
l'Umanità .
Erickson
è pragmatico, non si pone il problema, se ciò che
sperimentano i suoi pazienti , sia dovuto ad un fluido
animale, a rimozioni mentali o a modelli inconsci
collettivi, ma il punto è di aiutare le persone a
recuperare, attraverso lo stato ipnotico una maggiore
consapevolezza di sè . Anche nel modo di indurre l'ipnosi
egli evita di stabilire un vero e proprio protocollo di
passi da seguire uno dopo l'altro , ma lascia libertà al
terapeuta di trovare il migliore modo di approccio
individuale al paziente, avvicinandosi a lui con umiltà,
cercando di farsi insegnare in un certo senso dal paziente
stesso il modo migliore per ipnotizzarlo, intuendo le aree
della sua vita mentale più bisognose di aiuto e di più
facile e proficuo accesso . Trovate queste aree, il
paziente si abbandona volentieri all'opera dell'ipnotista,
che lo guida nell'esplorazione e nella scoperta di sè
.
In
un certo senso l'opera di Erickson rimane come il maggiore
esempio moderno di una via iniziatica , possibile per
tutti, di un'apertura del terzo occhio, priva di fronzoli
esoterici .
La
sofrologia, deriva dalla parola greca "sofron", che
significa "di mente sana", essendo composta da "sos"= sano,
integro e "fren"=mente,intelletto. Dunque sofrologia
dovrebbe esattamente indicare " lo studio delle condizioni
della sanità mentale" .
In
effetti è così , ma sotto un particolare punto di vista ,
ovvero quello dello studio degli stati di coscienza
dell'Uomo.
Il
termine venne coniato dal neuropsichiatra spagnolo di
origine colombiana Alfonso Caycedo, il quale dapprima si
era dedicato all'ipnosi clinica, rimanendo tuttavia deluso
dai risultati conseguiti .
Si
dedicò allora allo studio delle discipline orientali, in
particolare dello Yoga, che da migliaia di anni si occupano
secondo una prospettiva pratica filosofico-religiosa, della
meditazione , come particolare stato di coscienza, che
consente l'evoluzione umana .
Il
merito di Caycedo è quello di avere tentato con un certo
successo di avvicinare tale pratica di meditazione e
sviluppo spirituale al modo di vita occidentale, rendendo
accessibile a molte persone, almeno parte di un sapere
altrimenti inaccessibile , capace di migliorare se non
altro la qualità della vita dell'occidentale stressato,
favorendo il rilassamento e anche rendendo possibile
l'iniziazione alla pratica della
meditazione.
L'addestramento
sofrologico collettivo è relativamente semplice e pratico;
tutti gli esercizi possono essere eseguiti, anche stando
seduti o in piedi e possono poi, essere esercitati
regolarmente, ma anche in spazi temporali brevi, a casa,
sul luogo di lavoro o in qualsiasi altro posto
.
Caycedo
divide la coscienza in tre stati : di veglia , sonno e
rilassamento o sofroliminale (il livello di
semi-addormentamento, che sta fra la veglia e il
sonno).
La
sofronizzazione mira ad aiutare le persone a raggiungere ,
quando lo vogliano, il livello sofroliminale, che
corrisponde allo stato ipnotico di
Erickson.
Per
fare ciò l'insegnante- terapeuta, chiamato "sofrologo", usa
il "terpnòs logos" ; terpnòs in greco significa
"gradito,piacevole,dilettevole,soave,accetto,sensazione di
piacevole sazietà", cioè delle parole che inducono il
rilassamento, pronunciate come avviene del resto nel
training autogeno, con accento basso, calmo, dolce
ripetitivo.
La
sofrologia presenta molti punti in comune con il training
autogeno, di cui è in sostanza una variante, ma uno dei
meriti specifici di essa , è di avere creato un fiorire di
studi sull'attività elettrica del cervello, in relazione
con i diversi stadi di coscienza .
Negli
ultimi tempi è stato messo a punto un oloencefalogramma,
cioè un elettroencefalogramma computerizzato, che è in
grado di identificare esattamente lo stato di
sofronizzazione, quando viene indotto nelle persone , per
il comparire di un particolare ritmo elettrico cerebrale,
ad esso corrispondente : ciò consente al sofrologo di
aiutare con più accuratezza il rlassamento, pardon la
sofronizzazione degli allievi-pazienti .
Il
biofeedback, che, tradotto in italiano,significa più o meno
"controllo automatico di un evento biologico", comprende
varie metodiche, che consentono, attraverso attrezzature
elettroniche di monitoraggio, fra cui appunto
l'encefalogramma, di controllare le funzioni biologiche
(attività elettrica cerebrale,battito cardiaco,umidità
della pelle,ventilazione polmonare) , in relazione con lo
stato di stress o di rilassamento .
Un
suono o un segnale acustico o una musica soave indica al
paziente, quando interviene lo stato di rilassamento e
quando invece vi sono segni di stress, sotto forma di
eccitazione cerebrale, cardiaca o cutanea ; in tal modo si
può apprendere individualmente, aiutati in una prima fase
dal terapista, il modo migliore per rilassarsi,
raggiungendo quello stato ipnotico , che Caycedo
chiamerebbe di sofronizzazione.
Il
biofeedback può venire utilizzato anche nella terapia
antifumo, nella disassuefazione dall'alcool e dalle droghe
; esistono anche apparecchi portatili di uso domestico, in
grado di aiutare nel rilassamento o nella meditazione
.
Nel
"sogno da svegli guidato" di Desoille, lo stato ipnotico o
sofroliminale è il punto di partenza per l'induzione di
realtà virtuali predeterminate o stati di sogno, in cui il
terapeuta suggerisce un inizio e un abbozzo di
sceneggiatura , che poi il paziente liberamente svolge .
Successivamente il paziente , al termine dell'avventura
onirica guidata, torna allo stato di veglia ed esamina
insieme con il terapeuta i contenuti del suo sogno
.
Da
un lato, nella parte onirica della seduta, il paziente
libera le emozioni profonde, nella parte analitica della
seduta esamina e interpreta con l'aiuto della sua "guida" i
contenuti psichici emersi .
Simile
per certi aspetti aquello di Desoille , è il metodo di
Vittoz, messo a punto nel 1907. Egli osserva innanzitutto,
che vi è una sorta di vicariazione somatopsichica, per la
quale, quando la tensione psichica diviene intollerabile,
questo eccesso di tensione si scarica a livello fisico,
come malattia organica; da lì in poi i sintomi psichici
diminuiscono o scompaiono , mentre si aggravano i sintomi
fisici, ai quali il paziente attribuisce la causa del suo
malessere ( e ciò naturalmente in parte è vero, anche se la
vera causa é psichica).
Vittoz
sostiene che tutto può essere controllato , sia i vissuti
mentali, che le condizioni fisiche , che da essi derivano,
purchè il paziente-discepolo si abbandoni dapprima alla
presa di coscienza di tutte le sensazioni, che si
sviluppano dal corpo; perchè ciò accada è necessario porlo
in uno stato di rilassamento o ipnotico, in cui possa
osservare liberamente le nuvole di sensazioni,percezioni e
sentimenti , che si sviluppano in lui ; in un secondo
tempo, quando il paziente riesce a riconoscere e a
confrontare le proprie sensazioni, viene fatto concentrare,
con una tecnica che deriva dallo yoga, sulle singole parti
del corpo; infine viene aiutato a sviluppare un'analisi
cosciente dei suoi accadimenti interiori e a migliorare
dunque il suo controllo su di sè .
L'eutonia
di Gerda Alexander è un metodo simile per certi aspetti al
metodo di Vittoz ; in sostanza il paziente prende coscienza
delle varie parti del corpo , dapprima compiendo un
disegno, poi costruendo un modellino di creta del corpo,
quindi osservando le sensazioni , che gli suscitano le
varie parti del corpo,poi attuando esercizi fisici e
posture particolari e osservando le sensazioni originate .
Questo procedimento ricorda da un lato lo yoga, dall'altro
la meditazione danzante di alcuni procedimenti tantrici,
nonchè la euritmia di Marie Steiner .
L'euritmia
nata in particolare grazie agli sforzi di Marie Steiner,
moglie di Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia è una
sorta di danza ritmica liberatoria e armonizzante, che
consente di esprimere pienamente la natura umana e di
bilanciare con ciò la propria vita .
Anche
qui in sostanza, pur partendo da ambiti culturali
differenti, compare l'idea tantrica della liberazione del
corpo e della mente da lacci imposti e sedimentati nel
tempo, che impediscono non solo il rilassamento, ma anche
la realizzazione personale.
Il
metodo Tomatis; (francese, contemporaneo, figlio di due
cantanti d'opera) è ugualmente una tecnica liberatoria, che
conduce al rilassamento e alla crescita personale,
liberando la mente del paziente, non più da contratture
muscolari o sensazioni fisiche sgradevoli, ma da una sorta
di sedimentazione di suoni negativi, connessi con eventi
critici della vita,fra i quali il parto o addirittura la
vita intrauterina, nel corso della quale i suoni giungono
al feto sia dall'esterno, attraverso la parete addominale
della madre e il liquido amniotico, sia dall'interno
direttamente dalla voce materna filtrata dai veri organi .
La terapia avviene attraverso sedute di ascolto, con
l'utilizzazione di musica classica,soprattutto mozartiana,
filtrata da particolari strumenti elettronici,attraverso i
quali il terapeuta sceglie quali frequenze sonore far
giungere all'orecchio del paziente, le cui percezioni
vengono così stimolate in modo del tutto peculiare .
Durante la seduta di ascolto il paziente vive una sorta di
rilassamento guidato o stato semi-ipnotico
.
Il
rolfing, una terapia elaborata negli anni '30 da Ida Rolf,
si rifà all'opera di Reich e Feldenkrais , che considerano
l'uomo moderno imprigionato in una corazza
connettivo-muscolare, che gli impedisce la piena libertà
fisica e mentale . Le contratture muscolari e gli
irrigidimenti delle fasce connettivali corrispondono ad un
accumulo di energia emozionale; il massaggio e il
trattamento fisioterapico di tale corazza, conduce
all'emergere delle emozioni represse e alla liberazione
della personalità , attraverso un piacevole
rilassamento.
In
conclusione si assiste al fatto , che dal concetto di
ipnosi, come pratica mistico-magica-fascinosa-esoterica e
chi più ne ha più ne metta, si sia passati al
riconoscimento di essa come stato di coscienza(diverso
dalla normale coscienza di veglia) ,che può avere diversi
livelli di profondità , proprio come una scala ha diversi
gradini ( del resto questa immagine della scala viene usata
frequentemente in certe tecniche di induzione ipnotica,
quando si invita il paziente da ipnotizzare , a immaginare
una scala mentale, da percorrere verso il basso, sino a
raggiungere un piacevole stato di abbandono)
.
Ogni
personalità nel campo dell'ipnosi e discipline affini ha
utilizzato uno o più di questi gradini, nella sua pratica
clinica e di insegnamento .
A
questo punto bisogna riconoscere, che da un lato l'ipnosi
confluisce nelle pratiche cosiddette di rilassamento, che
rappresentano i primi gradini della scala (per esempio:
training
autogeno,sofrologia,biofeedback,rolfing,euritmia,eutonia,metodo
Vittoz) e dall'altro presenta dei punti di contatto con la
meditazione, che si fonda su una sorta di stato ipnotico,
cioè di rilassamento profondo, dove tuttavia la coscienza è
molto viva .
Perciò
bisogna considerare l'ipnosi e il complesso delle tecniche
di rilassamento , come parte di un unico fenomeno, che
corrisponde a uno stato di atarassia mentale, cioè di
tranquillità interiore, che può essere anche fine a se
stesso, come rimedio dello stress della vita moderna, ma
sul quale si può fondare una terapia psicologica, come la
psicanalisi freudiana o junghiana o reichiana , l'ipnosi
ericksoniana , i livelli superiori della sofrologia , del
training autogeno e del biofeedback ,il sogno da svegli
guidato di Desoille.
Il
punto di partenza della meditazione , pur avendo in comune
con i modelli precedenti la condizione di atarassia
mentale, o ipnosi, è il punto di arrivo delle varie terapie
psicologiche : nella meditazione lo stato ipnotico assume
un sempre maggiore contenuto di consapevolezza , sino alla
consapevolezza di sè come essere spirituale, immerso in un
Oceano spirituale, che è l'Universo intero
.
In
ciò in effetti consiste l'Illuminazione secondo i mistici,
sia orientali che occidentali .
Partendo da lontano
Non è nè
veglia né sonno. Nessuno sa ancora esattamente come e
perchè funzioni. Eppure l'ipnosi, dopo anni di ostilità
scientifica è ormai riconosciuta come uno strumento della
medicina per curare le nevrosi, controllare il dolore,
eliminare i disturbi del comportamento. Lo stato ipnotico
ha sempre suscitato sentimenti contrastanti nei confronti
di chi ha avuto occasione di assistere alle sue
manifestazioni: una grande curiosità e ammirazione oppure
ostilità e diffidenza. Molto spesso si sente affermare: "ci
credo" o "non ci credo" come se si parlasse di magia o
parapsicologia; tutto questo è da addebitare all'immagine
falsata che ne è sempre stata data da chi ha
strumentalizzato l'ipnosi per sorprendere e per fare
spettacolo. In realtà, essa è stata condizionata dalla
visione misticistica del periodo pre-illuministico, dal
quale si è parzialmente affrancata nel XVIII secolo con le
interpretazioni magnetiche di Mesmer.
Dopo
alterne vicissitudini e interpretazioni pseudoscientifiche
degli studiosi del XIX secolo, finalmente, all'inizio del
XX secolo, riesce faticosamente a liberarsi dalla patina di
misticismo per debuttare nel mondo della scienza medica e,
con Charcot, viene sperimentata nella clinica di
Nancy.
Tuttavia,
la massima espressione di utilizzazione dell'ipnosi in
campo psicoterapeutico sarà raggiunta soltanto intorno agli
inizi della seconda metà del XX secolo ad opera del dottor
Milton H. Erickson.
Questo
psichiatra-psicologo "alieno", più simile ad un alchimista
che ad uno scienziato, sembrava ottenere incredibili
risultati terapeutici utilizzando il linguaggio ipnotico in
modo assolutamente innovativo rispetto a quanto Freud aveva
imparato da Charcot a Nancy.
Freud
infatti, dopo essersi entusiasticamente dedicato alla
sperimentazione dell'ipnosi nella cura delle nevrosi,
successivamente ne aveva abbandonato la pratica , frustrato
dai suoi insuccessi.
Egli
lamentava, infatti, che non tutti i soggetti erano
ipnotizzabili e in altri lo stato ipnotico si determinava
in forme così lievi da non risultare sufficientemente
efficace.
Un
altro inconveniente consisteva nel fatto che alcuni
pazienti, dopo qualche tempo, manifestavano gli stessi
sintomi in precedenza scomparsi, oppure ne presentavano
altri che si sostituivano ai primi. Un inconveniente
ulteriore era costituito dallo stato di dipendenza che si
determinava nel paziente nei confronti del medico. La
conclusione a cui giunse Freud fu quindi che il metodo
ipnotico incidesse soltanto sui sintomi, senza intaccare
minimamente le cause degli stessi, e che pertanto i sintomi
patologici non sarebbero potuti essere eliminati se non si
fossero scoperte le cause che li determinavano, così da
poter agire su di esse.
Quelli
che Freud descrisse come sintomi indesiderabili, che
l'ipnosi generava e che rappresentavano degli ostacoli
insormontabili alla risoluzione terapeutica, furono invece
accettati benevolmente da Erickson che, al contrario, li
considerava espressione di energie psichiche attive,
potenzialmente benigne, da trattare non come limiti ma come
risorse.
L'innovazione
del modello ericksoniano è quindi nello stile specifico
della comunicazione ipnotica, che non è più unidirezionale,
con l'ipnotista che utilizza suggestioni dirette e
implicanti una risposta di supina accettazione da parte del
paziente. Al contrario quest'ultimo, col suo atteggiamento,
la sua mimica, le sue domande e persino con le sue
resistenze, diventa protagonista e, paradossalmente,
controllore, in una certa misura, del processo
ipnotico.
Lo stato
particolare di rilassamento dell'ipnoinduzioneche consente
al terapeuta di "mettersi in contatto" con l'inconscio del
soggetto. La definizione scientifica è la seguente:
"L'ipnosi è un vuoto di potere creato a livello del Sistema
Nervoso nel soggetto; su tale vuoto di potere si inserisce
la volontà dell'operatore per conseguire gli effetti
terapeutici richiesti".
Con
l'ipnosi medica e psicologica si possono curare oltre 500
fra disturbi psico nervosi e malattie psicosomatiche non
che di preparare la gestante per un parto con dolorosità
convenientemente ridotta. Serve inoltre per raggiungere
l'anestesia, l'analgesia, il miglioramento
dell'apprendimento e del rendimento scolastico e
rispettivamente delle prestazioni sportive ed atletiche.
Essa serve anche per regolare le nascite ovvero per creare
l'infertilità psicosomatica per un tempo determinato od
indeterminato. Il soggetto prima di sottoporsi al
trattamento viene informato, con sufficienti dettagli, su
come si svolge una seduta ipno terapeutica affinché non
abbia sorprese o disagi nemmeno minimi e la seduta si
svolga in perfetta collaborazione.
I
trattamenti nel 60% dei casi si concludono in 15-20 sedute,
il 25% dei soggetti ricavano benefici in meno di 15 sedute
e per l'altro 15% ce ne vogliono più di 20. Vi sono dei
casi in cui i trattamenti si concludono in 6-8
sedute.
Comunque
i benefici del trattamento ipno terapeutico (quando viene
condotto da persone esperte e preparate) si notano fin
dalle primissime sedute. In particolare per il parto in
ipnosi o per la regolazione naturale delle nascite a mezzo
ipnosi, sono sufficienti 6-8 sedute, purché la donna sia un
soggetto molto ipno recettivo e questo si viene a sapere
fin dalle prime sedute.
Con
l'ipnosi inoltre si effettua la "regressione di età" fino
alla vita intra uterina, più precisamente fino a pochi
giorni dopo il concepimento e ciò per l'individuazione di
traumi subiti dal soggetto in epoche della sua vita di cui
normalmente non conserva traccia nella memoria cosciente.
In certi casi la regressione può essere condotta fino a
tempi antecedenti al concepimento, riscoprendo informazioni
ed esperienze legate alla pluralità delle vite (possibili
reincarnazioni).
L'ipnosi
infine può aiutare ad armonizzare la coppia sia sul piano
del carattere che talora sul piano intimo-sessuale. Serve
anche per predisporre la donna che desidera essere
fecondata, a ricevere il seme del partner con desiderio,
con affetto, con slancio spirituale e poetico in modo da
consentire la "congiunzione" con l'ovulo nel modo più
perfetto possibile. A concepimento avvenuto l'ipno
terapeuta effettua l'eugenetica, vale a dire "sollecita" la
collaborazione dell'inconscio per la migliore sopravvivenza
sul piano fisico, nervoso e psichico del nuovo essere.
L'ipno terapia può servire anche per migliorare il rapporto
fra genitori e figli.
Questa
tecnica se effettuata con l'ausilio di terzi, occorre che
questi siano professionalmente preparati, seri e degni di
considerazione; è comunque utile sottoporsi all'ipnosi con
la registrazione della seduta con una video camera, questo
per conoscere tutte le parole utilizzate durante la
seduta.
Mediante
l'ipnosi si possono indurre comportamenti di tutti i tipi,
ecco perché è indispensabile fare attenzione con chi si
lavora nella seduta. E' possibile anche auto ipnotizzarsi;
gli stati medianici o di trans medianica sono una auto
ipnosi; si inibisce una parte della propria mente con una
parte del cervello e si eccitano altri centri nervosi; alle
volte con questa tecnica, si aiuta il paziente a rimuovere
certi blocchi mentali, che sono all'origine di certe
patologie. Attraverso l'ipnosi ed altre tecniche di
rilassamento non ipnotiche si è potuto constatare che quasi
tutti i soggetti sottoposti hanno narrato esperienze di
altre vite, parlando nella lingua del luogo dove essi erano
vissuti e descrivendo esattamente avvenimenti e luoghi
successivamente riscontrati per veri.
Su
100 soggetti, il 98 % di essi ha rivissuto esperienze di
"vite precedenti"; tema interessante da ridiscutere.
L'ipnosi ha insita una certa "violenza" sul soggetto anche
se è accettata; non più del 5 % è refrattario a questa
tecnica; il 10 % arriva solo al primo stadio, ipnoide, il
60 % arriva al secondo e terzo stadio, trance media e
leggera; il 25 % alla trance profonda.
Non
siamo ancora in grado di dare una definizione assiomatica
dell'ipnosi e spiegare come funziona. Alcuni le
attribuiscono la capacità di guarire ogni male, dalla
forfora alle unghie incarnite, altri ancora credono che sia
in grado di far agire le persone come galline, annullandone
ogni volontà e dignità.
C'è
chi ritiene addirittura che lo stato ipnotico sia qualcosa
di inesistente e nessuno può dimostrare che abbia torto,
salvo constatare, tuttavia, che funziona a meraviglia!
D'altronde nessuno è in grado di provare l'esistenza dell'
Es e del Super-Io in quanto mai rivelati dai raggi X o
dalle autopsie.
Eppure
i pazienti rispondono al concetto di Es e Super-Io come se
esistessero e i benefici che si ottengono da questo
costrutto virtuale ne sono la migliore
testimonianza.
Erickson
definisce l'ipnosi "uno stato alterato di consapevolezza,
in cui si fanno entrare i pazienti in comunicazione con
certi modi di intendere e idee, e poi si lascia che ne
facciano uso in conformità al loro repertorio personale,
unico di apprendimenti corporei e apprendimenti
fisiologici".
La
definizione può apparire vaga, ma come si può essere
precisi su un fenomeno sfuggente come un fuoco
fatuo?
Tra i
pregiudizi più diffusi nella categoria dei pazienti, si
evidenziano in particolar modo le seguenti
preoccupazioni:
- paura
di essere privati della volontà;
- paura
di non avere consapevolezza di quello che potrebbe accadere
durante la trance;
- paura
di non essere in grado di reagire di fronte a situazioni di
pericolo (incendi, morte improvvisa dell'ipnotista,
ecc.)
- paura,
per i pazienti psicotici, di una disgregazione
dell'io;
- paura,
per gli omosessuali latenti, di piombare nel panico
omosessuale;
- paura,
per le pazienti isteriche, di essere
sedotte;
- paura,
per i pazienti dipendenti, di diventare ancora più
dipendenti.
Alcune
delle preoccupazioni sopra elencate potrebbero annoverarsi,
a miglior titolo, nella colorita schiera delle leggende
metropolitane: un pò come avere paura dei lupi mannari o
dei vampiri! In realtà, si potrebbero verificare alcuni
effetti indesiderati con l'ipnosi esattamente come si
possono verificare con le terapie
convenzionali.
A quanto
risulta a chi scrive, in trent'anni di uso personale
dell'ipnosi, non è mai successo che un paziente sia uscito
da una seduta di ipnoterapia lamentando il disagio di chi
abbia subito una forma di sopraffazione
mentale.
I
pregiudizi più radicati nella categoria degli
psicoterapeuti, in particolare quelli che hannoscarsa
dimistichezza con l'ipnosi, riguardano invece la
convinzione che con l'ipnosi si possa ottenere soltanto una
temporanea rimozione del sintomo senza intaccarne le
cause.
Probabilmente
questo teorema è il risultato di una suggestione dovuta
all'ascendente di Freud e all'opinione che questi si era
fatto dell'ipnosi, utilizzata in modo da eliminare i
sintomi con la suggestione, senza tuttavia ottenerne
risultati stabili.
E' il
caso di ricordare che oggi disponiamo di tecniche assai
migliori di quelle a cui faceva ricorso Freud: chi si è
minimamente documentato sui modelli ipnoterapeutici
ericksoniani sa bene che il sintomo viene considerato
prevalentemente sotto l'aspetto di comunicazione analogica
di un disagio che coinvolge tutto il comportamento. Di
conseguenza il focus di azione terapeutica si esprime sulla
rimozione delle rigidità e sulla ristrutturazione di tutti
gli elementi che determinano il sintomo.
L'unica
controindicazione che debba preoccupare pazienti e
psicoterapeuti sull'utilizzo dell'ipnosi, è quella dell'uso
improprio che se ne può fare avendone solo delle cognizioni
superficiali.
Come
tutti gli strumenti particolarmente sofisticati l'ipnosi
richiede un'adeguato training formativo che consenta
all'operatore di conoscerne a fondo le dinamiche e di avere
sempre sotto controllo il setting
terapeutico.
Rispetto
alle altre tecniche di psicoterapia l'ipnosi, pur
consentendo la dotazione di una marcia in più alla terapia
per la rapidità e la stabilità con cui si verifica la
trasformazione del sintomo, ha tuttavia una importante
limitazione: a parere dello scrivente essa non può essere
usata come una tecnica sic et
simpliciter.
L'approccio
dell'ipnoterapeuta deve prescindere da ogni forma di
intervento programmato, dovendosi adeguare al comportamento
manifestato, di volta in volta, dal paziente. Per ottenere
buoni risultati occorre avere una buona dose di creatività,
immaginazione e flessibilità: in una parola bisogna essere
un pò artisti!
L'ipnosi passato
presente futuro
Noi siamo
quello che pensiamo di essere, viviamo per come ci
pensiamo, dicendo alla nostra mente, ripetute volte, quello
che desideriamo fortemente divenire, dandole ordini chiari,
suadenti, semplici e sentiti, essa ci
accontenterà.
Due
passi nell'ipnosi di oggi ripercorrendo la strada che ha
confinato interessi, ricerca, sperimentazione con l'ipnosi
per troppi anni, lo stato attuale ed i futuri possibili
sviluppi di un ipnosi nuova per quanto
antica.
Ma
da dove é partita la condanna che ha ridotto l'ipnosi ad un
cumulo di false superstizioni dettate dall'ignoranza, che
ancora oggi non fanno altro che ingannare il senso comune
come lo stesso senso scientifico.
Freud,
alla fine del'800 scorso ha ripudiato l'ipnosi considerando
il metodo catartico prima e la psicanalisi in un secondo
tempo le metodiche veritiere e unico riferimento per la
"cura" e lo studio della psiche, in tal modo l'ipnosi, per
cui non poteva ancora esistere una valida spiegazione e
comprensione della sua fenomenologia, fu radiata dalla
ricerca medica e psicologica.
L'ipnosi
allora sconfinava nell'oscurantismo del misticismo e della
magia, non era adatta per essere introdotta nei salotti
bene della scienza ufficiale, chiunque venisse scoperto ad
utilizzare apertamente l'ipnosi, con tanto di nome e
fenomenologia veniva messo al bando, il bisogno di
credibilità e fondatezza scientifica della medicina e della
neonata psicoterapia era ancora troppo alto agli inizi del
XX° secolo per sporcarsi le mani con qualcosa troppo forte
nei suoi effetti, ma assolutamente inspiegabile come era
l'ipnosi.
Eppure
l'ipnosi agli albori della civiltà era largamente usata
dagli antichi medici-sacerdoti di tutti i popoli della
terra, ne conoscevano gli effetti e da buoni pragmatici la
utilizzavano ottenendo grandi effetti, dal momento che
avevano l'appoggio del senso comune degli uomini del
tempo.
Pensiamo
ai primi tentativi dell'uso del linguaggio tra i nostri
avi, probabilmente nacquero le prime vocali, le più facili
da pronunciare come la a e la u, e tra le consonanti la m
la più semplice, ebbene tra i monaci Tibetani è diffuso
l'uso dei mantra utilizzati per la loro meditazione, un
suono ripetuto in modo ritmico, sempre uguale, quasi
all'infinito aaummmmmm aaummmmmm aaummmmmm aaummmmmm; con
buona probabilità riti ripetuti nei secoli, sempre uguali
nella loro semplicità, tramandati fino ad oggi, in grado di
favorire una trance condivisa, un attivazione dell'attività
non razionale della mente, al pari del rosario e delle
preghiere per il Cristianesimo, come le preghiere ad Allah
per l'Islam, o i rituali de Fachiri
dell'Induismo.
L'ambiente
storico-culturale della fine del settecento, inizi
dell'ottocento, nel quale la pratica ipnotica ritornò, dopo
essere scomparsa dall'uso comune per millenni, era pesante,
analfabetismo di massa, povertà di larga parte della
popolazione e di conseguenza, ricchi in genere nobili,
clerici e colti borghesi che vivevano sfruttando
completamente il resto dell'umanità.
In
questa realtà non ci può stupir che la "forma" assunta
dall'esercizio dall'ipnosi risultasse autoritaria,
coercitiva e qua e là colorata di elementi magici e
religiosi.
La
pratica o tecnica dell'ipnosi, al di là della sua "forma"
abusata, risultava ancora troppo complessa, difficile da
intenderla come uno stato mentale naturale nel funzionare
fisiologico dell'organismo umano in modo indipendente dalla
tecnica usata per indurlo o dalla sua spontanea modalità di
manifestarsi.
Il
panorama attuale è ben diverso, sono molte le tecniche
induttive conosciute, dirette ed indirette, allora l'unica
forma conosciuta era quella diretta e autoritaria, fondata
più sul potere carismatico e sul prestigio professionale,
che non sulle qualità possedute dal
soggetto.
La
convinzione diffusa era poi che servisse indurre, sempre e
comunque, nei propri pazienti il livello della
trance
sonnambulica con
relativa amnesia, e dunque i risultato erano scarsi dal
momento che il livello sonnambulico è raggiungibile
facilmente, dunque in tempi brevi, solo dal 4/5% della
popolazione, oggi sappiamo che già con una trance vigile,
nella quale il soggetto rimane cosciente durante tutto il
tempo dell'induzione, è possibile ottenere degli ottimi
risultati nell'organizzazione psicofisica di un individuo,
cambiamento, ristrutturazione, trattamento delle fobie,
nevrosi, instabilità e così via.
Con
l'impossibilità a spiegare il fenomeno dell'ipnosi ed il
limite nel pensare alla difficoltà ad indurre profonde
trance, Freud continuò ad usare l'ipnosi inconsapevolmente,
ogni seduta psicoterapeutica induce una trance più o meno
profonda, ma il suo giudizio negativo del fenomeno finì per
condannare l'ipnotismo al più completo
ostracismo.
L'ipnosi
venne abbandonata al libero esercizio ed abuso di
ciarlatani, falsi maghi e menzogneri terapeuti, passarono
decine di anni prima che l'ipnotismo tornasse a riscuotere
interesse scientifico, coraggiosi innovatori del pensiero e
della ricerca sull'ipnosi furono negli Stati Uniti il dr.
Milton Erickson, considerato il padre dell'ipnosi moderna,
l'ipnosi indiretta che utilizza prevalentemente il
linguaggio, docente di psichiatria nella Wayne State
University e da noi in Italia il dr. Franco Granone,
docente in clinica delle malattie nervose e mentali e
primario neurologo presso l'Ospedale Generale Sant'Andrea
di Vercelli.
Il
loro lavoro vastissimo, sostenuto da una ricerca metodica e
scrupolosa, ha permesso all'ipnotismo di fare breccia in
quel muro intonso del discredito e del pregiudizio che
sembrava averlo seppellito per sempre.
Oggi
esiste un chiaro tentativo da parte dell'opinione
scientifica di comprendere il fenomeno, si comincia a
capire la necessità di utilizzare un pool di discipline per
poter inquadrare l'ipnosi ed utilizzarla in modo efficace e
mirato. Ma la massa, per quanto colta ed istruita, resta
ancora influenzata dei detti popolari, dai preconcetti e le
credenze ingenue di chi in fondo la propria mente la
utilizza ma proprio non si sforza di capirla, ci viene dato
uno strumento meraviglioso ma senza libretto d'istruzione,
dunque neppure la più spicciola psicologia della
sopravvivenza mentale viene insegnata a scuola, si rischia
ogni giorno di danneggiare la mente delle persone ma non si
fa nulla per evitare il baratro.
Non
si conoscono gli stati mentali, e si crede fermamente di
vivere in un'unica realtà preconfezionata, uguale per
tutti, siamo ancora alla preistoria di un corretto senso
del reale, per noi indiscutibilmente la realtà è che il
sole ruota attorno alla terra e guai a dubitare di questa
realtà.
La
convinzione radicata di condividere tutti un medesimo e
identico livello di coscienza ordinaria e di partecipare,
con tale meraviglioso strumento, ad una medesima, identica
realtà è la tomba per ogni possibile cambiamento. In
passato, chiunque avesse dubitato delle accertate,
assolute, indiscutibili verità, sarebbe stato additato come
pazzo o eretico e, solo per questo, probabilmente
processato, ma guai a credere che le cose oggi siano
cambiate. L'esperienza avrebbe dovuto insegnarci che la
stessa scienza, nella sua storia, ha conosciuto mille e
mille verità che sistematicamente il giorno dopo venivano
dimostrate infondate, è il normale procedere della
conoscenza, si sostiene l'essenza di un principio per poter
andare oltre, senza assoluti, anche se fittizi come
un'ipotesi, non si procede.
Col
secondo principio della cibernetica risulta chiara la
nostra responsabilità come costruttori della realtà,
percependo ed elaborando col pensiero noi condizioniamo la
realtà e siamo, da quest'ultima, condizionati, in un
processo circolare di causalità
reciproca.
Noi
"raccontiamo" il mondo - spiegava Don Juan, con pazienza,
al suo discepolo - ma il "mondo raccontato" ci ritorna
incontro, condizionandoci a vedere solo ciò che va visto, a
udire solo ciò che va udito o a pensare solo ciò che va
pensato. La conoscenza non è mai banale, magari è
superflua, ma mai banale, quando si viene a contatto con
una nuova conoscenza questa ci condiziona, la conoscenza
obbliga!
L'educazione
dei figli avviene in questo modo, fin da quando neonato si
indirizza lo sguardo, i primi consensi, quando è più grande
si fa la stessa cosa con le sue convinzioni, solo a prezzo
di grandi sforzi, generazione dopo generazione, qualcosa
muta, l'umanità conquista una più ampia veduta e il suo
orizzonte si allarga, grazie a qualcuno che in modo
persistente insiste su qualcosa di
diverso.
Oggi,
alle soglie del terzo millennio, il pregiudizio da
abbattere, è quello degli stati di coscienza da una parte e
della realtà ultima oggettiva del mondo dall'altra.
Pregiudizi radicati, per superare i quali ci vorrà
disponibilità ed elasticità mentale. In altre parole, la
rivoluzione da compiere, come sempre, è quella del
superamento dei limiti dell'attuale
coscienza.
Per
comprendere lo studio della trance ipnotica e degli stati alterati
di coscienza è necessario, anzi dovremmo dire
indispensabile, essere disposti a mettere in discussione
buona parte delle nostre certezze, abbandonare i pregiudizi
ed entrare in un intervallo di incertezza e relatività, non
si può trovare una cosa se non si sa bene cosa cercare.
Nessuno è mai riuscito a vedere ciò che non voleva vedere
né, ciò che non era preparato a vedere. Per questo non
riusciremo a comprendere le innumerevoli sfumature degli
stati alterati di coscienza se non ci prepariamo ad
osservarli con occhi diversi da quelli con i quali li
abbiamo finora osservati e con la mente sgombra da vecchie
superstizioni.
Le persone
che vengono a contatto con l'ipnosi per la prima volta si
aspettano una situazione del tipo "A me gli occhi". Alla
fine della seduta spesso ci si sente dire: "Tutto qui?", e
se non fosse per il fatto che i risultati poi si vedono,
ogni buon ipnologo sarebbe vissuto come un un
cialtrone.
Proviamo
a domandaci cos'è una trance? Come e perché si sviluppa? C'è
differenza tra una trance e una trance ipnotica?
In
verità ancora non è possibile dare una risposta precisa in
merito, diverse teorie psicologiche "suggestive" (Braid,
Bernheim e altri) definiscono l'ipnosi come un aspetto
particolare, ma normale, dello psichismo che si
svilupperebbe attraverso la suggestione; altre teorie
definite riflessologiche (Pavlov e la sua scuola)
considerano l'ipnosi una forma di inibizione corticale
parziale, alterata da un comportamento condizionante; le
teorie psicanalitiche (da Ferenczi a Gill, Brenman e
Romero) che si sforzano di spiegare tutta la complessa
fenomenologia ipnotica con il concetto di transfert; e le
più recenti teorie cognitiviste e dissociazioniste (Janet,
Hilgard e altri) che considerano la possibilità che la
coscienza umana sia costituita da una diversi sistemi di
controllo strutturati in modo gerarchico, dotati di una ben
definita mobilità e fluidità, e che l'ipnosi si realizzi
nel momento che si transita da un sistema di controllo ad
un altro quasi ci fosse un momento di stallo, un "non
sequitur" per la mente in quel punto.
In
considerazione di quanto riportato, cos'è una
trance?
Granone,
relativamente alle diverse teorie in campo scrive: "Quando
nell'Io si verificano fenomeni di scissione intrapsichica
per suggestione, indottrinamento, innamoramento, transfert
e così di seguito, ed esso regredisce a sottosistemi di
funzionamento primari e secondari con atteggiamenti
monadali, propri del primo stadio dell'evoluzione
ontogenetica, si realizza una trance; ma quando compaiono, in questo
stato di trance e cioè di parziale dissociazione
psichica dell'Io, fenomeni di ideoplasia più o meno
controllata auto o eteroindotta allora noi riteniamo più
opportuno parlare di trance ipnotica o più semplicemente di
ipnosi."
Una
trance
è presente ogni
qualvolta l'Io passa da uno stato vigile di coscienza (SvC)
o stato di veglia, ad uno "diverso", "altro" rispetto a
quello considerato vigile per quel singolo individuo in un
determinato tempo. La trance è identificabile identificata
come uno dei possibili stati di coscienza alternativa (SaC)
che viene definito come un'alterazione qualitativa e/o
quantitativa del funzionamento della nostra mente, diverso
appunto dagli alti possibili stati mentali riscontrabili
quali:
•
• Lo
stato di veglia
•
• Lo
stato di sonno in cui il sogno rende il tipo di attività
presente nel cervello
•
• Lo
stato di coma in cui c'è assenza di attività
mentale
•
• Lo
stato di patologia mentale in cui c'è una profonda
dissociazione e/o negazione di se' e della relazione verso
gli altri
•
• Lo
stato di morte in cui ancora si ignora il processo di uno
"spirito" che potrebbe superare le condizioni del corpo
andando oltre a tale limite fisico
Una
tale definizione inquadra il fenomeno trance come una sindrome, differente
dalle altre sindromi conosciute, veglia, sonno, coma,
patologia mentale, morte, complessa, ma del tutto naturale
(al contrario di come sosteneva la scuola di Charcot).
Granone ha sostenuto, e recenti studi sembrano confermare
che si tratta di uno stato "altro" dell'organismo, anche se
non oggettivabile: "una sorta di potenzialità o dispositivo
innato - afferma L. Chertok, psichiatra, psicanalista e
grande studioso del fenomeno - che trae origine addirittura
dall'ipnosi animale".
Uno
stato mentale, la trance, presente ed attiva dunque anche
negli animali, dal nostro punto di vista accumulabile
all'esperienza dell'attività mentale inconscia, della sua
attività inconsapevole, sempre presente, che accompagna, in
armonia come in conflitto, la nostra quotidiana attività,
un continuum di trance, potremmo dire, equiparabile alla
coscienza condivisa dello "stato di veglia", che
oscillerebbe continuamente tra una forte condivisione del
reale ed una debole condivisione del reale, dunque tra una
trance condivisa ed una trance
personale.
Il concetto
di "ipnosi animale", lo utilizziamo solo per intenderci, in
molte specie è presente un fenomeno simile alla trance
ipnotica, quando viene sperimentalmente inibito il
funzionamento dell'istinto di conservazione, come estrema
difesa tende a prodursi uno stato naturale di catalessi. Il
riferimento è alla scoperta di Henri Laborit del così detto
SIA (Sistema di Inibizione dell'Azione) e delle vie
neurofisiologiche subcorticali antagoniste a quelle che
controllano l'azione nel piacere (nutrizione e
riproduzione) o nello stress (aggressione e fuga). Sistema
di inibizione che entrerebbe in funzione in tutti quei casi
in cui l'azione potrebbe risultare improduttiva o comunque
dannosa per l'animale, e che, se di breve durata,
servirebbe appunto a riequilibrare l'organismo in vista di
una successiva risposta motoria.
L'uomo
nella sua complessità supera le altre specie animali, con
il suo bagaglio di storia e di cultura, il processo di
innesco della trance è comune, un processo
neurofisiologico come ha spiegato bene Laborit, mentre la
fenomenologia si è differenziata a seconda della
complessità presente nel sistema mentale di
riferimento.
Come
stato alternativo della coscienza (SaC), la
trance
non è il sonno
fisiologico, non ha la stessa alterazione dei riflessi, né
il medesimo tracciato elettroencefalografico, cambia il
metabolismo basale del cervello), è differente dagli stati
di coscienza patologici.
L'ipnosi
è uno stato psicofisico che può scaturire spontaneamente o
essere indotto con ipnotismo. Particolari stati di trance
si producono anche in situazioni differenti quali: l'
innamoramento, la passione sfrenata in certe attività, la
tensione mistica durante rituali di preghiera o
meditazione, l'estro e il "trasporto" durante momenti
creativi di produzione artistica o di produzione
scientifica, particolari fasi legate all'assunzione di
droghe, l'ebbrezza alcolica e particolari momenti di
attività estreme.
La
trance ipnotica va distinta da altre forme di trance per
poterla distinguere, scrive Granone : "Solo quando
compaiono in questo stato di trance, e cioè di parziale
dissociazione psichica dell'Io, fenomeni di ideoplasia più
o meno controllata auto o eteroindotta allora noi riteniamo
più opportuno parlare di trance ipnotica
o semplicemente di
ipnosi."
A
differenza Milton Erickson afferma: "L'ipnosi non esiste,
tutto è ipnosi", entra quasi in contraddizione con Granone,
sicuramente costituiscono due modi affrontare il fenomeno
della trance diversi, rigoroso l'uno nel distinguere la
fenomenologia specifica dell'ipnosi riportando l'idea di
controllo come riferimento, creativo l'altro, sempre pronto
a riportare l'esperienza della trance all'attività di guida
e modello del nostro inconscio.
Sicuramente
il monoideismo favorisce l'induzione in trance, quando poi
riguarda gli affetti è ancora più significativo e
coinvolgente, ogni forma di innamoramento, l'amore per la
persona che si ama, l'artista nella sua estasi creativa, lo
scienziato che ricerca la verità nella sua nicchia di
interesse, il mistico che venera il suo Dio, l'atleta in
grado di distruggersi per la vittoria, per conquistare un
nuovo record, tutti dimostrano quanto questo "potere" abbia
effetto sull'uomo.
Ma
al contempo come afferma Tart la parziale dissociazione
psichica dell'Io e i cambiamenti qualitativi e quantitativi
negli elementi che formano lo stato di coscienza vigile
(SvC), anche semplici implicazioni fisiche come il blocco
oculare, lo stress oculare, la perdita dell'equilibrio, la
roteazione del corpo o di un semplice arto, possono
realizzare una trance anche in assenza di uno specifico
monoideismo affettivo.
La
distinzione tra la trance intesa semplicemente come stato
alternativo di coscienza (SaC) e l'ipnosi è senza dubbio
significativa per definire il lavoro che l'ipnologo svolge
e la sua abilita a guidarlo e renderlo funzionale, al
contempo, sicuramente più magico, il riporre piena fiducia
nell'inconscio della persona spinge a realizzare al meglio
le capacità di autoguarigione e sviluppare al pieno le
potenzialità della mente attraverso il lavoro
dell'inconscio.
D'altro
canto, se ciò non fosse vero, tornerebbe strana la stupenda
modalità psicoterapeutica svolta da Pearls, padre della
Gestal Terapy, nel gioco delle parti, dove una persona è
spinta a dialogare, negoziare, accordarsi sviluppando
sinergia con le sue parti, un gioco che per la nostra
esperienza porta sempre incredibili
sorprese.
Nel
definire il processo della trance, permette di poterlo
riconoscere e descrivere qualora lo si incontri e impedisce
di annullarlo legandolo a fenomeni più conosciuti. Un
esempio per meglio comprendere gli effetti della
trance, gli alpinisti estremi,
nell'arrampicata libera sul ghiaccio, impegnati e
concentrati in modo massimo e continuo fino a 4-5 ore di
seguito, quando riferiscono di aver percorso, "come
in trance", l'intero tragitto fino alla
vetta, non comprendono che si trovavano in una vera
trance, in uno stato alternativo di
coscienza (SaC) con tutte le componenti psicofisiche
connesse, concentrazione assoluta, non essere alpinisti che
arrampicano, bensì essere l'arrampicata stessa,
immedesimazione totale, mancanza di fatica, completa
immersione nell'ambiente, essere un tutt'uno con la
montagna.
Granone
afferma, come già riportato, che la trance ipnotica può essere considerata
solo quello stato alternativo di coscienza (SaC) che si
realizza attraverso suggestioni auto o eteroindotte,
caratterizzate dalla presenza di un monoideismo in grdo di
sviluppare potenti ideoplasie. "Con la suggestione si
introduce, si coltiva, si rafforza nella mente del soggetto
un'idea. Questa si risolve in immagine e l'immagine in
sensazioni ricordate; cosicché ogni idea nasconde in sé
l'energia sviluppata da un'eccitazione psichica anteriore e
dai relativi circuiti condizionati. Per qualunque via la
suggestione arrivi al cervello, essa viene, secondo la
vecchia legge dell'ideodinamismo di Bernheim, trasformata
in sensazione, in immagine, in sensazione viscerale o in
movimento"
Esiste
una correlazione tra le idee, il movimento e la forma, in
particolare, dai lavori di Jerzy Kornorski: "Non è vero
come saremmo tentati di pensare in seguito
all'introspezione, che il ricevere informazioni e
utilizzarle siano due processi separati che possono essere
in qualche modo reciprocamente combinati: al contrario, le
informazioni e la loro utilizzazione sono inseparabili, e
anzi costituiscono un unico processo", la correlazione è
dunque dimostrata ed è che la percezione dell'oggetto
(forma) è permessa dall'idea dello stesso (riconoscimento)
ed è funzionale al suo utilizzo (movimento, azione), la
percezione, il riconoscimento e l'utilizzo di un oggetto
avvengono contemporaneamente, sono correlati tra loro
funzionalmente.
La
modificazione della reattività fisiologica cerebrale
attraverso l'uso di parole e/o immagini, la modificazione
di molte funzioni somato-viscerali, paura, gioia, piacere,
come di quelle neurovegetative, senso di vuoto, vertigine,
ed endocrino-umorali, sto bene o male a seconda della
situazione, richiamano come possa essere attuato il
superamento della dicotomia Cartesiana corpo mente che ha
generato il problema psico-soma-tico.
Ancora
con Granone "Per ogni pensiero per ogni sentimento, noi
abbiamo pertanto particolari effetti muscolari, come
abbiamo particolari moti viscerali ed endocrini. A loro
volta le varie funzioni viscerali, sensoriali, sensitive e
motorie si riverberano sulla psiche, dimostrando un
concatenamento veramente meraviglioso fra stimolo
sensoriale, pensiero, funzionalità endocrina e
atteggiamento muscolare."
La
scuola russa di Bykov, con le scoperte pavloviane sui
riflessi condizionati, ha messo in luce come ogni organo e
tessuto ha una sua rappresentanza corticale, la quantità di
correlazioni organiche possibili sono infinite. La
corteccia cerebrale é in grado di interferire sull'attività
del nostro organismo, anche la più profonda
(biologico/molecolare). Non esiste un'attività mentale
(pensiero) che possa chiudersi in sé stessa, ogni pensiero
viene inevitabilmente somatizzato.
Perché
possa accadere di somatizzare, è necessario che l'emisfero
non dominante prenda il sopravvento, e la razionalità, il
senso logico, la compiutezza, il senso critico vengano
esclusi.
L'ipnosi
è favorita dal confondere, saturare, neutralizzare
l'emisfero dominante, per far questo diverse fasi entrano
in gioco, nel nostro acronimo le varie tappe dell'induzione
in trance:
S E MO L T A FE
DE
SINCRONIZZAZIONE
EMISFERO
EMOTIVO MONOIDEA
LIMITAZIONE CAMPO DI
COSCIENZA TRANCE
ATTIVAZIONE POTENZIALE
MENTALE FENOMENOLOGIA
DETRANCE
Ogni
passaggio è monitorabile e permette di constatare il
livello di trance raggiunto.
La
pirobazia (l'esperienza del camminare sul fuoco) è
facilmente riconducibile ad uno stato alternativo di
coscienza (SaC) vissuto in un'atmosfera di esaltata
suggestione: mistica (la ricerca passionale di Dio), magica
(dimostrazione del potere spirituale), narcisistica (forte
assertività del proprio io). Nella pirobazioa non c'é un
monoideismo specifico volto ad anestetizzare la pianta dei
piedi, questo fenomeno si realizza, all'interno di un
atmosfera di esaltazione collettiva, indirettamente a
seguito di complessi meccanismi di alterazione della
quotidiana funzionalità organica della pelle e della pianta
del piede, con meccanismi di cui non si conosce la
specifica azione.
Non
si può ridurre alla trance ipnotica qualunque tipo
di trance: quella mistica, quella
medianica, quella artistica, quella alcolica, quella
erotica o quella sportiva, solo perché non conosciamo gli
elementi che di volta in volta entrano in gioco rendendole
differenti tra loro. E' utile distinguere tra stati di
coscienza vigili (SvC) e stati alternativi di coscienza
(SaC) in cui si ritrovano differenti momenti di trance
legata ad esperienze alternative; il termine
generico trance allora essere lo riferiamo a uno
qualsiasi di tali stati alterati, al di la della sua natura
specifica, mentre la trance ipnotica, o ipnosi,
rappresenterebbe una forma particolare di
SaC.
Non
confondere gli stati di alterazione della coscienza
permette di considerare forme di esperienza in trance
differenti, la sovrapponibilità di tanti aspetti di questi
fenomeni e/o addirittura della comune matrice originaria,
non deve complicare il fenomeno, bensì farci comprendere
l'universo complesso della fenomenologia della mente umana,
un mondo nuovo da costruire che ci restituirà esperienze
uniche. Ogni forma di trance nell'uomo ha probabilmente
alle spalle sofisticati meccanismi biologici di difesa che
garantiscono, all'essere (animale o uomo), la continuità
della propria esperienza di vita, ed i limiti come le
possibilità presenti nell'universo nel quale ci troviamo a
vivere. E' da credere che siano gli stessi meccanismi
individuati da Laborit in quasi tutte le specie animali, e
che l'uomo, nella sua complessità, ha poi amplificato,
modificato, sviluppato per le sue esigenze vitali, come per
quelle ludiche, creative e fantasiose, un mondo di sogni,
idee, proponimenti oltre al muro dell'ovvio in cui la
trance permette la riuscita, potremmo dire che la trance
sostiene le risorse della volontà umana.
Tart,
più volte ha sostenuto che non ha alcun senso che coloro
che si trovano in uno stato vigile di coscienza (SvC) e che
condividono una realtà che è soltanto consensuale e perciò
relativa alla cultura storica ed al senso di appartenenza
giudichino l'esperienza vissuta da altri esseri umani in
una cultura diversa, oppure in uno stato alternativo di
coscienza (SaC).
Ancora
Tart ha condotto una ricerca sugli stati alterati di
coscienza provocati da sostanze stupefacenti, dove è
riuscito a provare che neppure nel caso di droghe pesanti
come la cocaina, l'oppio o la dietilamide dell'acido
lisergico (LSD) esiste una relazione precisa tra assunzione
ed effetti. Come per le particelle subatomiche della fisica
quantistica, le reazioni a dette sostanze cambiano natura a
seconda delle motivazioni, delle aspettative e delle
istruzioni ricevute da chi li ha preceduti nell'esperienza,
nonché dei pregiudizi più o meno dogmatici
dell'osservatore, come ci ha insegnato molto bene Heinz von
Foerster: "L'esperienza è la causa, il mondo la
conseguenza", solo attraverso l'azione possiamo conoscere e
permetterci esperienze realmente nuove e alternative nel
superare empasse di natura mentale come
fisica.
Solo
con un cambio di paradigmi ci ricorda Edgar morin possiamo
sperare di superare i limiti del nostro conoscere, l'ipnosi
stessa può trovare una sua spiegazione all'interno di un
cambio paradigmatico in una nuova realtà
antropo-psico-bio-socio-culturale.
C'è
bisogno di scienze specifiche sugli stati mentali di un
soggetto, lo stato di realtà condivisa (la cosiddetta
realtà), gli stati di trace alternativi, lo stato di
equilibrio dell'identità personale all'interno di uno stato
di realtà condivisa, assieme a nuove metodologie di ricerca
scientifica per ogni differente stato di coscienza,
nell'esperienza del singolo come in quella del gruppo, ogni
attimo di vita è prezioso, studiare il modo per viverlo al
meglio è ciò che ci promette lo studio
dell'ipnosi.
Qui di
seguito l'esempio di un uomo che ha fatto dell'ipnosi
l'esperienza della sua vita.
L'aspetto
più sorprendente della storia di Milton Erickson che lo
rendeva un terapeuta fuori del comune era il suo profondo
impegno ad usare ogni cosa a sua disposizione per poter
aiutare i suoi pazienti. Per esempio, se stava per fare
un'induzione di ipnosi poteva spedire i suoi figli a casa
del paziente per sapere come erano fatti gli scalini della
sua porta di casa. Durante l'induzione, poi Erickson creava
una fantasia relativa al salire quegli scalini. Ben presto
il paziente si rendeva conto che Erickson stava parlando
della sua casa.
Come
nel caso di una sua ex paziente che veniva malmenata dal
coniuge. Erickson le disse che suo marito poteva avere
tendenze omicide ed era meglio per lei lasciare la casa e
trasferirsi a Phoenix. Le disse anche che poteva prestarle
del denaro per i primi giorni. La donna non seguì il
consiglio, ma sapeva che Erickson diceva sul serio. La
misura con la quale si adoperava per motivare i pazienti
sembrava non avesse limiti.
Una
donna restò in terapia con lui per più di tredici anni. Era
soggetta ad acuti episodi di psicosi isterica. Voleva
vedere Erickson ogni volta che aveva una crisi, dopodiché
poteva uscire e vivere la sua vita indipendentemente dalla
terapia, che era mirata a mantenerla fuori dall'ospedale e
a permetterle di vivere il più produttivamente
possibile.
Questa
paziente si diede anche al bere per un certo periodo,
durante il quale Erickson mandava suo figlio Robert a
controllarle la casa per essere sicuro che non vi fosse
alcol nascosto: Robert era molto abile nel cercare le cose.
Successivamente mandò le sue figlie adolescenti - Kristina
e Roxanna - a tener compagnia alla paziente per assicurarsi
che non bevesse. Erickson voleva evitare l'ospedalizzazione
psichiatrica ogni qualvolta fosse
possibile.
Questa
paziente era dominata dalla propria madre. Durante una
consultazione, Erickson affrontò la madre, intimandole di
restare fuori dalla
vita
della figlia. La donna si infuriò talmente che se ne tornò
a piedi per dieci miglia fino all'aeroporto. C'era molta
fermezza sotto il guanto di velluto di Erickson e
certamente poteva permettersi di essere diretto. Nonostante
tutto mantenne un rapporto con la madre della paziente.
Affrontarla era stato un segno di forza, non un insulto.
(La paziente non era di razza bianca ed Erickson calibrò il
confronto sulla base di quanto sapeva in merito alle usanze
del suo gruppo etnico).
La
terapia di Erickson era caratterizzata, in ugual misura,
sia dall'innovazione sia dall'informalità. Nel periodo in
cui visse a Cypress Street, dal 1949 al 1970, il suo studio
era nella sua stessa casa e la sala d'aspetto era nel
soggiorno. La casa aveva quattro camere da letto: una per i
ragazzi, una per le ragazze, una per Erickson e sua moglie,
e un'altra era lo studio (che Haley descrisse grande quanto
un francobollo). I pazienti attendevano nel soggiorno e
giocavano con i ragazzi. La segretaria scriveva a macchina
sul tavolo della camera da pranzo e lo studio di Erickson
era dietro la camera da pranzo.
Questo
era l'approccio ericksoniano alla terapia familiare come
all'ipnoterapia. La famiglia Erickson veniva inclusa nella
terapia del paziente. La famiglia non pensò mai che si
potesse fare diversamente; questo faceva parte dell'essere
un Erickson.
Spero
che queste storie e questi ricordi abbiano in qualche modo
illustrato l'approccio umanistico di Erickson alla terapia.
So anche bene che Erickson appare spesso come un tecnico
che effettua guarigioni rapide. Ma la magia, come ogni cosa
magica, è prima di tutto un'illusione. Erickson dedicava ai
pazienti la massima energia possibile, mostrando loro
ripetutamente che desiderava prodigarsi al massimo per
aiutarli. Sapere che qualcuno ha cura di noi è una delle
cose più importanti per guarire come per
cambiare.
La
complessità del fenomeno ipnotico come quella della psiche
umana vanno trattate con dedizione se si desidera ottenere
dei risultati, concedersi del tempo ad entrare e far
entrare in trance non è mai tempo perso.
La
regola aurea fondamentale per la nostra scuola di
formazione in ipnosi è che ogni approccio all'ipnosi sia
condotto nel pieno rispetto di sé e dell'altra persona,
nell'intento di donare un esperienza, un'induzione, una
terapia che lasci alla persona qualcosa in più di bello e
positivo.
Con
questo un augurio a che il vostro master che tenta di
ordinare l'esperienza dell'ipnosi risulti per voi un
momento di crescita formativa positiva e ricca di quel
mondo fantastico che si disvela ogni volta che si affronta
l'ipnosi.
Note
Lo
stato
di coscienza è
definibile lo stato condiviso di "realtà" costruito e
mantenuto dalla nostra mente, una costruzione sempre più
riconosciuta anche dalle neuroscienze come base
operazionale di un cervello complesso e voluminoso,
altrimenti non giustificabile nelle sue fattezze, uno stato
mentale in cui gli elementi psico-socio-bio-culturali
entrano a definire i suoi confini e la sua credibilità
condivisa.
Lo
stato
patologico (patologia
mentale) apre ulteriormente la discussione sul fatto che
potrebbe costituire uno stato mentale senza confini in cui
il soggetto in piena solitudine vive la sua vita, in quello
stato mentale in cui non è possibile ipotizzare la durata e
la eventuale transitorietà del fenomeno, in completo
isolamento percettivo e mentale, impossibilitato alla
condivisione dello stato di realtà come noi lo
conosciamo.
L'ipnotismo
è
quell'insieme di tecniche verbali, non verbali, dirette o
non dirette che favoriscono l'ipnosi e dunque lo stato di
trance.
Alcuni
esempi di stati
alterati di coscienza (d-ASC):
nelle esperienze di sensory
deprevation legati
ai sottosistemi dell' Esterocezione e dell'Enterocezione;
attraverso la partecipazione a canti, suoni ripetitivi,
musiche ritmiche e danze legati all'Output Motore, e al
Senso Spazio-Temporale, le forti Emozioni che possono
creare stati alterati.
Ideoplasia
ovvero
capacità di trasformare i pensieri in azione, meglio detto
plasticizzare i pensieri.
Nell'uomo
moderno
occidentale,
è solitamente
predominante l'emisfero sinistro, come
ha ampiamente dimostrato P.Watzlawick, è la sede della
logica, analisi, del pensiero razionale, concettuale,
critico, fondato sullo spazio e sul tempo, e sulla logica
consenso della "realtà" condivisa, costruita e sostenuta
dal lavoro della nostra mente, per questa ragione
estremamente forte nel modificare in uno stato alterato di
coscienza il reale stesso. Mentre l'emisfero destro é sede
del pensiero immaginativo, analogico, musicale, creativo,
fortemente emotivo e partecipativo, meno attivo
apparentemente sottomesso all'emisfero sinistro (per i
mancini il contrario.
La
distinzione
tra l'ipnosi in
quanto stato alternativo di coscienza
(SaC) e
altri stati alternativi può in
noi generare nuove frontiere per la ricerca, l'assenza di
uno specifico monoideismo, o ideoplasia auto o
eteroindotta, porta nuova luce su alcune delle esperienze
realizzate nel corso di attività sportive considerate "off
limits", come alpinismo estremo, sci estremo, parapendio,
immersioni in apnea estrema, canoa estrema che possono
darci nuove prospettive nello studio del potenziale mentale
dell'uomo.
Milton
Erickson riconosciuto come il maggior ipnotista e studioso
di ipnosi del nostro secolo.
La
teoria del disvelamento
di
Maturana e Varela, due biologi cileni che alla luce della
concezione costruttivista dell'esistenza, considerano il
fatto che siamo noi a far emergere una realtà nel momento
che ci avviciniamo a quest'ultima con presupposti
"ordinatori" l'esperienza stessa, presuposti ottenuti dalle
proprie esperienze come dalla cultura di appartenenza,
senza i quali, d'altro canto, non ci è permesso di cogliere
il nuovo.
Storia ed
approfondimenti
Indice
Mesmerismo
Franz
Anton Mesmer e il magnetismo animale
Mesmer
e gli anni parigini
Le
università tedesche e gli sviluppi del
mesmerismo
Bibliografia
essenziale
Dizionario
Teoria del magnetismo animale
Ipnòsi.
Isterìa
Riflessologia
Sonnambulismo
Teosòfico
Idealismo
Romanticismo
Biografia autori
citati
Franz
Anton Mesmer
Johann Gottlieb Fichte
Schelling Friedrich Wilhelm Joseph
Arthur
Schopenhauer
Charcot,
Jean Martin
Janet, Pierre
Hull, Clark
Pavlov,
Ivan Petrovic
Galleria
autori
Mesmerismo

Franz
Anton Mesmer e il magnetismo animale
Nato nel
1734 in Germania da famiglia cattolica, dopo studi di
teologia, filosofia e diritto, Franz Anton Mesmer si laurea
in medicina a Vienna con una Dissertatio physico-medica de
planetarum influxu (1766). La tesi vuol dimostrare come i
corpi celesti agiscano sulla terra secondo una legge
newtoniana d'attrazione e come esista una gravità animale,
sottile e imponderabile, suscettibile di varie disfunzioni.
Secondo il punto di vista di Mesmer, i disturbi del corpo e
della mente diventano allora perturbazioni dell'armonica
corrispondenza fra l'uomo e il cosmo. Sul medesimo tema
egli specula e sperimenta negli anni successivi, non senza
recuperare antiche suggestioni ermetiche, approdando infine
alla formulazione del "magnetismo animale". Divenuto amico
di padre Maximilian Hell, astronomo di corte a Vienna, che
già esplora l'uso terapeutico delle calamite, Mesmer viene
da questi incoraggiato a provare la nuova tecnica anche su
donne isteriche. Ma se per il gesuita sono alcune proprietà
intrinseche del magnete a guarire, secondo Mesmer
l'efficacia curativa risiede piuttosto nel rapporto fra gli
esseri animati: anche nel più spirituale degli incontri,
qualcosa di fisico uscirebbe sempre da un corpo per entrare
nell'altro e, nel più fisico degli incontri, qualcosa di
spirituale. Sono gli stessi corpi umani, in altri termini,
ad agire da magneti e proprio i corpi, secondo Mesmer,
hanno la capacità di trasmettere a ogni oggetto toccato un
fluido invisibile: un mezzo per sbloccare gli ostacoli
responsabili della malattia e riattivare i liberi movimenti
dell'armonia.
Mesmer e
gli anni parigini
I
risvolti scandalistici che seguono il caso della giovane
Maria-Theresia Paradis - musicista cieca affetta da
melanconia e da crisi convulsive che Mesmer sottopone a
lunghe sedute, suscitando i sospetti della famiglia e le
maldicenze degli avversari spingono Mesmer a trasferirsi da
Vienna a Parigi. Dal 1778 sempre più gente che soffre di
disturbi nervosi, appartenente a tutti i ceti sociali,
affolla la sua clinica magnetica. Qui non si somministrano
medicine né si prescrivono diete, non si pratica la
chirurgia né s'infliggono scariche elettriche. Ciò che
Mesmer attiva è la circolazione del fluido preposto a
restaurare le potenze vitali, sia durante sedute a due, sia
raccogliendo gruppi di pazienti intorno al celebre
baquet.
Si
tratta di una tinozza ovale, nel cui doppio fondo stanno
frammenti di bottiglia, sabbia, pietre, zolfo frantumato e
limatura di ferro, il tutto riempito d'acqua e ricoperto
con assi inchiodate; sulla superficie del coperchio, a poca
distanza dai bordi, dei fori lasciano poi passare alcune
sbarre di ferro, disposte in modo che una loro estremità
possa penetrare nel fondo della vasca e l'altra arrivi a
toccare il paziente.
Attorno
al baquet, schernito dai detrattori e assunto a prova di
ciarlataneria, si svolge in realtà un complesso psicodramma
che intende provocare la catarsi individuale e collettiva.
La musica di una piccola orchestra accompagna le sedute,
poiché anche il suono è concepito come forma e mezzo del
potere magnetico; con una bacchetta in mano Mesmer si
aggira fra gli astanti, provocando crisi salutari
attraverso gesti, sguardi e contatti.
Negli
anni parigini attorno a Mesmer si riuniscono molti
discepoli, quasi a formare una setta. Tra questi è il
giovane medico Charles-Nicolas d'Eslon, e proprio D'Eslon
diviene poi il promotore di uno scisma - consumato fra
inevitabili accuse e polemiche - e di un'istanza al governo
francese, perché venga istituita una commissione ufficiale
d'inchiesta sul magnetismo animale. Nel 1784, sotto la
presidenza di Benjamin Franklin allora ambasciatore
americano presso la corte di Versailles fanno parte della
commissione i massimi savants e medici del tempo. Più che
sul mesmerismo il loro giudizio verte sul deslonismo, ossia
sulla versione divulgata dall'ex allievo, e dopo laboriose
verifiche e discussioni essi giungono a negare l'esistenza
del fluido, biasimandone i presunti effetti terapeutici
come il miraggio di un'immaginazione troppo
eccitata.

Le
università tedesche e gli sviluppi del
mesmerismo
Dopo le
dolorose discordie, le scissioni della setta e la sentenza
sfavorevole dei commissari di Luigi XVI, nel 1792 Mesmer
decide di abbandonare Parigi, per lasciarsi dietro
polemiche e indignazioni; trascorso un periodo in
Inghilterra, quasi da sconosciuto, passa in Germania dove
morirà nel 1815. E' l'Accademia berlinese delle scienze,
pervasa dagli umori romantici della Naturphilosophie, che
nel 1812 lo riscopre; così Karl Christian Wolfart, inviato
del'Accademia, lo incoraggia e lo aiuta a scrivere l'ultimo
dei suoi trattati dal titolo Mesmerismus, o der System der
Wechselwirkungen: ambiziosamente Mesmer, ormai vecchio,
promette d'insegnare una "teoria e applicazione del
magnetismo animale, inteso come terapeutica generale ai
fini della conservazione dell'uomo".
Le
università tedesche diventano allora una potente cassa di
risonanza - Berlino e Bonn avranno molto presto cattedre di
magnetismo - e una commissione nominata dal governo
prussiano nel 1816 pronuncia un verdetto nettamente
favorevole a Mesmer.
Tra le
maggiori personalità del tempo, Schelling intravede nel
fluido magnetico uno strumento, messo a disposizione
dell'uomo, per comunicare con l'anima cosmica; con minore
entusiasmo Fichte, dopo aver assistito ad alcune sedute di
sonnambulismo provocato, riflette su quanto relativa e
alterabile a comando sia l'individualità dell'io. Già nel
1785 Christoph Wilhelm Hufeland, medico a Weimar - dove
entra nel circolo di Goethe - si occupa di Mesmer und sein
Mesmerismus; un quarto di secolo più tardi, primario alla
Charité di Berlino e protomedico di Federico Guglielmo III,
Hufeland scrive di una Sympathie che in natura
connetterebbe fra loro tutte le cose, spiegando anche la
singolarissima relazione fra magnetizzatore e magnetizzato.
Questo rapporto sarebbe tanto stretto da fare dei due un
unico individuo e delle loro anime una sola anima: qualcosa
di paragonabile forse soltanto all'intimità del feto con
l'utero materno. E pertanto, secondo Hufeland, la
guarigione magnetica seguirebbe fasi simili a quelle che
dal concepimento portano fino alla
nascita.

Considerato
da un punto di vista filosofico, il magnetismo animale pur
con tutti i suoi enigmi sembra a Schopenhauer "la scoperta
più gravida di contenuto mai realizzata". E per quasi un
secolo dopo Mesmer, un modo di accedere all'inconscio
sarebbe stato assicurato dal sonnambulismo artificiale,
molto presto riconosciuto omologo al magnetismo. Fra i suoi
primi discepoli, che danno vita alla mesmeriana Société de
l'Harmonie Universelle, ci sono i tre fratelli Puységur,
discendenti da un'antica famiglia dell'aristocrazia
francese. E si deve a uno di loro se l'originario e tanto
controverso fluido dalle mirabili qualità svanisce,
sostituito da una peculiare forma di "volontà", prerogativa
del magnetizzatore, e da un ineffabile "rapporto" di questa
con il soggetto magnetizzato. Nella Francia del primo
Impero e della Restaurazione intricate e tortuose vicende
accompagnano questo passaggio e il mesmerismo si diffonderà
ovunque, procedendo per vie accidentate e spesso
divergenti, verso l'approdo finale
dell'ipnosi.
Bibliografia
essenziale
R.
Darnton, Mesmerism and the End of the Enlightenment in
France, Cambridge, Harvard University Press,
1968.
D.R.
Hoffeld, "Mesmer's Failure: Sex, Politics, Personality, and
the Zeitgeist", in Journal of the History of the Behavioral
Sciences, 16, 1980, pp. 377- 386.
F.
Rausky, Mesmer ou la révolution thérapeutique, Paris,
Payot, 1977 (trad. it. Mesmer o la rivoluzione terapeutica,
Milano, Feltrinelli, 1980).
Dizionario
Teoria
del magnetismo animale
La
teoria del magnetismo animale, ideata da Mesmer, trova
applicazione in campo medico nella cura delle malattie
nervose. L'efficacia risiede nella capacità dei corpi di
emanare "effluvi", proprio come se questi avessero lo
stesso comportamento dei magneti. Al medico, aiutato da un
conduttore, il compito di trasmettere il proprio magnetismo
nei corpi malati, cos che questi ritrovino l'armonia
perduta.
Ipnòsi.
Particolare
stato della coscienza indotto in un individuo consenziente
da parte di un altro individuo attraverso l'impiego di
tecniche di suggestione. Durante tale stato l'ipnotizzatore
ha la facoltà di indurre il paziente a compiere determinate
azioni e percepire sensazioni irreali, o anche di far
affiorare alla sua coscienza contenuti del profondo; è però
impossibile ottenere che il paziente assuma comportamenti
contrari ai propri convincimenti morali. Al momento del
risveglio inoltre egli non ricorda nulla di quanto è
accaduto. Rimasta per lungo tempo ai margini della medicina
ufficiale che la tacciò spesso di impostura, essa fu
impiegata a scopo terapeutico sui malati di isteria da J.M.
Charcot, che in tal modo rovesciò l'approccio
esclusivamente somatico alla malattia mentale e aprì la
strada alle successive riflessioni psicoanalitiche. Anche
S. Freud, infatti, si servì inizialmente dell'ipnosi.
L'insensibilità al dolore che l'accompagna ne ha inoltre
determinato l'impiego come analgesico durante piccoli
interventi chirurgici o durante il parto.
L'ipnosi
attiva i processi di pensiero del "cervello
emozionale" ovvero
i centri dell'emisfero destro per attenuare i processi
verbali che riguardano l'emisfero
sinistro.
Riducendo
questi processi consci si può, attivando il "cervello
emozionale" ampliare la capacità di elaborazione intuitiva
(inconscia), presupposto fondamentale della creatività e di
una maggiore armonizzazione delle capacità
psicodinamiche.
Isterìa
Anche
denominata isterìsmo, é una forma di nevrosi che si
manifesta con varie reazioni psicomotorie, sensoriali e
vegetative. Ritenuta in passato esclusivamente femminile e
derivata da disturbi della funzione uterina, è rimasta a
lungo incompresa dalla medicina e associata
nell'immaginazione popolare a fenomeni di possessione. Dopo
l'esperienza della terapia ipnotica, praticata all'ospedale
della Salpêtrière da J.M. Charcot (1880 ca), fu solo con J.
Breuer, P. Janet e soprattutto con S. Freud che ne venne
riconosciuta l'origine psichica. Le manifestazioni
isteriche, ugualmente diffuse nei due sessi, possono
comprendere paralisi (senza corrispondenza con la
distribuzione topografica di una innervazione motoria),
crisi convulsive epilettiformi (di durata troppo lunga),
fenomeni sensoriali come cecità o sordità (che regrediscono
da soli), difficoltà a respirare, parlare, inghiottire
(senza plausibile patologia locale). Tutti i sintomi, che
non hanno relazione con reali patologie, tendono a
richiamare l'attenzione e a ottenere a qualsiasi costo un
intervento terapeutico, e sono caratterizzati dalla
teatralità. La personalità isterica, basata
fondamentalmente sull'egocentrismo, è caratterizzata
dall'incapacità di accettare i problemi quotidiani,
dall'insufficiente sviluppo affettivo e da altri aspetti di
distacco dalla realtà. 2 (gener., est.) Stato di
eccitazione esagerata e incontrollata spesso
collettiva.
Riflessologia
indirizzo
psicologico sviluppatosi in URSS in seguito agli studi di
I. P. Pavlov sui riflessi condizionati (v. riflesso); la
scoperta del fenomeno del condizionamento permetteva
infatti per la prima volta di dimostrare sperimentalmente
una modificazione del comportamento sulla base delle
contingenze ambientali. Riflesso
in
neurofisiologia, risposta involontaria allo stimolo che
sollecita un organo di senso periferico; tale stimolo si
trasmette attraverso un nervo afferente fino alle radici
posteriori del midollo spinale e talora fino all’encefalo,
da cui si origina uno stimolo opposto verso la periferia
che provoca la reazione (motoria, ghiandolare,
vasomotoria). Si forma cioè il cosiddetto
arco
riflesso o
arco
diastaltico. Il più
noto riflesso è il riflesso
patellare o
rotuleo,
che fa estendere la gamba quando si percuote con un
martelletto il legamento sottorotuleo ||
Riflessi
condizionati,
reazioni automatiche acquisite dall’organismo a seguito
della ripetuta associazione tra uno stimolo e un evento
particolare. I riflessi condizionati furono scoperti da
Pavlov studiando i cani: associando al suono di un
campanello la somministrazione del cibo, per esempio, dopo
un certo numero di ripetizioni egli notò che al suono del
campanello, anche senza la somministrazione del cibo, si
verificava negli animali un incremento della secrezione
salivare e gastrica.
Sonnambulismo
condizione
consistente in un’attività motoria che si svolge durante il
sonno e che sfugge al controllo della coscienza, per cui il
soggetto al risveglio non ne conserva il ricordo. Fu
studiato da F. M. Charcot nell’ambito delle ricerche sullo
sdoppiamento della personalità.
Teosòfico
Della
teosofia, società teosofica Associazione fondata nel 1875 a
New York da P. Blavatskij e H.S. Olcott. Anticipata dalla
speculazione di E. Swedenborg (1688 - 1722) e di L.C.
Saint-Martin (1743 - 1803), attinse elementi delle varie
religioni del mondo (es. reincarnazione, karman). Posta
come base la figura di Dio, origine e fine di tutto,
considera come fine ultimo dell'uomo il suo
ricongiungimento con l'Uno. L'universo è costituito da
sette piani caratterizzati da un grado progressivamente
maggiore di vicinanza all'Uno e quindi di perfezione.
L'uomo può normalmente conoscere soltanto il primo di essi
e soltanto attraverso metodi conoscitivi extrarazionali
(ipnosi, sogno) attingere a quelli superiori. Nel 1879 la
società si trasferì in India, stabilendo la sua sede a
Madras. R. Steiner, che ne era stato membro, se ne dissociò
per fondare la Società di antroposofia.
Idealismo
in
filosofia, ogni dottrina che faccia derivare la realtà dal
soggetto che la pensa. Nella filosofia greca l’idealismo di
Platone considerava il mondo reale come copia delle idee.
Nell’età moderna, Berkeley risolse la realtà del mondo
esterno nell’attività pensante del soggetto. Attraverso
Fichte e Schelling si arrivò all’idealismo assoluto di
Hegel. Di derivazione hegeliana è anche la filosofia di
Croce e dell’inglese Bradley, che assunsero posizioni
idealistiche in polemica con il
positivismo.
Romanticismo
termine
derivato dall’aggettivo inglese romantic,
che alla fine del ‘600 era usato col significato di
‘romanzesco’, per indicare le narrazioni desunte dal
romance,
romanzo
cavalleresco medievale; fu usato poi nel ‘700, sia come
sinonimo di ‘pittoresco’, per designare gli aspetti
selvaggi e malinconici della natura, sia in senso
spregiativo, per definire tutto ciò che era irrazionale. Fu
assunto infine da Herder in senso positivo, come sinonimo
di ‘medievale’ (in antitesi ad ‘antico’). Con Romanticismo
si definisce storicamente il movimento culturale e
artistico sorto in Germania alla fine del XVIII sec. e
sviluppatosi in Europa nel XIX sec. in antitesi
all’Illuminismo e per affermare una nuova concezione della
vita e dell’arte. Dal punto di vista filosofico, contro il
razionalismo dell’età precedente si afferma il concetto
della creatività dello spirito, dominante nei grandi
sistemi idealistici di Fichte, Schelling, Hegel; contro
l’antistoricismo illuministico, che respingeva la storia
del passato ritenendola colma di superstizioni e di errori,
viene sostenuto un nuovo storicismo, che rivaluta le
tradizioni e riscopre il Medioevo, individuandovi i germi
della civiltà moderna; al deismo e all’ateismo degli
ideologi si contrappone il ritrovamento dei valori
religiosi, all’astratto cosmopolitismo il concetto di
nazione; in campo estetico, infine, viene affermata
l’autonomia della fantasia rispetto all’intelletto. Dal
punto di vista letterario, si respinge la poetica
classicistica e aristotelica, l’uso della mitologia, il
culto dei poeti dotti e raffinati e si afferma
vigorosamente il concetto di poesia popolare. Diversi
furono gli aspetti che il Romanticismo assunse nei diversi
Paesi europei; essi possono però sintetizzarsi in due
fondamentali tendenze: quella lirico-soggettiva, volta
all’indagine interiore e alla pura poesia, da cui scaturì
il decadentismo; e quella oggettivo-realistica, volta alla
rappresentazione della realtà storica, alla pura
narrazione, che, attraverso i grandi romanzieri inglesi,
francesi, italiani, preparerà il naturalismo di fine
secolo. Le origini del Romanticismo sono da ricercare
nell’opera di Herder e nello Sturm
und Drang, ove
fanno le loro prime esperienze Schiller e Goethe. L’inizio
ufficiale del movimento è segnato, in Germania, dalla
pubblicazione della rivista Athenäum
(Berlino,
1797) a cura dei fratelli Schlegel; la tendenza prevalente
è quella mistica, irrazionale (Novalis, Hölderlin), mentre
l’opera di Goethe è volta alla ricerca di un nuovo
equilibrio classico-romantico. In Inghilterra il
Romanticismo, preceduto dalla poesia ossianica, notturna e
sepolcrale, sorge ufficialmente nel 1798, a opera di W.
Wordsworth e di S.T. Coleridge, e ha come massimi esponenti
Byron, Shelley e Keats, mentre con W. Scott ha inizio la
voga del romanzo storico. In Francia, ove la sensibilità
romantica era stata preannunciata da Rousseau, la data
d’inizio del Romanticismo è segnata dalla pubblicazione
della Germania
(1813),
di M.me de Staël; romantici furono Chateaubriand,
Lamartine, Hugo, de Vigny, de Musset, Nerval, Stendhal. In
Italia, ove il titanismo dell’Alfieri e il neoclassicismo
del Foscolo presentano già aspetti tipicamente romantici,
l’inizio del Romanticismo è segnato da una lettera di M.me
de Staël alla rivista di Milano Biblioteca
italiana (Sull’utilità
delle traduzioni, 1816),
che apre la polemica classico-romantica, il cui documento
più notevole è la Lettera
semiseria di Grisostomo al suo figliuolo
del
Berchet (1816), manifesto della nuova scuola. Due sono le
correnti maggiori del nostro Romanticismo: quella del
realismo (Porta, Belli, Giusti, Nievo), che culmina
nell’opera di A. Manzoni, e quella del sentimentalismo
(Grossi, Pellico, Prati, Aleardi). La nostra cultura
romantica è sintetizzata infine nell’opera critica di F. De
Sanctis. Il Romanticismo ebbe riflessi notevoli anche nelle
arti figurative (dipinti di Géricault, Blake, Füssli,
Friedrich, Turner, Hayez, il Piccio, Cremona, Ranzoni
ecc.), ma influenzò in modo particolare la musica.
Romantico è per molti aspetti L. van Beethoven, pienamente
romantici sono Weber, Schubert, Schumann, Mendelssohn,
Wagner, Brahms, Chopin, Verdi, Donizetti, Liszt, Gounod,
C.-A. Franck.
Biografia autori
Franz
Anton Mesmer
Izhang,
( oggi Baden Meridionale); Germania 23 maggio 1734 -
Meersburg (oggi Baden Württemberg Land), 5 maggio 1815.
Dopo gli studi di filosofia, diritto e teologia, Mesmer si
laurea a Vienna in medicina nel 1766. Autore della teoria
del magnetismo animale, si dedica alla sua applicazione
terapeutica per la cura delle malattie nervose. Si
trasferisce a Parigi e, nella sua clinica magnetica, dal
1778 riceve e cura numerosi pazienti. Costretto ad
abbandonare la Francia si rifugia in Inghilterra e poi in
Germania, dove muore.
Johann
Gottlieb Fichte
Rammenau
(Sassonia), 19 maggio 1762 - Berlino, 29 gennaio 1814
Filosofo tedesco. Di famiglia poverissima, viene avviato
agli studi da un mecenate. Lodato da Kant, si afferma ben
presto nel campo filosofico e ottiene la cattedra a Jena
(1794) che costretto lasciare nel 1799 in favore di
Schelling.
Nella sua filosofia, che si distacca da quella di Kant per
giungere a un idealismo di forte tensione etica, trovano
luogo le spinte politiche e filosofiche innescate dalla
Rivoluzione francese.
Nei
Fondamenti
dell’intera dottrina della scienza (1794)
diede sistemazione ai principi dell’idealismo, deducendo
tutta la realtà dall’Io puro e assoluto in una prospettiva
storico-etica. Nei Discorsi
alla nazione tedesca (1807-1808)
eccitò il patriottismo germanico contro l’occupazione
francese, sviluppando il concetto del valore etico della
nazione e della missione della nazione tedesca nel
mondo. Alcune
lezioni sulla missione del dotto (1794),
Introduzione
alla vita beata (1806).
Schelling,
Friedrich Wilhelm Joseph
filosofo
tedesco (1775-1854). A Jena, con gli Schlegel, Novalis e
Tieck costituì il circolo romantico e pubblicò il
Sistema
dell’idealismo trascendentale (1800),
l’opera più organica della prima fase del suo pensiero.
L’idealismo trascendentale, che sviluppa le teorie di
Fichte, si basa sulla dialettica tra spirito e natura,
considerati come termini diversi (il primo è coscienza, la
seconda è organico sviluppo di forze) di una stessa e unica
realtà, l’Assoluto, che viene conosciuto attraverso
l’intuizione estetica. Dal 1841 Schelling, chiamato a
Berlino per controbilanciare il trionfo della filosofia
hegeliana, modificò il suo pensiero, schierandosi contro il
razionalismo di Hegel ed elaborando una filosofia positiva
che egli espose nei corsi berlinesi, pubblicati postumi
(Filosofia
della mitologia; Filosofia della
rivelazione).
Quest’ultima fase del pensiero di Schelling afferma
l’indipendenza della realtà dalla ragione e considera fede
e rivelazione come i soli strumenti per giungere alla
realtà, e fa così di Schelling uno degli iniziatori
dell’irrazionalismo moderno. Filosofia
e religione (1804),
Ricerche
filosofiche sull’essenza della libertà umana
(1809).
Arthur
Schopenhauer
Danzica,
22 febbraio 1788 - Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860
Filosofo tedesco. La sua filosofia, improntata a un
radicale pessimismo che precorre il nichilismo di Nietzsche
e a una spiritualità di ispirazione indiana e orientale, si
contrappone frontalmente all'idealismo di Hegel. Sino al
1851 Schopenhauer un isolato e i suoi libri restano
invenduti; nel clima di delusione successivo al fallimento
dei moti del '48 Schopenhauer conosce invece una vasta e
improvvisa celebrità.
Charcot,
Jean Martin
neuropsichiatra
francese (1825-1893). I suoi studi sull’isterismo
segnarono, nel campo delle malattie mentali, il passaggio
dall’interpretazione strettamente neurologica a quella
psicopatologica.
Janet,
Pierre
psicologo
francese (1859-1947). Insegnò al Collège de France, dopo
aver collaborato con Charcot; occupa una posizione di primo
piano nello studio dell’isteria. Nevrosi
e idee fisse (1898).
Hull,
Clark
psicologo
americano (1884-1952). Si occupò di apprendimento e fu uno
dei più validi rappresentanti del neobehaviorismo
americano. Tra i concetti più interessanti formulati da
Hull vi è quello di forza dell’abitudine, come legame tra
stimolo e risposta. Opere principali: Esame
attitudinale (
1928), Ipnosi
e suggestionabilità (
1933), Un
sistema di comportamento (
1952).
Pavlov,
Ivan Petrovic
fisiologo
e medico sovietico (1849-1936). Ebbe la cattedra di
fisiologia all’Università di Pietroburgo e dal 1891 al 1936
fu direttore dell’Istituto di medicina sperimentale. Studiò
le secrezioni ghiandolari, scegliendo il cane come animale
da esperimento, ottenendo risultati che gli valsero il
premio Nobel nel 1904 per la medicina. Furono proprio tali
ricerche a permettergli di giungere alla descrizione
dei riflessi
condizionati (v.
riflesso e riflessologia).
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