"L'IPNOSI: UNA CURA PER LA MENTECORPO"

 
Quanto potete leggere é formato da parti differenti che a mano a mano si vanno ad approfondire e specializzare nei contenuti come nella forma a voi ed al vostro interesse proseguire o fermarvi buona lettura.

 
 
Indice

Apertura
 
Primo approfondimento
 
Secondo approfondimento
 
 
Lavoro completo sugli sviluppi del costruttivismo
 

E la mia voce ti accompagnerà senza pretese dolcemente ti condurra verso le tue conoscenze coem le tue esigenze facendo affiorare qua e la interessi passioni volontà assopite.

 
Apertura
"La più grande rivoluzione della nostra generazione è la scoperta che gli esseri umani, modificando l'atteggiamento interiore della loro mente, possono cambiare gli aspetti esteriori della loro vita."

William James.
 

Racconta una parabola che quando il dio ecologico (si può intendere il significato della parola ecologia come segue: ecos=casa, ambiente, logos=logica, coerenza cognitiva) guarda giù e vede la specie umana peccare contro la sua personale ecologia - o per cupidigia, o perchè prende scorciatoie, oppure perchè muove passi nell'ordine sbagliato - sospira, e "involontariamente" manda malattie psicosomatiche come cancro, allergie, cefalee essenziali ecc. Non serve a nulla spiegargli che l'offesa era di poco conto, che si è dipiaciuti e che non si ripeterà più.
E' inutile far sacrifici e porgere offerte. Il dio ecologico è incorruttibile, non lo si circuisce.

 
Gregory Bateson.
 

 
Troppo spesso siamo così presi dal ritmo della vita moderna da dimenticarci del nostro corpo e della nostra mente, se non per tornare a preoccuparcene solo nelle occasioni di grande piacere o grande dolore. Sebbene i nostri corpi non siano molto diversi da quelli dei nostri antenati, il mondo nel quale viviamo è straordinariamente diverso.
Visto il cambiamento continuo che ci circonda, il peso dei problemi personali e sociali, l'ansia, la varietà di scelte e decisioni da prendere, l'infinita varietà di stimoli, non c'è da sorprendersi se ci sentiamo sopraffatti e frustrati, quasi impotenti, come se stessimo perdendo qualcosa di veramente importante per la nostra vita.
La nostra civiltà ha sviluppato molti strumenti, attraverso scienza e tecnologia, per migliorare l'ambiente in cui viviamo. Oggi in poche ore si possono raggiungere i luoghi più lontani della terra, si ha a disposizione energia per gli usi più disparati; ma quanto si è fatto per creare un mondo dove si possa vivere nella salute, nella felicità e nell'armonia, in una parola a misura d'uomo?
Siamo ancora troppo all'oscuro delle dinamiche della nostra mente, per questo spesso essa si trova a fare cose che non vorremmo, e viviamo come guidati da parti di noi che spesso definiamo più forti di noi.
Difficilmente siamo in grado di rilassarci spontaneamente, se non attraverso il sonno, o sviluppare una buona concentrazione, senza essere distratti, o ancora ritrovare la giusta armonia nel nostro equilibrio interiore attraverso la meditazione e il nostro pensiero.
Eppure ci sono miriadi di momenti magici nella nostra vita, come la serenità di quella volta in cui ci siamo assopiti al sole vicino ad un ruscello, o il flusso della nostra attenzione nel coinvolgimento in qualche intensa attività, o ancora il senso di tenerezza ed amore che si può sentire quando siamo immersi nella natura abbracciando la persona amata.
Spesso questi momenti tanto desiderati rimangono solo dei ricordi lontani, ma la nostra mente trattiene tutte queste emozioni, le emozioni positive possono essere recuperate e divenire fonte di vita serena, mentre i nodi negativi possono essere sciolti, liberandoci così dalle malattie correlate allo stress, dall'ansia della tensione di un mondo in così rapida trasformazione. Padroneggiando l'arte dell'autoipnosi impariamo a riconoscere e ridurre la tensione, così facendo ci alleviamo di quel fastidio opprimente, aumentando così la nostra efficenza e accrescendo il nostro benessere.
L'arte della concentrazione, attraverso l'uso mirato dell'ipnosi, ci insegna ad utilizzare il potere della nostra mente, solitamente distratta o svagata, riuscendo così a mettere a fuoco ciò che stiamo facendo assolvendo in modo ottimale ai nostri impegni.
Una volta raggiunto un rilassamento del corpo ed una stabile concentrazione possiamo impiegare l'autoipnosi per avere accesso alle nostre capacità creative, alle risorse interiori esprimendo in tal modo le nostre migliori potenzialità.
Tutto questo è possibile, basta sapersi avvicinare a se stessi, l'autoipnosi non è qualcosa che fai, è una risposta naturale che lasci accadere. Il rilassamento è ciò che rimane quando smetti di creare tensione dentro ed attorno a te stessa/o. Così la concentrazione che sviluppi con l'ipnosi è l'armonia tra le tue sensazioni, la tua conoscenza e la tua volontà, unità di tutte le forze creative.
L'ipnosi apre la mente dell'uomo ai più grandi misteri, l'eternità del tempo, l'infinità dello spazio, ci può dar modo di vivere in vita il nostro benessere, e permettere quello di chi ci sta vicino, senza doverci rifugiare in una dottrina, per mezzo della semplice e diretta vicinanza alla nostra intima "verità" che è presente nel nostro essere.
A tal fine il corso base di ipnosi, nuovo nel suo genere, e' nato per offrire degli strumenti pratici volti alla ricerca del proprio equilibrio psico-fisico, oltre che alla possibilità di applicarli agli altri.
Tale intento e' portato avanti da un lato attraverso tecniche di induzione ed auto-ipnosi, nella fusione tra la propria mente (pensieri) ed il proprio corpo (azioni) e' possibile trovare la giusta sintonia, e le tecniche suggerite divengono una personale modalità di avvicinare se stessi e gli altri.
Milton Erickson uno dei più grandi psico-terapeuti di questo secolo, quando gli si chiedeva come faceva a scegliere dove "portare" il paziente, raccontava una storiella di quando era giovane e viveva in una fattoria in campagna, senza altre fattorie nelle vicinanze. Presso la fattoria c'era un prato, dove giocava spesso con altri compagni della sua età. Un giorno vide un cavallo sconosciuto. Milton Erickson, incuriosito, si avvicinò, salì in groppa e spronò il cavallo, che si avviò sulla strada. Erickson non faceva nient'altro che tenerlo sulla strada, nel senso che ogni tanto il cavallo voleva andare a brucare un po' d'erba, oppure a bere un po' d'acqua, ma lui lo riconduceva sulla strada con leggeri colpi di redini. Quando il cavallo arrivava ad un bivio, prendeva con sicurezza una direzione, finché, alla fine, giunsero ad una fattoria, dalla quale uscì un uomo che gli disse: "E' mio questo cavallo! Come hai fatto a sapere che è mio? Io non ti conosco e tu me l'hai riportato fin qui.".
Ed Erickson disse: "Mah, io, in realtà, non sapevo che fosse tuo! Ho semplicemente riportato di tanto in tanto il cavallo sulla strada, é stato lui a condurmi fino qui!"
Una storia Zen narra che, nei monasteri orientali, dove i monaci dimorano e alla ricerca dell'illuminazione, i giovani discepoli spesso affliggono il maestro perseguitandolo sempre con le stesse domande: "Maestro, maestro, diteci qual'è la via dell'Illuminazione, come si fa a seguirla?... Almeno descriveteci l'esperienza dell'Illuminazione..."Un giorno il maestro, non potendone più, disse: "Va bene, vi risponderò!" I discepoli, attentissimi, pendevano dalle sue labbra. "Bene... tutti voi conoscete sicuramente l'odore della rugiada al primo mattino." E tutti dissero: "Si, certo, Maestro!" "Bene, descrivetemelo a parole!" Tutti tacquero.
L'esperienza non può essere ridotta alle parole. Così l'ipnosi é un esperienza che va provata. In Perù, per esempio, esiste un rituale sciamanico che inizia con danze e canti che producono uno stato di coscienza alterato; poi si assumono degli allucinogeni, come, per esempio, l'ayauasca, una liana che ha due effetti: da un lato potenzia lo stato alterato di coscienza producendo vivide allucinazioni, dall'altro ha un effetto sul sistema immunitario e sul sistema endocrino, conducendo ad uno spostamento dell'equilibrio psicofisico.Quindi, attraverso la trance, si genera uno stato di non-equilibrio dell'organismo, che è la porta verso un nuovo equilibrio, ipnosi ed autoipnosi (un modo diretto di comunicare a se stessi), lavorano sui nostri equilibri interiori.
 

 
Primo approfondimento.
L'universo, o la realtà, nacque esattamente il giorno della nostra nascita, le due nascite avvennero allo stesso posto, nello stesso momento. C'é un mondo per ogni nascere, e il non nascere non ha nulla di personale, significa semplicemente che il mondo non c'è. Nascere senza trovare un mondo non è possibile, non si è mai visto un essere ritrovarsi senza mondo alla nascita, il che induce a credere che siamo noi stessi a portare la realtà che vi si trova, e che non rimarrà nulla di ciò che si conosce nel momento che ci allontaneremo da questa terra, come molti temono.
Ora la suggestione della vita, alla vita, inizia attraverso quel sottile confine che è la nostra pelle, una pelle che ci divide dal mondo, ci separa definendoci. Rimangono così fondamentali quei punti di contatto e comunicazione col mondo esterno, alcuni astratti come i pensieri, altri come la bocca concreti, evidenti e continuamente presenti con gli altri e per gli altri.

escher

«Conoscere la conoscenza - scrivono Maturana e Varela - si scontra chiaramente col nostro stesso essere. Conoscere la conoscenza non significa seguire l'andamento di un albero, con un saldo punto di partenza che cresce gradualmente fino a raggiungere tutto quello che c'è da conoscere. Somiglia di più alla situazione del ragazzo ritratto in La galleria delle stampe di Escher. Il quadro che egli guarda, gradualmente e impercettibilmente, si trasforma nella città in cui si trova la galleria! Non sappiamo dove situare il punto di partenza: fuori o dentro? La città o la mente del ragazzo? Il riconoscimento di questa circolarità conoscitiva non costituisce tuttavia un problema per la comprensione del fenomeno della conoscenza, ma in realtà fissa il punto di partenza che permette la sua spiegazione scientifica».
Per l'uomo nacque allora la consapevolezza del sapere, e si delineò l'inscindibilità del problema della conoscenza da quello della conoscenza della conoscenza.
L'esigenza di conoscere la conoscenza segna alle radici lo sviluppo del pensiero umano e diventa sempre più urgente e inevitabile nel momento in cui la scienza assume a proprio oggetto di indagine gli stessi punti ciechi della nostra conoscenza: sappiamo di sapere, ma non sappiamo di non sapere.
Un'epistemologia sperimentale è anzitutto - secondo le intenzioni che furono già di Jean Piaget, uno dei suoi più autorevoli ideatori - un'epistemologia genetica e il suo problema centrale diviene quello dell'elaborazione di una storia naturale della conoscenza e quindi di una storia naturale del soggetto.
L'individuazione del rapporto fra biologia e conoscenza quale perno di ogni indagine sulla natura dei processi cognitivi; dal punto di vista epistemologico, nella collocazione del problema della conoscenza nel cuore stesso del problema della vita. All'interno di una tradizione che ha precedenti illustri - da Henri Poincaré a Jean Piaget e a Heinz von Foerster - il punto di partenza e il filo conduttore dell'intera indagine di Maturana e Varela consistono nel riconoscimento e nell'assunzione della circolarità inestricabile fra azione ed esperienza o, in altri termini, del fatto che ogni azione è conoscenza e ogni conoscenza è azione. Nessuna conoscenza si basa soltanto sulle percezioni, perché ogni conoscenza è sempre accompagnata da schemi di azioni. Così le ricerche sviluppate da Maturana e Varela a partire da questi presupposti conducono in continuazione a «rendersi conto che il fenomeno della conoscenza non può essere concepito come se esistessero «fatti» od «oggetti» esterni a noi che uno prende e si mette in testa. L'esperienza di qualcosa là fuori è convalidata in modo particolare dalla struttura umana che rende possibile la «cosa» che emerge dalla descrizione».
Ogni cosa detta è detta da qualcuno, von Foerster formalizzò tale idea in un articolo che inviò a Piaget quale omaggio per il suo ottantesimo compleanno, nel 1977, rendendo così visibile la convergenza degli itinerari epistemologici dei Centre International d'Epistémologie Génétique (diretto appunto da Piaget) e del Biological Computer Laboratory (diretto dallo stesso von Foerster). Gli oggetti, simboli di autocomportamenti è il titolo di quell'articolo famoso, che già da sé riassume il senso dell'intera questione.
Intesa quale azione effettiva, la conoscenza è ciò che consente a un essere vivente «di continuare la sua esistenza in un determinato ambiente toccando con mano il suo mondo»
Lo stesso funzionamento del sistema nervoso non può essere compreso facendo astrazione dalle radici organiche e dal suo operare all'interno dell'essere vivente.
In altri termini, ciò che fa la specificità dell'organizzazione di un essere vivente è il fatto che l'essere e l'agire di un'unità autopoietica sono inseparabili.
Ogni cosa, ogni oggetto, ogni unità è sempre individuata attraverso un atto di distinzione che separa ciò che viene individuato da uno sfondo. Queste distinzioni sono sempre opera di un osservatore e quindi possono variare, e come conseguenza della variazione un'unità può essere vista in termini differenti.
Ma quando esamineremo più da vicino in che modo arriviamo a conoscere questo mondo, ci scontreremo sempre con il fatto che non possiamo separare la storia delle nostre azioni (biologiche e sociali) da come ci appare questo mondo. Questa cosa è tanto ovvia e vicina da essere la più difficile da vedere.
 
L'ipnosi e le sue ricerche stanno scardinando i presupposti della medicina classica che vedono separati la mente ed il corpo degli individui. Ma non solo l'ipnosi mette in crisi il modello positivista, nell'ambito della medicina la disciplina che più di tutte ha aperto una breccia nella visione uomo-macchina è la PNEI, cioè la Psico Neuro Endocrino Immunologia; si tratta di una disciplina che studia le relazioni tra il sistema nervoso, il sistema endocrino, il sistema immunitario e il comportamento. Ciò che si sta scoprendo, con alcune migliaia di anni di ritardo rispetto ad altre culture, è che l'organismo è un'unità, un'unità fatta di parti, dove esiste un linguaggio comune; si è infatti visto, per esempio, che i linfociti, che hanno la funzione di difenderci da aggressioni esterne e dalla produzione di tumori, parlano continuamente con il cervello e il sistema nervoso, a sua a volta, parla continuamente con i linfociti.
 
 

 
Secondo approfondimento
 
Se vi spingete a leggere le pagine seguenti entrate nel nocciolo del concetto costruttivista e comprenderete meglio l'idea di realtà inventata del costruttivismo radicale!
Data la relativa difficoltà del lavoro seguente di Heinz von Foerster, per avere spiegazioni semplificate sul costruttivismo e sulla cibernetica potete accedere direttamente a questa pagina:
 
Lavoro completo sugli sviluppi del costruttivismo
altrimenti buona lettura:
" Epistemologia delle cose viventi." di Heinz von Foerster. (Observing sistem. Sistemi che osservano. Astrolabio
 
1. L'ambiente viene esperito come residenza di oggetti immobili, in movimento o mutevoli.
Per quanto ovvia questa proposizione possa apparire a prima vista, ripensandoci potrebbero nascere dei dubbi sul significato del termine 'oggetto mutevole'. Si intende il cambiamento di aspetto del medesimo oggetto, come quando si fa ruotare un cubo, o quando una persona si volta, e noi presupponiamo che si tratti dello stesso oggetto (cubo, persona, ecc.)? Oppure, quando si vede crescere un albero, o si incontra un ex compagno di scuola dopo dieci o vent'anni, essi sono diversi, sono gli stessi, o sono diversi in un senso e gli stessi in un altro? O quando Circe trasforma gli uomini in animali, o quando un amico viene colpito da un colpo apoplettico, in queste metamorfosi che cos'è invariante, e che cosa invece cambia? Dagli studi di Piaget e di altri, sappiamo che 'la costanza dell' oggetto' è una delle molte abilità cognitive che vengono acquisite nel corso della prima infanzia. e di conseguenza vanno soggette a influenze linguistiche ossia culturali. Ne segue che per dare un senso a termini come 'invarianti biologici', 'universali culturali', ecc., bisogna innanzi tutto stabilire le proprietà logiche dell'invarianza e del cambiamento. Risulterà evidente che queste proprietà non sono proprietà degli oggetti, ma piuttosto di descrizioni (rappresentazioni) In effetti, come si vedrà sono gli ' oggetti ' a dovere la loro esistenza alle proprietà delle rappresentazioni.
E' a questo fine che vengono formulate le seguenti quattro proposizioni.
 
2. Le proprietà logiche dell'invarianza ' e del ' cambiamento ' sono proprietà delle rappresentazioni. Se si trascura questo fatto, ne derivano conseguenze paradossali.
Si citano due paradossi che nascono quando i concetti di ' invarianza ' e di ' cambiamento ' vengono definiti in un vuoto contestuale; ciò mostra la necessità di una formalizzazione delle rappresentazioni.
 
3. Si formalizzano le rappresentazioni R, S. riguardanti due insiemi di variabili X e T rispettivamente chiamate a titolo di prova le prime ' entità ' e le seconde ' istanti '.
Qui si aggira la difficoltà che consiste nell'iniziare a parlare di qualcosa che solo in seguito acquista senso così da permetterci di parlarne, etichettando a titolo di prova due insiemi di variabili ancora indefinite con nomi altamente significativi, cioé ' entità ' e ' istanti ' che solo in seguito verranno giustificati. Questa apparente deviazione dal rigore formale è stata fatta come concessione alla chiarezza. Anche eliminando i nomi significativi attribuiti a questi insiemi di variabili, il ragionamento non cambia. Grazie a questa proposizione, si possono formulare espressioni che stanno per rappresentazioni confrontabili. Ciò ci permette di aggirare l'evidente difficoltà di confrontare una mela con se stessa prima e dopo averla sbucciata. Non è difficile, tuttavia, confrontare la mela sbucciata cosi come la si vede adesso con la mela non sbucciata come la si ricorda da un momento precedente. Col concetto di confronto tuttavia si introduce un'operazione ' computo ' sulle rappresentazioni, che richiede un'analisi più approfondite.
Questa viene svolta nella proposizione successiva. Da qui in avanti il termine ' computo ' verrà applicato costantemente a qualsiasi operazione (non necessariamente numerica) che trasformi, modifichi, ordini, riordini, ecc., sia simboli (in senso ' astratto ') sia le loro manifestazioni fisiche (in senso ' concreto '). Faremo ciò per favorire la consapevolezza della realizzabilità di tali operazioni nell'organizzazione strutturale e funzionale tanto del tessuto nervoso (sviluppatosi da solo) quanto di macchine (costruite dall'uomo).
 
4. Si considerino le relazioni 'Rel' tra rappresentazioni, R e S.
A motivo delle proprietà strutturali delle rappresentazioni, i computi necessari a confermare o a negare l'equivalenza tra rappresentazioni non sono affatto banali. In realtà, se si seguono passo passo gli itinerari computazionali percorsi per stabilire l'equivalenza, gli ' oggetti ' e gli ' eventi ' risultano essere conseguenze di rami computazionali che corrispondono a processi di astrazione e memorizzazione.
 
5. Gli oggetti e gli eventi non sono esperienze primitive. Oggetti ed eventi sono rappresentazioni di relazioni.
Poiché gli ' oggetti ' e gli ' eventi ' non sono esperienze primarie e quindi non possono ambire a uno status assoluto (oggettivo), le loro reciproche relazioni, che costituiscono l'ambiente ', sono una questione puramente personale i cui vincoli sono fattori anatomici o culturali. In più il postulato di una realtà esterna 'oggettiva' svanisce per lasciare il posto a una realtà che viene determinata dalle modalità dei computi interni.
 
6. Sotto il profilo operazionale il computo di una determinata relazione è una rappresentazione di tale relazione.
Qui si fanno contemporaneamente due passi di importanza critica per l'intera discussione svolta in queste note. Il primo consiste nell'attribuire a un computo il significato di una rappresentazione; il secondo nell'introdurre qui, per la prima volta, delle ' recursioni '. Parlando di recursione si intende dire che a un certo punto si prende come argomento di una certa funzione la funzione stessa. Nella proposizione 6, a cui qui ci si riferisce ciò avviene quando si prende nuovamente come rappresentazione il computo di una relazione tra rappresentazioni. Può darsi che prendere un computo come rappresentazione di una relazione non dia adito a difficoltà concettuali (metafora adeguata potrebbe esserne la scheda perforata di un programma per calcolatore che controlli i computi relativi a una certa relazione); potrebbe tuttavia sembrare che l'adozione di espressioni ricorsive possa aprire la porta a tutta una serie di trabocchetti logici. Esistono tuttavia modi per evitare simili trabocchetti. Uno di questi, per esempio, potrebbe consistere nell'escogitare una notazione che tenga conto dell'ordine delle rappresentazioni: la ' rappresentazione di una rappresentazione di una rappresentazione ', ad esempio, potrebbe essere considerata come una rappresentazione del terzo ordine, R (3). Lo stesso varrebbe per relazioni di ordine superiore, n: Rel('). Una volta introdotto il concetto di rappresentazioni di ordine superiore, ne vengono definite le manifestazioni fisiche. Poiché rappresentazioni e relazioni sono computi, le loro manifestazioni sono dei ' calcolatori specializzati ' chiamati rispettivamente ' rappresentatori ' e ' relatori '. La distinzione tra i vari livelli di computo viene conservata riferendosi a tali strutture come a rappresentatori (relatori) dell'ennesimo ordine. Con questi concetti si apre la via alla possibilità di introdurre il concetto di ' organismo '.
 
7. L'organismo vivente è un relatore del terzo ordine. che computa le relazioni che conservano l'integrità dell'organismo stesso.
Tutta la potenza delle espressioni ricorsive viene ora applicata a una definizione ricorsiva dell'organismo vivente, proposta da H. R. Maturana e in seguito sviluppata dallo stesso autore in collaborazione con F. Varela nel concetto di ' autopoiesi.
Come diretta conseguenza di tale formalismo e dei concetti formulati nelle proposizioni precedenti adesso è possibile spiegare l'interazione tra la rappresentazione interna che l'organismo ha di se stesso e quella di un altro organismo. Ciò dà origine a una teoria della comunicazione basata su un ' linguaggio ' puramente connotativo viene adesso decritta nell ottava proposizione.
 
8. Un formalismo necessario e sufficiente per una teoria della comunicazione non deve contenere simboli primari che rappresentino entità comunicabili (communicabilia), ad esempio simboli, parole, messaggi, ecc.
Se a prima vista questa proposizione può sembrare sconcertante, riflettendovi sopra potrà divenire evidente che se una teoria della comunicazione presuppone delle entità comunicabili al fine di dimostrare la possibilità della comunicazione, si rende colpevole di circolarità. Il computo delle espressioni ricorsive aggira questa difficoltà, e la potenza di tali espressioni viene esemplificata dal pronome personale riflessivo (infinitamente ricorsivo) ' Io ' Ovviamente è da un certo tempo che si conosce la magia semantica di simili recursioni infinite, come dimostra la frase: ' Io sono colui che sono '.
 
 
9. Le rappresentazioni (descrizioni) terminali fatte da un organismo si manifestano nei suoi movimenti; ne segue che la struttura logica della descrizione deriva dalla struttura logica dei movimenti.
Si mostra che i due aspetti fondamentali della struttura logica delle descrizioni, cioè il loro senso (affermazione o negazione) e il loro valore di verità (vero o falso) risiedono nella struttura logica del movimento: ' avvicinamento ' e ' allontanamento ' si riferiscono al primo aspetto, mentre ' funzionamento ' o ' malfunzionamento ' del riflesso condizionato si riferiscono al secondo.
E' ora possibile formulare una descrizione precisa del concetto di 'informazione' associato a una frase. Quello di ' informazione ' è un concetto relativo che assume un significato solo quando viene posto in relazione con la struttura cognitiva dell'osservatore della frase stessa (il' ricevente ').
 
10. L'informazione associata a una descrizione dipende dalla capacità delI'osservatore di ricavare inferenze dalla descrizione stessa.
La logica classica distingue due forme di influenza: deduttiva e induttiva. Mentre in linea di principio è possibile operare inferenze deduttive infallibili (' necessità '), sempre in linea di principio è impossibile operare inferenze induttive infallibili (' caso '). Ne segue che quelli di ' caso ' e ' necessità ' sono concetti che non si applicano al mondo, ma ai nostri tentativi di crearlo (di crearne una descrizione).
 
11. L'ambiente non contiene informazioni; I'ambiente è quello che è.
 
12. Torna alla proposizione numero 1.
 
 L’ipnosi naturale
 
 

Desidero passare in rassegna tutti quei fenomeni nei quali ci troviamo quotidianamente implicati che hanno a che vedere con la fenomenologia ipnotica, per dimostrare con esperienze quotidiane che: “L’Ipnosi non esiste!  Tutto è ipnosi!” Milton Erickson
 
L’acronimo di riferimento che usiamo per siglare i passaggi che avvengono nelle induzioni di trance è SE MO L T A FE DE, sincronismo emotivo, monoidea, limitazione del campo di consapevolezza, trance, attivazione del potenziale mentale, fenomenologia, detrance, qui sono rappresentati tutti i passaggi della tecnica ipnotica da noi insegnata, e rilevabile in tutte le esperienze analizzabili.

 

Per passare in rassegna le varie esperienze del nostro quotidiano in cui si vive la trance ipnotica analizzerò alcune esperienze che sono alla portata di tutti, sperimentate da ogni individuo, considerando al contempo gli obiettivi che certe esperienze mettono in luce.

 

Ogni attività fisica implica un processo, un’esperienza di azione, un’esperienza semplice e dinamica in cui è interessata la nostra parte emotiva, fare sport è fare un’attività, nel movimento non c’è bisogno di una conoscenza diretta di ciò che si va a fare, il movimento perché possa avvenire facilmente ha bisogno di una bassa critica, il processo cognitivo, l’elaborazione descrittiva, la formalizzazione della procedura, se non in fase didattica, non vanno prese in considerazione.
 
Fare sport porta ad abbassare la critica, implica la ripetizione e dunque la perseveranza ripetitiva di determinate azioni, si sviluppa un'unica idea di riferimento ripetuta un’infinità di volte nel gesto atletico.
 
Quando ci si sincronizza su gesti ripetuti sempre uguali si entra in uno stato mentale particolare, costellato da esperienze di movimento, è nell’infanzia che si imparano con facilità gesti che divengono abilità, il bambino apprende con facilità perché ha una bassa critica, non essendosi ancora strutturato su un percorso di conoscenza, il bambino accetta il movimento perché gli da ciò di cui ha bisogno, si gratifica con ciò che ottiene dall’esperienza stessa.
 
Il movimento avviene per automatismi, ogni gesto o movimento nuovo impegna e ci sposta dallo stato mentale in cui ci troviamo ad aver sviluppato le nostre competenze, l’automatismo appreso con fatica rimane perché la fatica stessa abbassa la nostra critica, la stanchezza abbassa il controllo fisico e psichico, provare per credere, dopo che si è stanchi di un’attenzione protratta nel tempo si ha bisogno di staccare e lo si fa naturalmente almeno ogni 90 miniti, si va in una sorta di trance in cui si sfoca “l’attenzione”.
 
Molte pratiche magiche, religiose, implicano nei loro rituali azioni reiterate che abbassano la critica, questo avviene al di la da come vengono descritte o suggerite le descrizioni di ciò che avviene.
 
I rituali, ad esempio, servono ad abbassare la critica e a permettere, o impegnare, il nostro cervello a lavorare con delle connessioni di tipo  magico, quindi casuali, e non scientifiche, causali; il rituale prevede una ripetizione di determinate pratiche, azioni, senza necessariamente uno scopo specifico, spesso la giustificazione, che la ragione pretende, viene data attraverso una fede, una fiducia richiesta senza poter avere una spiegazione di riferimento.
 
La danza è movimento del corpo armonizzato attraverso gesti ripetuti e schemi di comportamento appresi, spesso abbinata alla musica permette di  raggiungere l’estasi, una particolare forma di trance in cui si perde il controllo, “ci si perde nel danzare” è una frase che spesso si sente descrivere.
 
All’interno di esperienze volte ad organizzare ed ordinare le persone, pratiche che vanno sotto il nome di formazione del personale, avviamento professionale, aggiornamento o altro, ultimamente sono molto diffuse pratiche di insegnamento definibili “corporee” o “eperienziali”, prove di forza, di coraggio, prove fisiche legate al movimento, all’esperienza concreta, in questo caso si sono adottate pratiche come quelle di addestramento dei corpi scelti militari, teste di cuoio, marines, legionari, o di addestramento per team sportivi, in cui sono presenti tutti gli elementi utilizzati per indurre un abbassamento della critica questa induce una disattivazione del sistema nervoso del gran simpatico, praticamente la parte cosidetta evoluta del cervello, la neocorteccia, viene in parte isolata, l’effetto che si ottiene è l’accettazzione della situazione nuova, di nuove regole, del gruppo di riferimento, si alza il livello di assonanza dei singoli individui col gruppo e così via. Queste pratiche ipnotiche danno come effetto la possibilità di guidare più facilmente dall’esterno gli individui creando in loro il piacere stesso nel lasciarsi guidare. Vanno considerati, naturalmente, tutti i limiti e le possibilità che si ottengono nell’utilizzare le regole del gioco sulle persone, se il fine è buono, portato avanti per scopi umanitari sono sistemi accettabili, in ogni caso la stessa scolarizzazione degli individui lavora su sistemi analoghi, dunque apprezzabili o meno a seconda dei risultati che sono orientati ad ottenere.
 
Vediamo alcuni dei modi in cui si manda in trance un individuo e abbiniamolo ad esperienze che vengono suggerite da pratiche diverse in ambito religioso, politico o altro.
 
Una tecnica molto usata nella pratica ipnotica è la
tecnica di saturazione che agisce sulla nostra capacità elaborativa a livello percettivo, l’individuo è abilitatò a tener sotto controllo una certa quantità di input, perturbazioni considerate esterne, statisticamente ogni secondo giungono a livello centrale (cervello come elaboratore), 10.000 input contemporaneamente, noi siamo in grado di accorpare questi imput in famiglie e ad ogni famiglia abbinare una data esperienza, possiamo tenere sotto controllo 7 + o - 2 (sette più o meno due) informazioni contemporaneamente, se si supera il livello di attenzione per mantenere sotto controllo nuovi stimoli si devono lasciare i precedenti, dunque uscire dal proprio stato mentale abituale e censire altre esperienze percettive ed attentive.
 
Pensate a quante pratiche utilizzano questo principio, la saturazione del controllo o dell’attenzione, tutti i riti di iniziazione agiscono su esperienze nuove per il soggetto, inattese, che richiedono molta attenzione, per la poca esperienza non si hanno capacità di percezione selettiva o mirata, non si è in grado di utilizzare solo gli stimoli essenziali, si rimane saturi in breve e si va in uno stato mentale alternativo, detto in altri termini si va in trance.
 
Ogni persona che consce molto bene un settore, che detiene una competenza induce facilmente dipendenza negli altri, semplicemente guidando le esperienze, le persone che posseggono poca competenza vengono facilmente saturate, e si stancano a dismisusa cercando di tenere sotto controllo ogni cosa, un esperienza comune che abbiamo quando affrontiamo una situazione nuova, ad esempio, è percepire in modo distorto il tempo e lo spazio, il tempo di solito passa molto velocemente, si ha un ricordo ricco di dettagli ed impressioni, gli spazi sono vissuti in modo alterato da come si presentano una volta che ci si abitua alla novità.
 
Un'altra modalità utilizzata con l’ipnosi è la
tecnica della confusione, comporta l’introduzione di esperienze nuove e diverse che non hanno la possibilità di essere previste, creano l’inatteso, il cosidetto “non sequitur”, l’impossibilità di dare seguito all’esperienza. Il principio a cui si rifa questa tecnica è quello per cui ogni individuo agisce seguendo un listato di comandi, una specie di procedura interna appresa che ci guida in ogni momento della nostra vita, quando viene a mancare il listato di comandi la persona rimane come in attesa, in questa condizione accetta più facilmente di essere guidata dall’esperno, una persona o un sistema ideologico di riferimento. Dopo un periodo o un momento di confusione si accetta più facilmente un suggerimento esterno, soprattutto lo si accetta acriticamente.
 
La fede religiosa o politica non è razionalizzabile ed è un esperienza che non porta un listato di comandi con se, lascia in situazioni in cui non si hanno risposte, si accetta ogni cosa anche se manca di un nesso logico.
 
Una pratica molto diffusa nelle esperienze dell’ipnosi è la
tecnica dell’associazione, definita anche tecnica di ancoraggio, associare tra loro due o più esperienze, porta ad associarle, ogni esperienza che viene legata ad un’altra si trova in perfetta assonanza con questa; l’assonanza porta ad un abbassamento della critica, ogni situazione assonante con la mia esperienza si confonde in essa. Il principio a cui si può collegare questa tecnica è il principio di relazione, religione e politica da sempre si dedicano a costruire e suggerire sistemi di relazione, come e perché relazionarsi, legarsi, collegarsi, con gli altri e verso le cose.
 
I sistemi di credenza ideologica vengono mantenuti sul principio di collegamento e mantenimento per inerzia psichica e/o motoria, le persone tendono a ripetere facilmente e volentieri qualcosa di semplice e compiuto, la ripetizione è funzionale all’apprendimento e l’apprendimento crea nuovi sistemi di dipendenza ed abitudine.
 
La ripetizione di un gesto e di certe formule, parole, suoni, crea un’inerzia psicologica, nelle manifestazioni tra la folla lo slogan ti prende perché l’hai appreso con facilità l’hai ripetuto e l’hai associato a determinate esperienze, le litanie abbassano la critica e favoriscono la comunione con gli altri, permettono l’accettazzione di una guida esterna, la ripetizione agevola un principio essenziale ad ogni individuo, il processo di identificazione come auto riconoscimento o etero riconoscimento.
 
La conoscenza obbliga, ci impegna a tenere in considerazione ciò che sappiamo, è semplice vedere quali sono i punti di debolezza del sistema attraverso cui ci conosciamo, basta vedere i punti di forza di questa concezione dell’uomo, ogni invenzione psicologica, tecnologica o altro porta con se anche “l’incidente”, le implicazioni che derivano dall’invenzione; l’invenzione della nave ha portato il naufragio, l’invenzione dell’atomo ha portato la bomba atomica, la costruzione dell’automobile ha portato gli incidenti stradali, così di seguito; l’idea di uomo è un invenzione dell’uomo stesso, la psicologia dell’uomo è un invenzione dell’uomo stesso, come tale va presa e considerata, i limiti di quest’invenzione sono il suo “incidente”, le regole di questo gioco sono messe in luce dai fenomeni della trance e dal lavoro con gli stati mentali, i limiti del modello psicologico sono evidenziati dalla conoscenza dell’ipnosi.
 
Ciò che mi interessa sottolineare è che le invenzioni prodotte e spese per organizzare, intrattenere, guidare l’umanità sono l’incidente dell’idea che possediamo di noi stessi, noi siamo implicati da ciò che pensiamo di essere, quest’idea ed il modo in cui c’è la siamo fatta, costituisce il limite e la possibilità di ciò che possiamo divenire, l’invenzione ed il suo “incidente”.
 
La trance o ipnosi abbassa in noi la critica, permette di cambiare stato mentale, ci induce ad utilizzare il nostro potenziale mentale in un modo differente da quello cui siamo abituati dalle dipendenze che abbiamo maturato nel nostro percorso di vita; siamo dipendenti dalle consuetudini, dalle credenze, dalle convinzioni, dai valori, dalla tradizione, queste dipendenze sono al contempo fondamentali per la nostra sopravvivenza, ma anche limitanti per quanto ci portano gli incidenti connessi a questo nostro modo di pensarci, inventarci e vivere.
 
La consapevolezza dei processi mentali e delle descrizioni che dall’esterno facciamo ci può aiutare a distinguere tra ciò che è frutto del nostro modo si essere e dunque di pensarci, la struttura, da ciò che riguarda l’organizzazione dell’essere umano, che non può cambiare senza compromettere la vita stessa.
 
La struttura è composta dalla sostanza di cui son fatti i nostri pensieri, questa può cambiare senza comportare rischio per la persona, una sedia può essere fatta in legno, in metallo, in pietra, o in un mix di materiali, mentre l’organizzazione dell’uomo appartienne ad un contesto di relazioni, connessioni tra le parti che compongono l’uomo, queste relazioni non possono cambiare senza compromettere l’esistenza stessa dell’uomo; una sedia ha una sola organizzazione, la relazione tra almeno tre parti essenziali, le gambe della sedia, il sedile e lo schienale, se tolgo una parte, o cambio la relazione che intercorre tra le sue parti, io non posseggo più una sedia, ho una panca, piuttosto che uno sgabello, ma non ho più una sedia.
 
Ci sono cose che possono cambiare senza comportare sconvolgimenti, altre che non possono cambiare, l’ipnosi aiuta a considerare le regole del gioco che possono cambiare da quelle che non possono cambiare nell’ambito dell’organizzazione psicologica degli individui, gli stati mentali sono la struttura che può cambiare senza compromettere l’organizzazione nel suo insieme, questo può divenire un fondamentale punto di partenza. 
 
 
 

Ipnosi: differenti usi e ambiti di un evento

 
Dare un senso alle cose, trovare una coerenza, permettere la consapevolezza verso la vita, questi sono gli elementi che mi mancano, proprio perché la considero un interruttore che si spegne e quando succede è troppo tardi per riuscire a capire, la cosa particolare è che l'ipnosi si avvicina molto alla sfera spirituale perché considerando la trance questa é come ogni esperienza mistica, in cui le persone provano sensazioni mai provate, permette in un certo senso di lasciare la vita come viene comunemente sentita ed intesa senza lasciarla realmente, lasciare le sensazioni conosciute per avvicinarsi a sensazioni nuove, differenti, straordinarie, nel senso di fuori dall'ordinario.
Ci son persone che vivono due realtà differenti nella stessa vita, credo siano in grado di portare avanti due esperienze diverse o attraverso i due emisferi cerebrali e le loro specializzazioni, emotivo l'uno e razionale l'altro, o utilizzando livelli di trance differenti, quasi come ci fossero due modi diversi di esperire conoscenza, (conoscenza come adattamento alla vita, al reale), uno orizzontale, usando parti differenti del cervello, ed uno verticale, attraverso il raggiungimento di stratificazioni funzionali differenti presenti nel cervello stesso, (ipotesi per cui il nostro cervello un tempo utilizzava funzioni differenti quali la telepatia ora atrofizzate o meglio dimenticate). In effetti uno come Rol penso avesse capacità di andare in trance verticalmente usando tutto il cervello ma recuperando capacità cognitive non più usate dall'uomo.
L'ipnosi permette di studiare la fenomenologia mentale e vedere gli effetti generati in un individuo da un induzione mi incuriosisce molto, mi apre la mente, vedo in prospettiva la possibilità di raggiungere una nuova libertà, meno legata ad una forzata contestualizzazione razionale, studiare con fatica, nella logica razionale classica, ripetere e ripetere il compito per poterlo imparare, vedo nuove possibilità per persone dimostratesi "pigre" come me, ma solo perché poco interessate ad un unico discorso monolitico, più libertà e sviluppo "naturale" di nuove, o meglio differenti, abilità di apprendimento e superamento del limite rappresentato dalla realtà condivisa, almeno per ciò che concerne quello che rappresentano per noi il corpo e la mente oggi, ecco lo scopo che desidero raggiungere, o almeno che mi "affascina" raggiungere (fascinazione come coinvolgimento, il fascino che conquista).
Sarebbe bello poter considerare solo un livello, quello dell'approfondimento razionale, il problema per il fenomeno dell'ipnosi è nell'approfondimento emotivo: coinvolgimento, creatività, passione, saggezza, tutto ciò che va oltre un dimensione ovvia, (doti non insite nel contesto razionale, un calcolatore non è in grado di gestirle come esperienze, ne di crearle)qui poche persone desiderano e riescono ad andare, si è troppo abituati a dare ovvie spiegazioni e queste non ci permettono di andare oltre, ne di vedere; il lavoro non è solo quello di capire, ma è quello di inventare il senso per poter andare avanti ed aggiungere, purtroppo di artisti della conoscenza non ce ne sono molti, la fantasia è stata troppe volte frustrata nelle persone tanto da essere abbandonata, il monto non è ne bello ne brutto è come tu desideri creativamente che sia!
 
ELEMENTI DI STUDIO SULL'IPNOSI E LA TRANCE
 
L'ipnosi, con la conseguente trance, sono stati naturali della mente umana, l'uomo fin dalla più remota antichità ha vissuto tali stati cercando di trovare un significato, ancora oggi sono molti i tentativi di darne un senso attraverso visioni differenti:
 
• AMBITO SPIRITUALE: il potere delle parole, i rituali, la meditazione nei vari stadi della trance. Uno strumento per permettere all'uomo di vivere la propria dimensione spirituale.
 
• AMBITO RELIGIOSA: l'utilizzo della preghiera e i riferimenti dei testi sacri.
 
• AMBITO SCIENTIFICA: a cominciare dallo studio della relazione tra "ipnosi" e "magnetismo" fino alle ultime considerazioni degli aspetti legati alla fenomenologia attivata nel processo ipnotico. In tale prospettiva l'ipnosi appare come la risultante di determinate potenzialità mentali.
 
• AMBITO PARASCIENTIFICA visione e percezione della "realtà" da parte di medium, sensitivi ecc.
 
• AMBITO MEDICA: lo studio dell'ipnosi come strumento di supporto alla medicina, ad esempio nel campo del controllo del dolore.
 
• AMBITO PSICOLOGICA: lo studio del fenomeno della trance a partire dalla psicoanalisi e poi subito abbandonata da quest'ultima.
 
• AMBITO RELAZIONALE COMUNICATIVO E SUGGESTIVO: rappresenta lo sviluppo moderno degli studi e della comprensione dell'ipnosi e della suggestione attraverso la relazione interpersonale: considera l'unità tra ogni processo di comunicazione e l'ipnosi stessa.
 
• AMBITO CREATIVO: è la possibilità che dà il lavoro sinergico dei due emisferi messi in relazione dalla trance ipnotica.
 
 
 
Alcune voci in dettaglio:
 
 
 
1) Ipnosi: la visione spirituale
 
 
In tale visione l'Ipnosi, e soprattutto l'autoipnosi, appaiono dei modi attraverso i quali l'uomo può comunicare con una dimensione spirituale: a questa visione appartengono l'utilizzo delle tecniche ipnotiche fatto dagli sciamani delle tribù primitive, che entrano in trance per comunicare con un'altra realtà, ma anche tecniche complesse e antichissime come lo Yoga e le tecniche corrispondenti in occidente, che vedono l'Ipnosi come strumento per avvicinarsi alla realtà spirituale contenuta in ogni uomo.
Notevole è l'utilizzo delle parole nelle varie pratiche: un esempio può ad esempio essere la recitazione di un mantra o di un inno. Specifici mantra e incantamenti sono in tali sistemi utilizzati per la preghiera, per la speranza, per l'armonia, per il successo. Molti mantra hanno la forma di induzioni ipnotiche.
Attualmente la nostra conoscenza scientifica dell'ipnosi include anche l'utilizzo delle parole per autodirigersi tramite autosuggestioni.
Di particolare interesse appare il confronto tra meditazione e autoipnosi. Nella pratica della meditazione, le suggestioni sono date sotto la forma di inni, istruzioni, ed espressioni verbali prima dell'effettiva pratica della meditazione, che è una esperienza del singolo soggetto. Le più antiche radici dell'autoipnosi possono essere trovate nelle pratiche di meditazione. Molti affermano che meditazione e ipnosi sono la stessa cosa. Tuttavia, nella meditazione il contenuto dei pensieri non è importante; la maggiore attenzione è sulla meditazione stessa (esperienza personale). Le più antiche pratiche meditative rappresentavano una maniera di comunicare con gli Dei, oppure con sé stessi. Nell'autoipnosi tuttavia, il contenuto dei pensieri (immagini, sogni, simboli, etc.) è molto importante. Le ricerche odierne hanno tentato di trovare distinzioni chiare tra autoipnosi e meditazione senza però arrivare a conclusioni definite. Una possibile maniera per comprendere la meditazione può essere nel riconoscerla come uno stato di trance ottenuto con tecniche ipnotiche, nella quale non vengono date però espresse suggestioni.
Connessa con tale visione è anche l'utilizzo dell'autoipnosi per scopi particolari: i fachiri indiani, inducevano trance ad esempio per non sentire dolore o affrontare prove fisiche molto ardue e rafforzare così anche il loro spirito. La visione spirituale dell'ipnosi è forse la più antica nella storia dell'uomo, anche se spesso è stata confusa con la visione religiosa dell'ipnosi.
 
 
 
2) Anestesia e Ipnosi
 
 
 
ANESTESIA IPNOTICA (Hypnotic anesthesia, Anesthésie Hypnotique)
 
Si definisce anestesia ipnotica uno stato nel quale una persona non prova dolore nonostante uno stimolo doloroso. Più corretto sarebbe utilizzare il nome "analgesia" in quanto normalmente il soggetto si rende conto del fatto di essere toccato.
 
 
COME OTTENERE ANESTESIA IPNOTICA
 
Tutte le metodiche in generale richiedono due elementi: "misdirection" e sostituzione della sensazione. Per "misdirection" si intende portare l’attenzione del soggetto in un’altra direzione. Un’analisi più approfondita esula dallo scopo di questo breve glossario.
 
 
L’ANESTESIA IPNOTICA NELLA VITA QUOTIDIANA
 
Una leggera anestesia ipnotica si produce tutte le volte che una persona per una ragione qualsiasi non sente un dolore. Un esempio: una persona che guarda la televisione e dimentica il mal di pancia sta provando un fenomeno simile sotto certi aspetti all’anestesia ipnotica.
 
 
 
3) L'USO DELL'IPNOSI PER LA CREATIVITA'
 
 
 
Il grande problema del pensiero creativo è riuscire a raggiungere la capacità di abbandonare modi abituali di pensare e percepire, e iniziare un viaggio su terreni nuovi e inesplorati. Come si sa, la creatività e l'ipnosi sono entrambe attività correlate al funzionamento della parte destra del cervello. Poichè la pratica dell'ipnosi vi aiuta a divenire più coscienti del vostro modo "destro" di pensare, vi può permettere di esprimere una maggiore creatività. L'approccio di Milton Erickson all'ipnosi è caratterizzato da un profondo interesse per la creatività umana. Commentando il lavoro di Erickson, Rossi afferma che "il talento artistico consiste nell'abilità di accedere ad esperienze peculiari dell'emisfero destro. Lo sviluppo di forme artistiche richiede che le attività di pensiero tipiche dell'emisfero sinistro si accordino con le esperienze dell'emisfero destro". L'ipnosi è uno strumento per scatenare il talento artistico che spesso dorme dentro ciascuno di noi. Le scuole di recitazione e di arte drammatica di tutto il mondo utilizzano, sotto diversi nomi, delle tecniche autoipnotiche per contattare e sviluppare il talento che c'è dentro ciascuno di noi.
Dal punto di vista sperimentale, D. Araoz e R. Bleck riportano il risultato di una prova da loro condotta nella quale avevano deciso di applicare un metodo sviluppato da B. Edwards, autrice di un libro che insegna a "disegnare con la parte destra del cervello". Ad un gruppo di cinque adulti che affermavano di non avere alcun talento artistico venne chiesto di disegnare un volto. Un'ora dopo, in stato ipnotico, gli venne richiesto di ripetere l'esperienza. Dopo aver esaminato i due gruppi di disegni, un'artista professionista giudicò che quelli effettuati sotto ipnosi erano molto migliori di quelli realizzati nel normale stato mentale. Il lavoro effettuato in ipnosi non era ovviamente tecnicamente perfetto, ma dimostrava una percezione chiara, un nuovo senso delle proporzioni ed una coscienza molto maggiore delle linee, dello spazio e dei chiaroscuri.
L'esperimento venne poi ripetuto in ordine inverso, con soggetti che prima disegnavano mentre erano in stato ipnotico, e poi nel normale stato mentale. I risultati, di nuovo giudicati da un artista professionista, confermarono che le persone ipnotizzate dipingevano con maggiore abilità. Perchè? Perchè quando erano in trance ipnotica, le loro percezioni erano molto simili a quelle che ha un artista quando osserva il mondo.
Un ultimo gruppo partecipò di nuovo all'esperimento, ma prima venne valutato con una scala di Immaginazione Creativa e con la scala di suggestionabilità di Barber.
Coloro i quali avevano ottenuto i più alti risultati mostrarono i maggiori miglioramenti in stato di ipnosi.
L'utilizzo dell'ipnosi per sviluppare la creatività artistica offre infinite possibilità. Se la produzione artistica può migliorare, non si vede perchè non debba succedere lo stesso con la creatività musicale, la creatività scientifica, l'iniziativa economica e la produttività. L'utilizzo accorto dell'ipnosi può essere uno strumento per stimolare un rinascimento della creatività nel nostro secolo.
 
 
 
4) Ipnosi : il concetto di suggestione
 
Il professor Bernheim (1843-1919), già menzionato precedentemente, un discepolo di Liébeault, giunse alla nozione di "suggestione". Se la mente accetta un'idea come vera e l'idea è ragionevole, tende ad attualizzarsi". Perciò, dal punto di vista di Bernheim, l'ipnosi è un trattamento per suggestione. La suggestione è un'azione per mezzo della quale un'idea è introdotta nella mente e accettata. Bernheim pose l'accento sul valore della ripetizione: ogni suggestione deve essere accettata dalla coscienza per portare risultati positivi. Affermava che "l'esperienza insegna che la maniera più veloce e migliore per impressionare un soggetto è tramite le parole". Emil Couè (1857-1926) sviluppò ulteriormente la comprensione dell'autosuggestione. Egli riconobbe che l'Ipnosi in realtà è sempre autosuggestione. L'ipnotizzatore trovava nell'ipnotizzando una maggiore o minore disponibilità allo svilupparsi di un'autoipnosi; sua è anche la regola "quando l'immaginazione e la volontà sono in conflitto, l'immaginazione vince sempre". Ne conseguiva, che ogni uomo poteva autoipnotizzarsi, e spiegava ai pazienti che ogni persona può riuscire a ottenere una riduzione dei suoi problemi attraverso l'autosuggestione. Sue sono le parole: "imparate ad autoguarirvi, lo potete fare; io personalmente non ho mai aiutato nessuno. Siete voi che avete questa possibilità. Chiedete al vostro stesso spirito aiuto, in modo da aumentare il vostro benessere fisico e spirituale. E così sarà. Starete meglio, sarete più forti e fortunati".
Egli chiedeva ai suoi pazienti di ripetersi il più possibile la frase "ogni giorno sempre più sto sempre meglio sotto ogni punto di vista".
 
Perchè l' Ipnosi ,come fenomeno,è una sfida per la ragione e costituisce,da quando Freud ha riconosciuto di non averle potuto trovare un "sostituto",una sfida per la Psicoanalisi. A tale titolo rappresenta una tecnica valida e moderna di trattamento,con le sue modalità di applicazione,le sue indicazioni e le sue controindicazioni e rappresenta,inoltre,un mezzo di ricerca che apporta un contributo essenziale per la possibilità che offre di "fare e disfare sintomi", riprendendo una espressione di Charcot, e per la possibilità che offre di controllare al meglio le variabili emotive nelle ricerche sperimentali di psicologia e psicosomatica.
Da alcuni,l'ipnosi,è considerata una terapia breve ad orientamento psicosomatico, altri,invece,la considerano una terapia magica,riferendosi al legame storico con il mesmerismo ,lo sciamanismo o la stregoneria,che le conferisce (purtroppo)..."odor di zolfo" nelle applicazioni in medicina: i "passi" dell'ipnotizzatore , i suoi occhi pungenti e la sua voce suadente sono immagini che difficilmente scompaiono dall'immaginario popolare e anche da quelle del medico.   La posizione dualista della medicina può considerarsi attualmente superata e si assiste sempre più spesso ad interventi congiunti da parte del medico organocista e dello psichiatra in malattie non necessariamente inquadrabili nella psicosomatica. 
Quindi l'Ipnosi,intervenendo sia sul corpo che sulla psiche getta un ponte tra biologia , psichiatria e psicoanalisi particolarmente con l'attuale recente sviluppo della psico neuro immunologia.
 
 
Raramente , l' ipnosi,  viene impiegata come terapia di "prima intenzione " ed è difficile stabilire uno schema circa le indicazioni terapeutiche sulla base di considerazioni nosografiche. Esistono fattori individuali che spesso rivestono un ruolo più importante della stessa natura della malattia che ci si accinge a curare. Parlando di "ipnositerapia" non si possono trascurare tre elementi fondamentali che riguardano il paziente e cioè:
1) la RICHIESTA di alleviare sofferenze prevalentemente corporee , somatizzazioni e\o disturbi funzionali accertati , però, come NON organici.
2) il SINTOMO che la terapia ipnotica deve eliminare e non soltanto migliorare (scomparsa del sintomo) con in più un' azione globale nei confronti di tutta la personalità del paziente.
3) la PERSONALITA' del soggetto e la sua struttura psicopatologica. Una povertà dell' espressione verbale, la negazione di ogni fattore psicologico nella genesi della malattia e la limitazione intellettuale sono comunque criteri validi per la indicazione di un trattamento ipnotico.
Controindicazioni
L'ipnosi non è né più né meno pericolosa di ogni altra forma di relazione psicoterapeutica tra le mani di attento e corretto terapeuta. Se si considera l' ipnosi come uno stato fisiologico, naturale per la nostra coscienza, è difficile parlare di assolute controindicazioni , tuttavia (secondo molti Autori) il suo impiego negli psicotici richiede una attenta e professionale preparazione del terapeuta nonchè una sua ottima "salute mentale" .
 
Dolore e ipnosi:
il principio della analgesia ipnotica pare sia del tipo "tutto o nulla":incoscienza o coscienza del dolore. Nel trattamento dei dolori cronici l' ipnosi sembra dare risultati buoni , benché gli effetti della tecnica non sono sempre del tutto affidabili e prevedibili.
Ipertensione Arteriosa:
alcuni autori (Benson e Coll. - 1981) hanno osservato alcune somiglianze tra l' ipnosi ed il rilassamento sia nelle procedure di induzione che nei loro correlati fisiologici:rallentamento della frequenza cardiaca, rallentamento del respiro e riduzine del consumo di ossigeno ecc.. Si confermerebbe l' importanza nell ipertensione arteriosa dell' apprendimento delle tecniche di autoipnosi o di una tecnica simile da parte di quei pazienti che non desiderano assumere farmaci. I migliori risultati sono stati ottenuti , però , dalla contemporanea assunzione di farmaci e della ipnositerapia
Asma:
l' ipnosi mostra una discreta efficacia nei confronti di crisi asmatiche di origine emotiva, tanto che alcuni Autori la considerano uno strumento importante nell' arresto di una crisi, potendo però usarla anche in un trattamento di lunga durata. Le sedute ipnotiche se non fanno scomparire completamente le crisi, riducono , però , considerevolmente l'utilizzo di farmaci come il "cortisone" ed i "broncodilatatori".
Colite spastica:
durante il trattamento ipnotico accade che il solo rilassamento possa apportare un miglioramento della sintomatologia. L'apprendimento di una tecnica autoipnotica , che il paziente potrà utilizzare a domicilio con regolarità , è fondamentale.
Retto-colite emorragica:
l'utilizzo di una corretta ipnositerapia porterà a risultati soddisfacenti solo se si sono potuti individurae con certezza meccanismi psicologici ed immunologici all' origine della malattia in questione
Malattie dermatologiche:
l' ipnosi dà risultati soddisfacenti in patologie dermatologiche come nelle verruche piane, eczemi, psoriasi, neuro-dermatosi, alopecia, pruriti psicosomatici. Spesso nella comparsa delle malattie cutanee i fenomeni psichici rivestono un ruolo determinante.
Disturbi sessuali nella donna:
- vaginismo e dispareunia
- disturbo della libido o frigidità
- alterazione della fase di eccitazione
- anorgasmia
nei quattro tipi di disfunzione sessuale sopra elencati , la cui origine è un disturbo psichico che può essere un conflitto intrapsichico, un matrimonio sbagliato oppure un decondizionamento dell' atto, l' ipnosi può dare risultati.
Ginecologia:
molti disturbi ginecologici, psicofunzionali o psicosomatici, possono beneficiare di un trattamento mediante ipnosi. I disturbi psicofunzionali sono labili e reversibili ma recidivanti ed accompagnano l' evoluzione di una nevrosi a ripercussione genital. Essi,sinteticamente, sono:
- disturbi mestruali o dell' ovulazione
- dolori addominali, pelvici e perineali
I disturbi psicosomatici, più rari, sono,invece, malattie dell' adattamento psichico e sono:
- amenorrea psicogena
- dismenorrea funzionale
- prurito vulvare
- disturbi della menopausa
In questi ultimi casi, l'ipnosi può agire attaccando direttamente il sintomo o spostando il dolore.
Disturbi sessuali nell' uomo
Impotenza:
nell' eziopatogenesi dell' impotenda si riscontrano vari fattori, che se non sono tenuti in giusto conto, è difficile che l' ipnoiterapia abbia successo.
Eiaculazione precoce:
da molti Autori il trattamento mediante ipnosi dell' eiaculazione precoce è riportato con risultati interessanti.
Disturbi muscolo scheletrici:
sebbene rappresentino una buona indicazione al trattamento ipnotico bisogna anche sottolineare quanto occorra essere prudenti per quanto riguarda la somministrazione di suggestioni terapeutiche e la necessità di una attenta elaborazione pre-operatoria. 
Singhiozzo:
è preferibile impiegare l' ipnosi quando altre tecniche (non chirurgiche) non hanno dato risultati.
Balbuzie:
disturbo che può trarre profitto dall' ipnosi. Esistono alcune tecniche specifiche per la balbuzie nel fanciullo.
 
Onicofagia , blefarospasmo e acufeni:
disturbi che possono beneficiare dell' ipnositerapia.
Cefalea ed emicrania:
il cefalgico può beneficiare della terapia ipnotica, pur dovendo seguire un trattamento farmacologico di "fondo" o un trattamento per le "crisi".
Depressione:
non ritengo che l' ipnosi sia una tecnica da proporre , a priori, al paziente depresso (i trattamenti classici come antidepressivi e psicoterapia hanno dimostrato certa e sicura efficacia). candidati all' ipnosi sono, a mio parere , i pazienti che presentano una depressione reattiva o nevrotica e che rifiutano una terapia farmacologica.
Nevrosi isterica , attacchi di panico:
ormai da molto tempo rappresentano le patologie per eccellenza trattabili con l' ipnosi.
Tabagismo:
l'interesse dell' impiego dell' ipnosi nel tabagismo e stato evidenziato da moltissimi Autori. La percentuale dei risultati è molto variabile a seconda degli Autori ( dal 20% al 80 % sic!) L'ipnosi , secondo me ed altri più autorevoli Autori, è soltanto uno strumento che può aiutare a trasformare una decisione in atto.
""Questo capitolo è ancora molto lungo da scrivere , ma , purtroppo , io sono stanco , è tardi  ed ho ancora molte cose da fare. Se avete un quesito specifico oppure se desiderate un approfondimento scrivetemi (armati di molta pazienza). Scrivetemi anche se , su alcune mie affermazioni e\o citazioni , non sieta affatto d'accordo (armati di molta più pazienza , perché , in fondo , un po' permaloso lo sono e forse non vi risponderò- scherzavooooo...)."" Carl e Stéphanie Simonton del cancer Councelling and Research center osservarono che la maggior parte dei malati di cancro hanno subito nella loro infanzia , tra 0 e 5 anni, una perdita importante, un lutto che non hanno potuto completamente accettare, una perdita dell' oggetto dell' amore. Per quanto riguarda alcune neoplasie, come i melanomi o il cancro della mammella, molte ricerche provano il ruolo rivestito da alvuni fattori psichici. Levy e coll. (1987) dimostrarono che una riduzione dell' attività citotossica delle cellule killer (N.K.) si è osservato durante alcuni eventi esistenziali o in maniera più specifica durante eventi psichici .
Ormai da molti anni i Simonton hanno hanno basato il loro programma di trattamento delle neoplasie sui principi dell' ipnosi moderna. La loro tecnica si basa sul rilassamento progressivo, sulla rappresentazione del soggetto in un luogo calmo e gradevole e sulla visualizzazione della distruzione del tumore con la mobilizzazione delle "difese" del corpo, al fine di stimolare l' eventuale possibilità di guarigione. Le esperienze di questi Autori dimostrano come l' ipnosi possa essere un' arma non trascurabile nel trattamento medico dei pazienti cancerosi.
Queste informazioni non devono essere considerate come ricette di trattamento, che in ogni caso va seguito in CENTRI ONCOLOGICI specializzati, dove la terapia è sempre multidisciplinare.
 
Il fenomeno ipnotico come tale è sempre esistito, benché abbia conosciuto nel corso dei secoli varie denominazioni. Nell'antichità, le tecniche ipnotiche furono utilizzate dai sacerdoti egiziani e greci. I sacerdoti, gli sciamani, e gli stregoni hanno sempre impiegato l' ipnosi per migliorare la loro chiaroveggenza, la loro facoltà di predizione e per curare. Convenzionalmente si fa risalire la storia dell' ipnosi all' arrivo di Mesmer a Parigi nel 1778 , il quale si dedicò a tale tecnica dopo lo studio delle teorie di Paracelso (1493 - 1541) dalle quali rimase molto impressionato. Nel 1766 , Mesmer , pubblica la sua "Memoria sulla scoperta del magnetismo animale" nella quale riassume l'essenziale della sua dottrina in ventisette proposizioni, riferendo le guarigioni ottenute con la sua tecnica. Mesmer può essere considerato giustamente il primo psicoterapeuta dei tempi moderni, avendo preso coscienza dell'importanza dei rapporti relazionali, essenziali per ogni trattamento psicoterapeutico. Il nome dell' Abate J. C. Faria (1756-1819) merita ugualmente di essere preso in considerazione non soltanto per la sua tecnica di induzione, che si avvicina ad alcune tecniche moderne, dette rapide, ma anche per l'importanza che annette alla suggestione verbale e per la descrizione delle suggestioni postipnotiche (1787). Gli storici lo considerano il precursore della Scuola di Nancy. L'interesse per l'ipnosi si andrà sviluppando anche in Germania, ove il mesmerismo è riconosciuto fin dal 1816 nelle Università di Berlino e di Bonn. In Inghilterra invece il magnetismo incontra una tenace resistenza da parte della Regia Società di Chirurgia. James Braid, chirurgo di Manchester, nel 1841 tenta di definire le basi scientifiche del fenomeno che egli chiama "ipnotismo" demistificando il mesmerismo. Secondo Braid, l'ipnotismo è il risultato dell'associazione di una causa fisica -concentrazione su un punto- e di una causa psichica predominante -il monoideismo. Sviluppa anche una tecnica di induzione che consiste nel fissare un oggetto brillante e nel concentrarsi su una unica idea. Dopo un periodo di eclissi, tra il 1860 ed il 1880, l'ipnosi ritorna in Francia a causa delle controversie tra la Scuola della Salpetriére e quella di Nancy. In quel periodo viene praticata da alcuni medici di campagna, cosicchè un medico dei dintorni di Nancy, Ambroise-Auguste Liebault, riprendendo i lavori di Braid, guarisce, con l'ipnosi un paziente del prof. Ippolito Bernheime della Clinica Medica di Nancy; quest'ultimo, convinto introduce le tecniche di Liebault nel suo reparto ospedaliero universitario, rivelando così al mondo medico l'esistenza e l'utilità dell'ipnosi. Con Bernheime, la Scuola di Nancy ha successo e raccoglie molti seguaci. Fin dal 1878 Jean-Martin Charcot si interessa ai fenomeni ipnotici e presenta uno studio sistematico in diverse opere. Il periodo tra il 1882 ed il 1892 è considerato come "l'epoca d'oro" dell'ipnosi, come ne è testimone il Primo Congresso Internazionale di Ipnotismo Sperimentale e Terapeutico tenutosi a Parigi nell'Agosto 1889. Nel 1885-86 Sigmund Freud si convince della realtà del fenomeno ipnotico e del suo interesse per la comprensione dei processi psichici. Egli impiegherà l'ipnosi nella sua pratica come mezzo terapeutico per alcuni anni, abbandonandola più tardi non perchè ne negava la possibilità terapeutica ma perchè, l'ipnosi, per un buon numero di ragioni, non corrispondeva più alle sue ricerche sui metodi di indagine dell'inconscio ed alla sua pratica terapeutica. Questo "ABBANDONO" gli consente la scoperta di un'altra tecnica derivata dalla pratica dell'ipnosi: la tecnica analitica. Il discredito dell'ipnosi che ne seguì è stato di una certa importanza e, di fatto, la maggior parte dei terapeuti ha tenuto in massimo conto le critiche formulate da Freud, che ancora oggi producono i loro effetti...........................
 
 
Cenni di psico-neuro-immunologia.
L' ipnosi , per la sua posizione privilegiata al confine tra i fenomeni psichici e quelli somatici e le malattie psicosomatiche , per la loro origine, hanno consentito di aprire vie originali di ricerca in psicobiologia. Questo campo di ricerca tra immunologia, neuro-biologia e neuro-endocrinologia, consente lo sviluppo di studi relativi alle interrelazioni tra sistema nervoso centrale, sistema immunitario e sistema neuro endocrino. Negli ultimi decenni è stato fatto uno straordinario balzo in avanti nello studio delle -vie psicobiologiche-, per le quali i comportamenti e le emozioni agiscono sul nostro corpo per creare cambiamenti fisiologici e biochimici. Per la psico-neuro-immunologia si potrebbe ritenere che i disturbi somatici siano intesi nei loro significati psicologici e che le emozioni non siano più considerate come fattori disturbanti da eliminare nel quadro delle ricerche biologiche. La psico-neuro-immunoilogia può riuscire a far meglio comprendere i meccanismi biologici ed anatomo-fisiologici sottostanti alla espressione di patologie somatiche in un contesto psicologico particolare. Questi nuovi approcci alla guarigione del corpo ad opera della mente non si limitano , tuttavia, unicamente alla terapia ipnotica, anche se quest' ultima resta il paradigma al quale possono riferirsi i differenti approcci terapeutici, malgrado lo scetticismo per il quale l' ipnosi e considerata negativamente e da eliminare in ogni tecnica psicoterapeutica.
Modalità comunicative in Ipnosi
La comunicazione può avvenire in due maniere:
a) diretta (cioè esplicita)
b) indiretta (cioè per allusione o implicazione)
Le seguenti regole sono utili per una corretta formulazione dei messaggi:
1) Utilizzo del tempo presente
2) Positività dell'azione prevista
3) Specificità dell'azione prevista
4) Precisione nella descrizione
5) Semplicità del messaggio
6) Utilizzo di parole emozionalmente cariche
7) Puntare all'azione
8) Realismo
9) Dite ciò che desiderate
10) Personalizzazione
  
 
Epistemologia.
Il termine di epistemologia lo consideriamo nell'accezzione Batsoniana, Bateson ha dato ben cinque interpretazioni differenti di epistemologia che qui di seguito riportiamo:
Indice dei concetti:
 
L 'epistemologia come teoria della conoscenza.
L'epistemologia come paradigma.
L'epistemologia come cosmologia biologica.
L 'epistemologia come scienza.
L 'epistemologia come struttura del carattere.
Bibliografia di riferimento
 
1. L 'epistemologia come teoria della conoscenza.
I filosofi definiscono l'epistemologia come lo studio della teoria della conoscenza. Per loro l'epistemologia è quel ramo della filosofia che indaga le origini, la struttura, i metodi e la validità della conoscenza. Bateson, però, ha usato il termine «epistemologia» per indicare cose ben diverse da questa. Ci sembra che egli le abbia attribuito in differenti occasioni almeno altri quattro significati: a) paradigma o Weltanschauung; b) cosmologia biologica; c) scienza; e d) premesse fondamentali che sottendono il comportamento di un organismo.
2. L'epistemologia come paradigma.
Sebbene sia probabilmente il meno importante tra i significati attribuiti da Bateson al termine «epistemologia», è anche quello divenuto più popolare nel campo della terapia familiare. Sentiamo così parlare di epistemologia lineare (Auerswald, 1972; Hoffman, 1981; Keeney, 1979a), convenzionale (Bateson, 1976), realistica o «cosale» (Bateson, 1976); dualistica (Bateson, 1972; Dell & Goolishian, 1981); circolare (Hoffman, 1981); cibernetica (Bateson, 1972; Keeney, 1982b, 1983), sistemica (Colapinto, 1979; Dell, 1982; Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin e Prata, 1980), ecologica (Auerswald, 1972). ecosistemica (Keeney, 1979a, l982a; Wilder, 1980; Wilder & Wilson, 1976), evoluzionistica (Dell & Goolishian, 1981), aristotelica (Dell, 1980a; Scheflen, 1978), newtoniana (Dell, 1980b; Keeney, 1982b), posteinsteiniana (Scheflen, 1978), moderna (Guntern, 1981), di epistemologia del potere (Bateson, 1972i), di epistemologia del modello (Dell, 1980; Scheflen, 1978), di epistemologia delle forme comportamentali (Scheflen, 1978), di epistemologia delle emozioni (Scheflen, 1978), di epistemologia dei caratteri (Scheflen, 1978), di epistemologia centrata sugli eventi (Scheflen, 1978), di epistemologia centrata sulle persone (Scheflen, 1978), di epistemologia orientata sull'individuo (Colapinto, 1979), di epistemologia familiare (Dell, 1980b), di epistemologia dei sistemi aperti (Allman, 1982), di epistemologia medica (Colapinto, 1979), di epistemologia mente-corpo (Colapinto, 1979), di epistemologia psicoanalitica (Colapinto, 1979), e perfino di epistemologia britannica (Colapinto, 1979). Bateson non è mai stato esplicito su cosa fosse e cosa non fosse per lui «un'epistemologia». Presumibilmente «un epistemologia» (nel senso di paradigma) fornisce una grammatica della realtà, specifica in che modo debbano essere punteggiati gli oggetti e gli eventi del mondo. Scheflen (47) suggerisce che, mentre un paradigma è «un corpo di teorie, metodi e descrizioni che riguardano un fenomeno particolare», «un'epistemologia è qualcosa di più ampio, poiché rappresenta un modo di pensare tutti i fenomeni, la totalità della natura». Qualunque sia la definizione adeguata di «epistemologia», ci sembra probabile che i terapisti familiari abbiano spesso usato questo termine laddove sarebbe stato forse più modesto ad anche più corretto quello di «teoria».
 

 
3. L'epistemologia come cosmologia biologica.
Il terzo significato attribuito da Bateson alla parola «epistemologia» è estremamente audace. Egli ha ritenuto la propria cosmologia biologica l'unica epistemologia adeguata al mondo vivente. Bateson inizia con la domanda: «Qual è la struttura che connette tutte le creature viventi?» (16) e conclude che la risposta è: «l'epistemologia». Secondo Bateson, tutte le creature viventi sono connesse da, e costituiscono l'universo epistemologico. Egli credeva nell'esistenza di una «sacra unità della biosfera» (16) dotata delle proprietà della mente.
Bateson (16) precisa sei criteri di mente:
(a) « Una mente è un aggregato di parti o componenti interagenti»; (b) «L'interazione tra le parti della mente è attivata dalla differenza»; (c)«Il processo mentale richiede una energia collaterale»; (d) «Il processo mentale richiede catene di determinazione circolari (o più complesse)»; (e) «Nel processo mentale gli effetti della differenza devono essere considerati come trasformati (cioè versioni codificate) della differenza che li ha preceduti»; (f) «La descrizione e classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni» (pag. 126).
Bateson afferma che qualunque sistema che soddisfi tutti i criteri di mente è intrinsecamente epistemologico. E' in tal senso che egli sostiene che la Creatura, il mondo del vivente, costituisce una mente coerente e organizzata che elabora le informazioni, La totalità della Creatura (l'ecologia planetaria) e ciascuna delle sue componenti (organismo individuale, sistemi interattivi, ecosistemi, etc.) sono dotati di processi mentali. La Creatura, in tutte le sue manifestazioni, è mente. Perciò Bateson (16) insiste sul fatto che la caratteristica fondamentale dei sistemi viventi è che essi possiedono la capacità di conoscere, pensare e decidere. Convinto che il mondo della Creatura sia intrinsecamente epistemologico, Bateson dà la sua unica possibile risposta ad un quesito filosofico fondamentale affermando che il conoscere di ogni singolo organismo è «una piccola parte di un più ampio conoscere integrato che tiene unita l'intera biosfera o creazione» (16, p. 122). Quindi, per Bateson biologia ed ecologia sono epistemologia; tutto ciò che vive è, nella sua essenza, mentale ed epistemologico.
 

 
4. L 'epistemologia come scienza.
Il quarto significato attribuito da Bateson al termine «epistemologia» è quello dì scienza &emdash; in particolare, un ramo della storia naturale. Egli dichiara che la scienza epistemologica è «lo studio di come un particolare organismo o aggregato di organismi, conosce, pensa e decide». (16). Egli sottolinea come gli organismi viventi non ottengano informazioni oggettive sul mondo che li circonda. Gli esperimenti di Adelbert Ames (vedi Bateson, 1979) che dimostravano con tanta efficacia come i nostri sensi possano essere ingannati, lo avevano convinto dell'impossibilità dell'oggettività. Era certo che nessuno potesse mai conoscere la ding an sich (la cosa in sè) (8, 12, 16). Di conseguenza, per lui, un requisito fondamentale della scienza epistemologica era che essa fosse in grado di descrivere e spiegare adeguatamente l'impossibilità dell'oggettività. Bateson fu notevolmente influenzato dalle importanti ricerche sulla percezione condotte nel laboratorio di Warren McCulloch (31) e soprattutto dal fatto che le strutture neurofisiologiche sembravano costituire il meccanismo che impediva la trasmissione di informazioni oggettive all'osservatore. Comunque Bateson sostenne che l'indagine di tali processi epistemologici rappresentava il campo della scienza. Infatti l'epistemologia è la scienza fondamentale e il principio cardine di tutti i fenomeni biologici. E' «una metascienza indivisibile e integrata il cui oggetto è il mondo dell'evoluzione, del pensiero, dell'adattamento, dell'embriologia e della genetica» (l6, p. 121).
 
5. L 'epistemologia come struttura del carattere.
Bateson afferma che la struttura del carattere costituisce l'epistemologia personale di ciascuno. Questo non solo è, dal punto di vista clinico, il più interessante tra i significati attribuiti da Bateson al termine «epistemologia», ma è anche quello che ci dice di più sul suo progetto complessivo, poiché ci indica «la via non percorsa» del pensiero di Bateson. Nel suo articolo ormai classico «La cibernetica dell'io: una teoria dell'alcolismo», Bateson (6) descrive la relazione tra epistemologia (ciò lo studio di come conosciamo ciò che conosciamo) e ontologia (cioè lo studio della natura dell'essere). L'ontologia, egli afferma, ha a che vedere con «i problemi di come sono le cose, che cos'è una persona e che genere di mondo è questo» (p. 344). Si tratta di una definizione informale ma adeguata di ontologia, mentre la sua definizione di epistemologia è di tutt'altro tipo. Bateson infatti sostiene che quest'ultima riguarda il problema di «come noi conosciamo che genere di mondo è questo e che genere di creature siamo noi che possiamo conoscere qualcosa (o forse niente) di tali questioni» (p. 344). Il problema «che genere di creature siamo noi» è certamente rilevante per l'indagine epistemologica, ma resta comunque una questione ontologica (riguarda cioè lo studio dell'essere umano). La descrizione che Bateson fa dell'epistemologia finisce per espropriare un territorio che in realtà appartiene all'ontologia.
Bateson asserisce che la struttura del carattere dovrebbe essere intesa come «un insieme di ipotesi o premesse abituali (p. 345) e, in particolare, che essa è «una trama di premesse epistemologiche e ontologiche» (6, p. 345) che determina il modo in cui una persona comprende il mondo circostante e si mette in relazione con esso:
 
«Nella storia naturale dell'essere umano, ontologia ed epistemologia non possono essere separate. Le sue convinzioni (di solito inconsce) sul mondo che lo circonda (cioè, le sue premesse ontologiche) determineranno il suo modo di vederlo (cioè, le sue premesse epistemologiche) e di agirvi, e questo suo modo di percepire e di agire (cioè le sue premesse epistemologiche) determinerà le sue convinzioni sulla natura del mondo (cioè, le sue premesse ontologiche). L'uomo vivente è quindi imprigionato in una trama di premesse epistemologiche e ontologiche. E' scomodo far sempre riferimento all'epistemologia e all'ontologia insieme, e d'altronde è errato pensare che esse si possano separare nell'ambito della storia naturale... Pertanto in questo saggio impiegherò il termine unico «epistemologia» per designare entrambi gli aspetti della trama di premesse che reggono l'adattamento (e il disadattamento) all'ambiente umano e fisico». (6, p. 345).
Questa citazione è significativa perché mette in luce quali siano i parametri di Bateson. Asserendo che l'epistemologia è inseparabile dall'ontologia, egli sfuma di nuovo i confini tra due campi di studio diversi (anche se correlati). Inoltre, decidendo di indicare sia l'epistemologia che l'ontologia con il termine unico di «epistemologia», assegna indubbiamente a quest'ultima una priorità. L'ontologia quindi, rappresenta «la strada non percorsa» nel pensiero di Bateson. Dalla sua scelta di concentrare l'attenzione esclusivamente sull'epistemologia deriva, a mio giudizio, la caratteristica di profondità e, insieme, di oscurità di molti dei suoi scritti.
Per Bateson quasi tutto è epistemologia. E' con questo termine che definisce la sua cosmologia del mondo vivente. Inoltre, egli insiste nel dire che le diverse scienze del vivente rientrano in una metascienza, l'epistemologia, e che la struttura del carattere di un organismo vivente costituisce in realtà la sua personale epistemologia. Sembra quindi che nella visione del mondo di Bateson ci sia poco posto per qualcosa di diverso dell'epistemologia. Come un buco nero, essa attrae e divora tutto quello che le si avvicina. Questo ha avuto, secondo me, due conseguenze fondamentali per la teoria batesoniana; prima di tutto, la presenza di una cosmologia etichettata come «epistemologia» e poi, cosa ancora più significativa, l'assenza di un'ontologia. La mancanza di questa base ontologica indebolisce notevolmente i tentativi di Bateson di definire il concetto di errore epistemologico (concetto che io ritengo di enorme valore).
Mentre Scheflen (46) sosteneva che le epistemologie non sono nè vere nè false, Bateson affermò ripetutamente che un'epistemologia può essere falsa. Negli ultimi dieci o quindici anni di vita, egli parlò spesso di errori epistemologici e di epistemologie scorrette (13, 16). «Ogni errore, dice Bateson, propone una patologia» (15). In altre parole, Bateson riteneva che la patologia umana fosse sostanzialmente basata su errori epistemologici, ad esempio, (a) la fiducia nell'obiettività, (b) l'intraprendere azioni che ignorano la circolarità di un sistema e (c) il tentativo di controllare una parte del sistema a cui apparteniamo (ad es., l'ecologia locale, la nostra rete di amicizie, la nostra famiglia e perfino noi stessi). Bateson era particolarmente infastidito dall'uso del potere. Egli insisteva nel dire che l'uso del potere per imporre il controllo rappresentava una forma particolarmente pericolosa e antiecologica di «follia epistemologica» (13): «Non esiste campo in cui le false premesse sulla natura del sè e del suo rapporto con gli altri possano produrre con più certezza distruzione ed orrore di quello delle idee sul controllo» (11).
Quando Bateson afferma che certe modalità di pensiero o di azione sono sbagliate, non intende dire semplicemente che contrastano con le sue vedute, ma che contrastano con il mondo così come esso è. In altre parole, le asserzioni di Bateson sugli errori epistemologici sono in effetti asserzioni su come il mondo è, ed implicano, quindi, un'ontologia. Credo che questa sia la lacuna maggiore nel pensiero di Bateson. La sua cosmologia descrive il mondo biologico come una mente ecosistemica, ma egli non sviluppa questa sua ontologia, nè spiega come mai il mondo debba necessariamente assumere forma sistemica.
Quali circostanze fanno sì che il mondo della Creatura acquisti le caratteristiche di una mente? Come mai il mondo è organizzato in termini di causalità circolare? Che cosa c'è nella natura delle cose che rende irraggiungibile l'obiettività? Che cosa rende impossibile il controllo (a parte la cosmologia di Bateson)? Come accade che il mondo sia quale è? Sono tutte domande a cui Bateson non può rispondere nell'ambito della sua epistemologia (cosmologia) di una mente ecosistemica. Tutti i suoi argomenti restano tautologici e un tantino mistici, poiché egli giustifica la sua epistemologia nei termini della sua epistemologia. Gli manca un ontologia su cui fondare le proprie asserzioni. Senza di essa, il progetto epistemologico di Bateson raggiunge risultati inferiori a quelli che avrebbe potuto; rimane incompleto. Ed è un peccato, perché i problemi affrontati da Bateson nel corso di tanti anni sono di importanza cruciale per la psicoterapia. I terapisti familiari lo hanno riconosciuto, ma in qualche modo sono diventati eredi della sua stessa mancanza di chiarezza.
Bisogna infine ricordare &emdash; ed è sorprendente quanto spesso venga dimenticato &emdash;che Bateson parla da biologo e non da filosofo. I suoi scritti rappresentano un tentativo, durato tutta la vita, di indagare sulle implicazioni della nostra esistenza di creature viventi inseparabili dal nostro ecosistema. Le sue affermazioni filosofiche sull'epistemologia sono sempre state direttamente connesse alla sua cosmologia della Creatura.

 
Bibliografia di riferimento:
 
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6. Bateson, Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. «La cibernetica dell'«io»: una teoria dell'alcoolismo», in Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976).
7. Bateson G., «Effects of conscious purpose on human adaptation» in G. Bateson, Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. «Effetti della finalità cosciente sull'adattamento umano», in Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976.
8. Bateson G., «Form, substance and difference», in G. Bateson, Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. «Forma, sostanza e differenza», in Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976).
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10. Bateson G., «Metalogue:Why do things have outlines?», in G. Bateson, Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. «Metaloghi; perché le cose hanno contorni?», in Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976).
11. Bateson G., «Minimal requirements for a theory of schizophrenia», in G. Bateson, Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. op.cit).
12. Bateson G., «Pathologies of epistemology», in G. Bateson, Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. «Patologie dell'epistemologia», in Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976).
13. Bateson G., Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine, 1972 (trad. it. Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976).
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