IL RINFORZO DELL’ IO: TECNICHE DIRETTE ED INDIRETTE

Riassunto

Forse nessuna psicoterapia come la ipnositerapia, gioca un ruolo tanto importante e decisivo nel conseguire in tempi brevi un valido rinforzo dell’Io. In relazione a ciò, lo scopo di questo lavoro è quello di ricercare, alla luce delle più recenti conoscenze psicobiologiche, i come e i perchè l’ipnositerapia risulti così incisiva ed efficace e, riportando anche alcuni casi clinici, evidenziare le principali modalità d’intervento finalizzate al potenziamento dell’Io.Parole chiave: Io, Ipnosi, Rinforzo dell’Io, Immaginario, Disintossicazione da oppiacei, Stato-dipendenza.

Introduzione

In ogni problema psicologico affrontato in terapia sia esso una nevrosi ansiosa o una fobia, una psicosi o una psicosomatosi, una preparazione al parto o un’applicazione nello sport, uno dei punti cardine del trattamento è rappresentato dal sostegno e dal potenziamento dell’Io.In chiave psicologica, con il termine “Io” si suole designare la personalità psichica propria e individuale di un soggetto e da quest’ultimo intesa nei suoi rapporti con il mondo esterno. Quando si tratta di rinforzare la struttura dell’Io nel senso, cioè, di far ritrovare alla persona la sicurezza e la fiducia in sè e nelle proprie capacità, l’intervento psicologico risulta sempre di decisiva importanza.Tale intervento psicologico può essere attuato mediante interventi che coinvolgano prevalentemente l’emisfero cerebrale sinistro (logico, razionale, concettuale, analitico, controllato), o prevalentemente l’emisfero cerebrale destro (sintetico spaziale e sintetico temporale -hic et nunc-, visualizzante, intuitivo, facile all’empatia, alla simpatia, alla partecipazione, al coinvolgimento, ha il piacere dell’immediatezza e dell’apparenza) che nella comunicazione si avvale delle condensazioni, dei motti di spirito, delle allusioni, dei doppi sensi, della rima, della metafora, degli aforismi e soprattutto delle immagini.In terapia il rafforzamento dell’Io può costituire in molti casi il fulcro per un cambiamento sistemico. Un maggior senso di fiducia, di sicurezza produce una riorganizzazione a catena delle relazioni della persona (con se stesso, con l’ambiente, con gli altri, ecc.).Forse nessuna psicoterapia come l’ipnositerapia, gioca un ruolo tanto importante e decisivo nel conseguire in tempi brevi un valido rinforzo dell’Io; in relazione a ciò, lo scopo di questo lavoro è quello di ricercare, alla luce delle più recenti conoscenze, i come e i perchè l’ipnositerapia risulti così incisiva ed efficace ed evidenziarne le principali modalità d’intervento finalizzate al potenziamento dell’Io.

Specializzazioni emisferiche

Facendo riferimento al concetto di ricontestualizzazione il problema psicologico, il sintomo è una cornice fissa che la persona si dà coattivamente per conseguire il vantaggio secondario per cui la persona è vittima di un “uso inconscio limitativo” dei suoi stessi comportamenti ossia fa in modo che un certo “comportamento limitante” (il suo sintomo) sia l’unica soluzione (l’unico contesto giusto) per assolvere ad una certa intenzione.Sulla base di tale presupposto, “terapia” è avere a disposizione un “numero più ampio di alternative agibili” ed è l'ipnologo a portare per mano la persona verso la scoperta di tali alternative e, generando alternative, rendere sempre più coerenti i comportamenti rispetto all’intenzione per raggiungere il proficuo obbiettivo di un suo più giusto “controllo ecologico”; la funzione dell'ipnologo in questo caso quindi, è unicamente quella di “catalizzatore” di una positiva “reazione biopsicologica” tra la persona e se stesso, è utile, a riguardo di casi non patologici di per sé, porsi come "consulente" a disposizione dell'individuo che lavora su se stesso.Il generare alternative e favorire fattori di automaturazione spontanea della persona, non è un processo solo cognitivo, l’elemento cognitivo, da solo, è incapace di produrre dei cambiamenti.Ma si sa che l’affettivo/emotivo da solo ne è capace.Ciò di cui la persona di solito ha bisogno non è una migliore comprensione logica della propria situazione, quanto piuttosto un diverso atteggiamento emotivo e diversi modi di interpretare il mondo che la circonda. Appare quindi evidente tutta l’importanza della interazione dell'ipnologo con la sfera emozionale della persona.Sulla base delle più recenti ed aggiornate ricerche sono state ben definite le funzioni proprie dei due emisferi cerebrali; difatti, l’emisfero destro (nei non mancini) è stato definito 1a metà emozionale del cervello in quanto in definitiva è in grado di:a) comprendere l’umore e le reali intenzioni altrui, attraverso l’anali-si (istintuale) dei gesti, dell’espres-sione facciale, nonché dei contorni melodici ed intonazionali della voce, ed è peraltro in grado di:b) gestire o meno il proprio equilibrio socio-emotivo, grazie alla sua capacità di percepire, ricordare ed agire, sulla scorta di precedenti memorie ed esperienze, indipendentemente dall’ausilio della riflessiva e razionale partecipazione attiva dell’emisfero sinistro

E’ proprio la conoscenza di tali “abilità” della metà emozionale del cervello che ci permette di capire meglio:Perché la psicoterapia, se deve portare a cambiamenti sostanziali, debba indirizzarsi ai processi dell’emisfero destro, perché il fattore primario dei successi terapeutici sia rappresentato dal fattore relazionale umano che insorge nel rapporto, l’importanza e l’efficacia delle metafore, delle forme linguistiche immaginifiche, delle fiabe, delle favole, degli aneddoti ecc., perché le terapie ermeneutiche (legate all'interpretazione) sono efficaci solo quando sono presentate nel contesto di una significativa relazione interpersonale.I concetti sin qui riportati evidenziano quindi la indispensabilità in psicoterapia della interazione dell'ipnologo con l’emisfero cerebrale emozionale della persona, o meglio dell’interazione dell’emisfero emozionale dell'ipnologo con quello emozionale della persona e che altro non è che l’evoluzione delle conoscenze su quella comunicazione d’inconsci e di trance condivisa.Le più recenti ricerche del Mental Research Institute di Palo Alto, in tema di specializzazioni emisferiche, confortano appieno le tesi che in ipnosi si struttura un più agevole accesso all’emisfero non dominante, sede dei processi inconsci. Sempre in tema di asimmetria emisferica, vediamo cosa avviene quando in ipnosi i messaggi verbali e non verbali colpiscono la corteccia: la maggior parte di quelli verbali raggiungono l’emisfero dominante, deputato all’elaborazione linguistica, razionale ed analitica, mentre soltanto alcuni, quelli linguisticamente più semplici e del linguaggio figurato, colpiscono l’emisfero non dominante (dominante però per alcune funzioni e deputato all’elaborazione olistica, spaziale, visualizzante, geometrica, affettiva, ecc). I messaggi non verbali viceversa, fanno essenzialmente capo all’emisfero non dominante.Attraverso poi la commessura interemisferica, avviene un continuo scambio di messaggi filtrati o potenziati in un senso e nell’altro.I punti neuropsicologici d’aggancio degli interventi ipnocomunicazionali sarebbero pertanto essenzialmente tre, consistenti:1. nel bloccare l’emisfero dominante, evitando così le resi-stenze e la componente ansiosa disturbante;2. nell’ottenere “il consenso” da parte dello stesso emisfero sinistro (uti-lizzazione dell’emisfero dominante),3. nel realizzare in definitiva l’acces-so all’emisfero destro e la successi-va interazione con lo stesso mediante comunicazione empatica, musicale (nell’emisfero destro sono presenti intere gestalt auditi-ve), e l’affettivizzazione del rap-porto, metafore, forme linguistiche immaginifiche, fiabe, favole, inclu-si i messaggi non verbali.

Linguaggio analogico

Le facoltà logico-razionali spesso sono quelle che maggiormente ci limitano nel risolvere un problema; queste facoltà abbassano la guardia man mano che un monoideismo coinvolge la nostra attenzione, emotività, interesse e sensibilità.Questo monoideismo, che è sempre bene concretizzare in una o più immagini, è la predisposizione psicologica più adeguata alla formazione ottimale del contesto psicoterapeutico.L’inconscio parla e reagisce con immagini, simboli e quindi con metafore; perciò è il linguaggio analogico (quello cioè dell’emisfero cerebrale non dominante) quello che meglio si adatta all’inconscio. In psicoterapia è molto più efficace una buona immagine mentale che tante analisi, spiegazioni, definizioni.L’immagine mentale è così efficace tanto in funzione terapeutica, quanto in funzione di una diagnosi.La stessa però risulta altrettanto efficace nella strutturazione del sintomo ed in modo particolare quando il sintomo stesso è o è sostenuto, rinforzato, da una cattiva o disturbata immagine di sé in rapporto a se stessi, agli altri o all’ambiente ed il sintomo può quindi essere interpretato come, metafora di un disagio psicologico” e ciò appare particolarmente evidente in psicosomatica.L’importanza dell’immaginario e quindi dell’immagine mentale è non solo avvalorata da rilievi clinici e dalla universalità del suo utilizzo per cui si può affermare che una qualunque tecnica psicoterapeutica per essere realmente efficace deve essere un buon mezzo per stimolare l’immaginazione (a sua volta, l’immaginazione stimola le risorse personali della persona per un ristabilimento duraturo del proprio equilibrio, o per trovare nuovi equilibri o, comunque, per risolvere un problema o un disadattamento), ma attualmente si hanno anche riscontri strumentali grazie alle più moderne tecniche di imaging quali la PET mediante la quale si è potuto osservare che le aree cerebrali che si attivano quando facciamo un movimento, reagiscono nello stesso modo anche quando ci limitiamo ad immaginare quell’azione.Nella psicologia contemporanea, col termine “metafora”, o 1inguaggio metaforico” si intende ogni tipo di linguaggio non prosaico, cioè tutto ciò che cade sotto l’accezione di analogia, allegoria, esempio, confronto, paragone, racconto, favola, mito ecc.Sempre in tema di comunicazione efficace in psicoterapia è necessario ricordare che il linguaggio figurato e la comunicazione non-verbale sono entrambi parte della comunicazione analogica e un loro appropriato uso simultaneo ci permette di sincronizzarci subito sulla stessa lunghezza d’onda della persona perché si parla lo stesso linguaggio analogico per ascoltare e comunicare con l’inconscio.

Il rapporto e il linguaggio analogico

E’ così che la persona inizia a sentirsi capito, compreso e soprattutto compreso da parte dell'ipnologo nella sua “unicità”. Inteso in questo senso, il rapporto è decisivo per ristabilire l’equilibrio psichico e costituisce di per sé il primo mattone per il potenziamento dell’Io.A tale proposito un esempio di come l'ipnologo può comunicare con la persona a fronte di una sua evidente insicurezza inviando lo stesso messaggio che espresso nel linguaggio logico-razionale sarebbe il seguente: “coraggio, ce la può fare!”, mentre volendosi rivolgere ed utilizzare il linguaggio analogico proprio del cervello destro, lo stesso potrebbe essere tradotto nel modo seguente: ‘Vè in lei un bambino che sta ancora cercando sua madre ... sta urlando di paura ... e ancora non sa che sua madre prima o poi arriverà ... e senza sapere come, si accorgerà che si potrà imparare a camminare da soli”.In queso caso il non negare il sintomo, ma piuttosto ricalcare il vissuto della persona rappresentando il sintomo in modo dinamico evolutivo, includendo possibilità di cambiamenti, anche inaspettati costituisce una base sicura di rinforzo dell’Io.Come si può notare, in questo esempio l'ipnologo ha operato sulla base di una ristrutturazione creativa ed ha fornito strutture innovatrici atte a stimolare processi inconsci di guarigione con un approccio di utilizzazione delle potenzialità della persona; ed è inoltre necessario sottolineare, ancora in rapporto a questo esempio, che se con metodiche puramente cognitive e logiche possiamo “convincere” il nostro paziente che ha delle abilità, che può fare certe cose, è altresì improbabile che lo abbiamo “persuaso”, vale a dire che non abbiamo interagito con quel nucleo emozionale che sostiene le sue limitazioni, la sua bassa autostima, i suoi malapprendimenti emozionali.Riassumendo con parole di WatzIawick quanto sin qui esposto: “ ... in molti dei problemi più difficili da trattare che la persona presenta all'ipnologo, quello che è necessario è un cambiamento di ‘secondo ordine’. Il cambiamento di secondo ordine implica andare al di là della semplice applicazione di misure logiche per passare a qualcosa di meno logico... . E’ nell’emisfero destro che avvengono i processi responsabili del cambiamento di secondo ordine. Per entrare in contatto con l’emisfero destro, l’emisfero sinistro deve essere bloccato (ed utilizzato).WatzIawick considera l’emisfero sinistro come una specie di guardiano logico che mantiene i sistemi relativi alla risoluzione dei problemi della persona lungo certe linee predeterminate. Quando le circostanze cambiano, tuttavia, essi possono non essere più efficaci. A questo punto è necessario un cambiamento di secondo ordine”.

Monoideismo e ipnosiLe metafore, le immagini mentali, certe forme linguistiche sono tutti veicoli intesi a promuovere un cambiamento di secondo ordine e sono utilizzate in misura maggiore o minore in ogni psicoterapia efficace; veicoli che risultano maggiormente efficaci qualora portino alla formazione finale di un “monoideismo plastico”. Dove si intende con monoideismo, e con parole dello stesso Granone, la focalizzazione dell’attenzione su una sola idea, ricca di contenuto emozionale, la quale ha una forza ideoplastica, cioè una componente creativa, nei confronti dell’organismo; è in grado cioè di suscitarvi modificazioni psichiche, somato-viscerali, comportamentali, e costituisce di per sé l’essenza dell’ipnosi che è un fenomeno biologico e anche un particolare modo di comunicare.Più estesamente possiamo definire l’ipnosi un “fenomeno biologico”, uno “stato modificato di coscienza” (auto o eteroindotto), di “maggiore recettività”, un momento di ‘taglio dei fili col percetto soggettivo talvolta disturbato della realtà’; ciò consente all’operatore di somministrare visualizzazioni emotigene, dinamicamente attive ed operanti, in grado di destrutturare le antiche percezioni dei precedenti modelli intrapsichici ed interpersonali, distorte dai condizionamenti patogeni negativi del processo di sviluppo psicofisiologico specialmente infantile e adolescenziale (per l’interazione di cause genetiche, costituzionali, biochimiche, familiari, psicodinamiche e psicosociali) ed in grado di determinare più rapide acquisizioni, agevolanti il processo di apprendimento, e condizionanti positivamente la condotta allo stato di veglia. Il tutto nel contesto di un più ampio progetto psicoterapeutico proteso alla comprensione delle dinamiche più profonde, al miglioramento della personalità, alla rivalutazione evolutiva dei modelli di comportamento ed alla agevolazione di una migliore interazione e di un migliore adattamento sociale dell’individuo.E’ uno stato di coscienza “modificato”, “articolare” che permette la comunicazione con l’inconscio psichico e con quello biologico. Proprio per la rapidità e incisività della sua azione nello psichico e nell’organico somatico che la psicoterapia ipnotica trova il suo giusto ruolo tra le più valide delle psicoterapie brevi.

Autostima

Alla luce di quanto sin qui, molto sinteticamente, esposto, possiamo comprendere come e perché l’ipnositerapia rappresenti uno strumento potente anche, e in modo particolare quando si tratta di influire positivamente sul percetto soggettivo di un Io fragile in relazione a condizionamenti patogeni negativi, autosuggestione negativa, limiti appresi (medesimo concetto che può essere espresso con parole di Granone o Erickson).Molte persone che cercano l’aiuto dello psicoterapeuta, incontrano problemi nel vivere perché sono convinti di non avere le risorse di cui hanno bisogno per andare incontro alle sfide cui sono di fronte.Questa mancanza di autostima caratterizza molti bambini oltre che molti adulti con disturbi emotivi e del comportamento. Una carente autostima può avere alcune conseguenze molto negative, che vanno dalla incapacità cronica di raggiungere buoni risultati a scuola e nel lavoro, all’alcoolismo e tossicodipendenza, alla delinquenza e al crimine, alla depressione e al suicidio. Alcune di quelle persone la cui autostima è bassa non ne fanno un segreto, ma altri ricorrono a vari meccanismi mentali di difesa per farvi fronte e, a livello conscio, negarla.Fra questi meccanismi definiti dalla psicoanalisi come la negazione, la formazione reattiva, la proiezione e lo spostamento.Non vi è alcuno standard assoluto in rapporto al quale possa essere giudicato il valore di una persona. Ai fini pratici noi siamo ciò che crediamo di essere, e spesso il compito dell'ipnologo è cambiare le convinzioni della persona riguardo a chi è e cosa può fare.La sfida cui ci troviamo di fronte, dunque è quella di accrescere le nostre capacità nell’aiutare la persona a cambiare la propria opinione su se stessa, opinione che può avere sin dalla prima infanzia. Col passare degli anni queste concezioni di sé avvertite a livello profondo probabilmente sono ripetutamente rinforzate sia dai genitori che da altre persone che hanno detto a questi individui con problemi che sono “bambini (o adulti) cattivi”, nonché da un insuccesso inconsciamente motivato in svariati campi della propria vita.Il loro problema risulterà essenzialmente dalla loro autoimmagine.Affrontare direttamente questo loro problema, ossia dire loro che hanno grandi potenzialità e sono in grado di vivere una vita più felice, meno pericolosa e generalmente più soddisfacente, si dimostra generalmente inefficace.Di solito se si vuole che ci sia qualche cambiamento è necessaria, come si è visto nelle premesse, una forma di approccio in cui sia maggiormente coinvolto l’emisfero cerebrale “emozionale”.Milton Erickson è sempre stato convinto che i suoi pazienti avevano la potenzialità di funzionare in modo sano. Era molto meno interessato ad esplorare la loro psicopatologia, che ad aiutarli ad avere accesso alle risorse in loro. Riusciva anche a trovare molto valore nelle esperienze negative (ristrutturazione positiva).Uno dei suoi racconti didattici comincia con le parole: “ ... avevo un grandissimo vantaggio sugli altri: avevo avuto la poliomelite, ed ero totalmente paralizzato.Dunque il primo passo nell’aiutare una persona con un’autoimmagine carente è affrontare lo scheletro nell’armadio: la convinzione che le esperienze passate ci condannino a rimanere sempre gli stessi.Questa persona con un’autoimmagine negativa non ha solo bisogno di liberarsi dall’idea che le sue esperienze passate l’abbiano destinata all’insuccesso, o almeno a una scelta limitata di possibilità nella vita. Ha anche bisogno di rendersi conto che ha all’interno di sé le risorse necessarie per raggiungere (realisticamente) quello che desidera o per lo meno superare i propri limiti appresi.Nel trattare le persone con autoimmagini carenti, pertanto, abbiamo bisogno di “veicoli” che trasmettano il messaggio che dica loro che hanno disponibili in sé risorse di cui sinora sono state inconsapevoli.

Risorse dell’inconscio

Il concetto di Erickson dell’inconscio come forza positiva e soprattutto quale grande deposito di “cose imparate” o di “attrezzi o strumenti” di cui non si ricordava più di aver appreso o della loro esistenza, è utile per raggiungere questo obiettivo.E’ esso stesso una metafora, come metafore sono gli stessi temi che si possono proporre con l’ipnosi fantasmatica o l'ipnoinduzione drammatizzata nel gruppo.A tale scopo, un’immagine mentale utile è quella di un magazzino nel quale sono stati riposti, quando non ce ne era più bisogno, attrezzi, strumenti, macchinari e materiali di vario tipo. Alcune cose rimangono lì per molti anni e possono venire dimenticate. Sono sempre lì, disponibili per l’uso, anche se il loro proprietario può essersi dimenticato della loro esistenza e può non ricordarsi nemmeno quale era il loro scopo originario.In realtà, un tale ripostiglio può diventare, col passare degli anni, un ricco deposito di utili cose, e il suo proprietario può rimanere sorpreso nello scoprire quante risorse vi siano disponibili.Un’immagine simile che può servire da utile metafora è quella di una banca, o delle cassette di sicurezza della banca. Anche qui la persona deposita cose di valore e utili; in realtà spesso la gente deposita in banca le cose più preziose che ha.Pertanto la banca può servire come metafora della nostra mente inconscia, dove immagazziniamo, col passare degli anni, una vasta gamma di risorse che possiamo tirar fuori e utilizzare quando ne abbiamo bisogno.Tutte queste immagini mentali possono essere incorporate in racconti, oppure possono essere collegate a idee circa le risorse disponibili nell’inconscio nel corso dell'ipnositerapia.In ipnosi è molto più facile per la persona associare idee quali il deposito di valori in banca e l’accumulo di risorse psicologiche nella mente inconscia.E’ altresì importante evidenziare che il “rinforzo dell’IO” non si può identificare in una tecnica terapeutica statica o strutturata, bensì in un processo che inizia fin dal colloquio e quindi dal rapporto, sviluppandosi poi nel corso della seduta terapeutica; non già sulla base di prescrizioni o formule, ma riconoscendo e rispettando le capacità e le risorse innate in ogni individuo favorendole con il fornire strutture innovatrici atte a stimolare i processi interiori unici, propri di ciascuna persona.Solo una forte relazione terapeutica fa sì che la persona si senta capito, sicuro e fiducioso.Con questo sostegno, potrà allora avventurarsi, sia nel proprio mondo interno che in quello esterno, con un maggiore senso di fiducia e una maggiore disponibilità a correre rischi.In quanto si tratta di pazienti che credono di essere carenti di una essenziale capacità di cambiamento o di adattamento, che percepiscono un “deficit di potere”, si rende necessario un cambiamento di secondo ordine per aggirare l’interferenza della mente cosciente nel processo di cambiamento.Strutturalmente l’ipnosi è il miglior contesto in cui il “potere” viene riconquistato evocando il potere e le capacità già presenti all’interno della persona. In quanto si tratta di aggirare la resistenza della mente cosciente, le tecniche indirette e l’immaginario, creando esperienze emozionali significative (e “reali” per la mente inconscia), fanno sì che i pazienti scoprano da sé il “potere” di essere efficienti.Si scoprono e si sviluppano così le caratteristiche e le capacità autocurative dei soggetti. Il lavoro terapeutico è quindi rivolto ad aiutare la persona nel divenire quello che è.L’ipnosi è anche utile nel controllo dello stress che riveste un ruolo importante nell’ostacolare il processo di recupero delle risorse e di utilizzo delle capacità autocurative. Da sola, senza suggestioni (ipnosi neutra), è una potente regolatrice dell’equilibrio omeostatico, perché modifica la bilancia dell’orto e para-simpatico a favore di quest’ultimo.Lo dimostrano gli apparecchi di biofeedback che misurano le variazioni della conduttanza elettrica o le variazioni di temperatura, come anche l’analisi spettrale del segnale di variabilità cardiaca.Quando all’ipnosi, dove il potere di critica è attenuato, si aggiunge la suggestione o accettazione acritica dell’informazione, si apre la via all’ideoplasia, cioè alle rappresentazioni mentali che producono cambiamento.In modo particolare nel processo di rinforzo dell’Io, l’induzione dell’ipnosi è essa stessa parte integrante della terapia, è terapia.Le suggestioni quindi somministrate già in questa fase e opportunamente arricchite di contenuto emozionale (di calma, di serenità, di sicurezza, di “fiducia nelle forze inconscie” ecc.) sono mezzi importanti capaci di suscitare nel soggetto delle energie psichiche profonde e dinamicamente efficienti tenendo però sempre presente, come dice Granone, che il valore e l’importanza terapetitica dell’ipnosi stanno non già nella suggestione, come facile mezzo per raggiungere successi fittizi, ma nelle vie di accesso che essa apre alla personalità psichica profonda e a quella somatica e viscerale. Le suggestioni, così come i comandi postipnotici della ipnositerapia di sostegno e di rinforzo dell’Io agiscono come energia psichica profonda dinamicamente efficiente che appoggia e rafforza la funzione volitiva cosciente; inoltre nel processo di rinforzo dell’Io le tecniche tendono a rafforzare l’integrità e l’unità della personalità anche quando si utilizza una tecnica che sfrutti la dissociazione ipnotica tra conscio e subconscio la quale è di tipo emotivo-interattivo.Inoltre, le suggestioni dirette di rinforzo dell’Io (come riporta anche Granone nel suo trattato), intanto sono efficaci in quanto evocatrici di un cambiamento delle percezioni soggettive (percezione di sé) e in quanto potenti mezzi di accesso ad un vissuto psico-biologico in cui il “potere” e il capitale esistenziale che la persona porta con sé viene catalizzato, riattualizzato, mantenuto in modo permanente nell'autopercezione di sé.Questo concetto neuropsicologico è derivato dall’assunto di Ernest Rossi sulla ipnositerapia che viene identificata come un processo di accesso e utilizzazione dei sistemi SDMLB (State Dependent Memory Learning Behaviour) localizzati nell’ipotalamo e nel sistema limbico dove avviene l’integrazione di esperienze ed emozioni.L’emisfero destro può codificare un sintomo o un problema in processi analogico-metaforici tipici delle emozioni, del linguaggio del corpo, dei sogni. Sotto questa forma, il problema potrebbe non essere accessibile all’emisfero sinistro con le sue funzioni risolutive più lineari, logiche e razionali.In terapia ipnotica si consentirebbe quindi al soggetto di accedere e di utilizzare per il cambiamento il repertorio di pattern SDMLB, altrimenti definiti da Erickson come apprendimenti esperienziali; inoltre attraverso i meccanismi di trasduzione dell’informazione mente-corpo, in ipnosi, le parole, le immagini, le sensazioni, le idee e le aspettative vengono convertite in processi di guarigione psico-biologica.Basti pensare a come una semplice sensazione, un biscottino, la “madeleine” di Marcel Proust, riporti in vita col suo sapore la giovinezza dello scrittore consentendogli di provare l’attualità di esperienze passate e di descriverle nei sette volumi della sua “Ricerca del tempo perduto”; il che appare in evidente accordo con la teoria della “stato-dipendenza” (Rossi) per quanto riguarda il rapporto ricordi-stati mentali (o emotivi).

Passato, presente, futuro

Alla luce di quanto sopra, è importante evidenziare il fattore tempo nel processo di rinforzo dell’Io in quanto in ipnosi si può interferire nel presente attraverso il vissuto del passato e la proiezione nel futuro.In ipnosi si può “togliere” qualcosa dal passato (p.es.: vedere l’evento traumatico del passato con una distanza che consenta al soggetto di cancellare una parte dell’affetto annesso, quindi rivivere una esperienza negativa con una dissociazione emotiva) e ricostruire quindi in senso psichico il passato stesso del soggetto. Come anche si può mettere” qualcosa nel passato, esperienze definibili come "innesti" di storia.In un caso clinico facendo visualizzare ad una paziente, in ipnosi, se stessa questa osserva perplessa in una radura il comportamento timoroso di una bambina vista di spalle mano nella mano con i genitori; tale comportamento è probabilmente dettato da una indotta paura del mondo. Utilizzando quindi la dissociazione e la regressione la si può portare ad identificarsi con la bambina che non è altri che se stessa da piccola.Introducendo poi, nella lunga visualizzazione, simboli e suggestioni per il rafforzamento della personalità della bambina e portandola a visualizzare la bambina, dunque se stessa, mentre avanza nella radura e negli anni con passo sempre più deciso e sempre più sicura di sé; fino portarla a visualizzare e vivere l’integrazione e la fusione armonica delle due persone.Un’altra modalità utilizza l’ipnosi per creare ricordi:in un caso di forte depressione legata ad una situazione di intensa solitudine e di abbandono nell’infanzia, Erickson utilizzò la regressione d’età per impersonare una importante figura di riferimento affettivo, totalmente inventata consentendo in questo modo la attivazione di nuove risorse e addirittura di una nuova identità.Allo stesso modo si può agire nel futuro per interferire nel presente e rafforzare la personalità mediante opportune immagini mentali.Le strutture subcorticali non differenziano una vivida esperienza immaginaria dal reale: per l’inconscio vivere un’esperienza nella realtà o immaginarla (in modo dinamico ed emotivo con l’aiuto dei linguaggio figurato) fa poca o nessuna differenza, attraverso l’immaginario si possono inoltre ottenere delle modificazioni psico-biologiche dell’organismo.L’immaginazione è una caratteristica comune a tutti, è quindi una risorsa della persona stessa ed è anche la risorsa maggiormente implicata nel cambio terapeutico.Il cambio terapeutico nel processo di rafforzamento dell’Io si può avvalere anche di strategie cognitivo comportamentali supportate e mediate dall’ipnosi la quale può facilmente fornire gli strumenti e soprattutto le motivazioni al cambiamento utilizzando anche adeguate suggestioni postipnotiche.

Il parlare il linguaggio dell’inconscio, avvalendosi quindi delle immagini proprie degli archetipi, dell'ipnosi fantasmatica, delle favole, delle metafore ecc., costituisce una valida stimolazione indiretta di evoluzione della stessa struttura di personalità associata ad un potenziamento dell’Io aggirando le difese e le resistenze critiche ed analitiche.E’ opportuno puntualizzare che l’immagine è una rappresentazione mentale costruita in assenza di stimolazioni sensoriali corrispondenti. Essa può essere visiva, uditiva, cenestesica, eidetica (costruita) o rammemorata. E’ altresì importante sottolineare che, quando si utilizza l’immaginario, dovrebbe essere tenuto presente il sistema rappresentativo dominante della persona (visivo, uditivo, cenestesico, olfattivo) secondo i principi della PNL, per cui quando si crea una esperienza immaginativa è utile ricalcare il modello rappresentativo predominante della persona per poi guidarlo ed introdurre gli altri sistemi rappresentativi.

Simboli

Una delle immagini proprie dei simboli, degli archetipi utilizzata in terapia ipnotica è quella dell’albero, della grande quercia, in quanto, per il suo contenuto latente e altamente suggestivo, mette in moto meccanismi di introiezione e di identificazione. L’albero, utilizzato anche in diagnostica nel test del disegno dell’albero di K. Koch, rappresenta con significato proiettivo l’individuo nel suo psichismo distinto nella sfera istintiva (corrispondente alle radici), nella sfera affettiva-ideativa (corrispondente alla chioma), e nella personalità più o meno sviluppata (secondo le dimensioni del fusto).Si può ad esempio condurre la persona ad identificarsi con un albero maestoso, forte, diritto, con i rami che si allungano in cerca di energia e portandola attraverso un lento godimento sensoriale a innescare una varietà di processi legati al potenziale mentale, alle immagini potenti, positive e terapeutiche. Non è difficile adattare questi concetti di forza, di vita, di sano funzionamento a particolari problemi anche di tipo sessuale oltre che esistenziale.Ponendosi in contatto con le proprie risorse interiori e la propria vitalità, il soggetto può stabilire una nuova connessione subconscia tra quelle realtà interne e il suo sintomo. Con l’ipnosi, dunque, è possibile attivare quelle energie un tempo nascoste e dirigerle sul sintomo, aggirando le intellettualizzazioni e le obiezioni “razionali” .Una traccia di verbalizzazione per l’immagine dell’albero da inserire in un più ampio contesto terapeutico potrebbe essere la seguente:... quand’ecco che, guardando verso la tua destra, scopri un enorme albero, robusto, mastodontico... con le radici robustamente addentrate nel terreno... ti fa piacere guardare quest’albero... quest’albero forte... reso così forte dalle intemperie... con le radici robustamente addentrate nel terreno e con i rami protesi orizzontalmente e verso il cielo... ricchi e verdeggianti di foglie... senti che ti comunica qualcosa ... tu non sai che cosa...vuoi capire che cosa ... lo guardi molto attentamente con gli occhi quasi socchiusi... quasi a bere con gli occhi le sensazioni che quest’albero riesce a comunicarti... è proprio vero che la natura ci comunica sempre qualche cosa... così come siamo più sereni quando fuori c’è il sole e più tristi e impacciati quando fuori piove... la natura ci comunica sempre qualche cosa e quest’albero col suo essere così enorme, robusto, mastodontico... man mano che ti avvicini ad esso... senti che ti comunica sicurezza... sicurezza che si incide nella parte più profonda della tua mente... tu ti avvicini sempre più a questo albero... finché lo raggiungi... non appena lo hai raggiunto... poni la tua mano destra a contatto con la corteccia di quest’albero... e non appena lo hai fatto... cominci a sentire delle vibrazioni potenti che dalla corteccia di quest’albero si trasfondono attraverso la tua mano... al tuo braccio... al tuo corpo... cellula dopo cellula... e capisci motto bene quanto quest’albero rappresenti la proiezione simbolica del tuo Io... con le radici che il tuo Io vorrebbe avere e avrà... senti queste vibrazioni potenti all’interno del tuo albero... e... all’interno del tuo Io una potente energia vitale e personale a cui ti abbocchi stabilmente... ti senti sazio... distacchi la mano dalla corteccia dell’albero e ti senti all’improvviso più forte... più alto... più sicuro... come poche volte in vita tua... .Sempre utilizzando l’immagine simbolica dell’albero, può essere proposta l’immagine dinamica, evolutiva di un alberello sofferente e mezzo rinsecchito che però riprende a crescere e a rinforzarsi, e così di seguito mediando con metafore arricchenti.

Un altro simbolo proficuamente utilizzabile nel processo di rafforzamento dell’Io può essere rappresentato dal diamante come immagine di integrazione delle “subpersonalità” o degli “stati dell’Io”; la visualizzazione della bellezza del diamante composto anche di facce nascoste, meno appariscenti che possono brillare e diventare importanti come le altre, in un equilibrio dinamico e vitale può rappresentare quindi il simbolo del Sé, di armonia e di unità.Ci sono due ragioni principali per usare i simboli.Anzitutto, essi possono causare una profonda trasformazione nella psiche: possono sciogliere i condizionamenti del passato e creare nuovi sbocchi all’energia psichica.In secondo luogo, i simboli hanno una funzione conoscitiva. Come dice Jung, essi indicano “qualcosa di poco conosciuto o di completamente sconosciuto”. I simboli insomma ci mettono in contatto con parti di noi stessi completamente inaccessibili alla mente analitico razionale, e ci portano così a capire vedendo anziché pensando, si rende visibile un concetto astratto: si impara a capire in maniera diretta, saltando lo stadio intermedio del pensiero razionale, che è spesso più di ostacolo che di aiuto alla vera comprensione.L’immagine del sole, derivata dalla Psicosintesi, può anch’essa agire come simbolo: un simbolo di luce, di rigenerazione, di calore... immagini di trovarsi sulla spiaggia all’alba, il mare quasi non si muove, e le stelle più luminose svaniscono una dopo l’altra ... sente la freschezza e la purezza dell’aria ... osserva l’acqua, le stelle, il cielo ancora scuro... ora ascolta il silenzio prima del levar del sole: è una quiete pregna di infinite possibilità... lentamente, l’oscurità scompare e i colori cambiano... il cielo sopra l’orizzonte diventa rosso, poi d’oro... sorge il sole... i suoi primi raggi la raggiungono ... può vederlo mentre si alza lentamente ... quando metà dei disco solare è visibile e l’altra metà è ancora sotto l’orizzonte, vede che i suoi riflessi sull’acqua creano un sentiero di luce dorato e scintillante, che porta da dove è lei fino al cuore del sole... la temperatura dell’acqua è piacevole... e lei decide di entrare... lentamente incomincia a nuotare in quella radiosità... sente questa acqua di luce che tocca il suo corpo... si percepisce a galleggiare senza sforzo e muoversi piacevolmente nel mare... più nuota verso il sole... e più si accresce la luce attorno a lei... si sente avviluppata da questa luce benefica... che la permea completamente... sente vivamente che il suo corpo è a bagno nella vitalità luminosa del sole... che la sua natura emotiva è pervasa dal suo calore... che la sua mente è illuminata dalla sua luce... .

Ipnosi fantasmatica

Sempre in tema di linguaggio simbolico proprio dell’ipnosi fantasmatica come una tecnica di psicoterapia che, sfruttando alcune caratteristiche peculiari dello stato ipnotico, quale la riduzione dei campo della coscienza e l’aumento della suggestionabilità, il monoideismo e l’ampiamento dei vissuti emotivi, utilizza, come mezzo di comunicazione fra operatore e paziente, un linguaggio articolato in immagini simboliche; svolgentisi in forma oniro-drammatica, diretta o dialettica, al fine di modificare i vissuti inconsci o i fantasmi personali; altre immagini e visualizzazioni quanto mai utili per stimolare l’inconscio creativo del soggetto in ipnosi sono quelle della salita alla vetta del monte, della discesa sul fondo dei mare (con recupero del forziere), dell’incontro e lotta con il drago, della radura, dell’oasi, del guscio, del cielo stellato, della giungla.Le suddette tematiche, alcune delle quali sono utilizzate in funzione diagnostica nei “Reve èveillè dirigè” di Desoille (nei quali l’affettività si esprime condensata nelle immagini del vissuto fantasmatico) e successivamente restituite al paziente ristrutturate in funzione terapeutica, possono essere validamente accompagnate da appropriate musiche sincro-emozionali, curando.

Immaginario e cambiamento

Abbiamo già visto che le aree cerebrali che si attivano quando facciamo un movimento, reagiscono allo stesso modo anche quando ci limitiamo ad immaginare quell’azione.Una bambina di sei anni, per esempio, ricevuta una bicicletta per Natale, ci salì sopra e incominciò a pedalare sotto gli occhi esterrefatti dei genitori. Quando le chiesero come aveva fatto a imparare ad andare in bicicletta senza aver mai provato, rispose tranquilla “L’ho immaginato”.La stessa storia personale di Milton Erickson ci aiuta a capire ed utilizzare terapeuticamente l’immaginario e i recuperi mnestici positivi.Quando Erickson racconta delle sue esperienze di autorieducazione dalla paralisi conseguente alla poliomielite, spiega esattamente come il ricordare tutti i movimenti che faceva da bambino lo aiutava a riapprendere la coordinazione muscolare, e l’immaginare gli permetteva di ottenere gli stessi risultati che avrebbe ottenuto con uno sforzo fisico reale.E’ un altro chiaro esempio di come presente, passato e futuro siano collegati dal nostro lavoro di relazione d’aiuto e di come si possa interferire nel presente attraverso il vissuto del passato e la presentificazione del futuro.Le immagini si traducono quindi in movimento, sono movimento: sia fisico, che di energia psichica e mentale. Il movimento è cambiamento ed il cambiamento è uno degli importanti scopi della psicoterapia, è il cambiamento che consente al paziente di modificare l’immagine dì sé, degli altri, del mondo, aumentandone quindi l’autonomia, l’autostima, la forza dell’Io.E’ proprio sulla base di tali considerazioni (fra le tante omesse per motivi di sintesi) che l’immaginario, nella ipnositerapia, viene sempre più utilizzato come potente mezzo di cambiamento e di rafforzamento dell’Io, e in campi quanto mai vari, ma che comunque possono rientrare tutti nella accezione di psicoterapia come soluzione di problemi e addestramento di abilità (dalle nevrosi ai problemi dei bambini, dalla terapia sessuale alla educazione scolastica, dalla riabilitazione motoria o di altro tipo alle applicazioni nello sport, ecc.).Sono tutti ambiti nei quali l’immagine di sé, degli altri, del mondo ha i suoi effetti positivi o negativi nella vita reale dato che l’immaginazione, come è stato precedentemente evidenziato, non si limita ad interferire in processi puramente mentali, ma si traduce anche in risposte di tipo biologico nell’organismo (neurovegetative, viscerali, immunologiche, muscolari). L’immagine quindi si traduce in effetti reali sull’organismo, la situazione immaginata anticipa la situazione reale. Il grande vantaggio dell’ipnosi è che con essa la parola, l’immagine diviene realtà.Recupero mnesticoUna delle tecniche ipnotiche che può essere vantaggiosamente utilizzata nel processo di rafforzamento dell’Io (e non solo in questo) e nella quale si recuperano le risorse del “Passato” per utilizzarle nel “Futuro” è quella in cui si chiede al paziente in ipnosi di rivedere una situazione vissuta nella quale si era sentito particolarmente adeguato e sicuro di sé e portarlo quindi a rivivere quella data situazione utilizzando tutti i canali sensoriali. Mediante un “ancoraggio” di questo recupero mnestico positivo (p.es.: chiedendo di premere il pollice e il medio l’uno sull’altro) si può indurre un condizionamento (facilitato dall’ipnosi) da utilizzare nel futuro.Il recupero mnestico positivo ha la funzione della “petite madeleine” di Proust, di catalizzare attraverso delle semplici sensazioni la riattualizzazione delle risorse e dà quindi la possibilità al soggetto di porre le sue risorse al servizio dei suoi progetti futuri.

Presentificazione del futuro

In terapia ipnotica inoltre, la presentificazione del futuro mediante tecniche che determinano un riorientamento psicologico ad un futuro dove il problema è risolto, determina l’apporto di un nuovo stimolo e di una nuova cornice di riferimento che mette in grado la persona di sostituirla a quella vecchia che ha limitato l’accesso alle proprie risorse interne.Il far sperimentare al soggetto, a livello immaginativo, una determinata sensazione, un atteggiamento, uno stato d’animo, un modo di essere e di comportarsi, equivale a renderlo più propenso a tradurlo poi in realtà. Inoltre, una volta che la persona ha potuto fare l’esperienza di godere con successo di una prestazione sportiva, di un’affermazione nel lavoro, di un atto sessuale, mentre è in ipnosi, l'ipnologo avrà aggiunto al suo bagaglio esperienziale e di ricordi la sensazione del successo e ì’aspettativa di ulteriori successi.Proprio per le caratteristiche di “plasticità” accompagnate dagli effetti sull’inconscio psichico e su quello biologico che le immagini mentali vengono utilizzate in questa tecnica di presentificazione del futuro. Il potere dinamico e creativo delle immagini produce qualcosa che prima non esisteva e tende poi ad esprimere esternamente, nell’azione, ciò che era stato immaginato plasticamente.La tecnica di base che si utilizza in ipnosi per l’esecuzione della “prova mentale” consiste nell’uso della progressione temporale a una serie di circostanze in cui il soggetto vede se stesso pensare, interagire e comportarsi in modo soddisfacente (sessualmente, nello sport praticato, ecc.). Questo processo di Virgiliana memoria del “vedersi essendo cambiati” (possunt quia posse videntur) è, di per sé, un processo di intensificazione dell’Io e di autometamorfosi.Il soggetto si identifica progressivamente con il “nuovo” Io e l’attuale lo problematico diventa sempre più estraneo al soggetto, la mente di questi diventa sempre più dissociata dall’Io attuale, sintomatico.Questa particolare tecnica immaginativa consente anche di praticare esercizi fisici come i movimenti detti l’anacinetici” (movimenti immaginari); essi sono percepiti dal soggetto ancorché resti immobile. Si osserva una vera e propria stimolazione muscolare e nervosa in una situazione di inattività dei muscoli. Proprio per queste caratteristiche viene utilizzata con successo anche nelle tecniche di rieducazione dopo una lunga immobilizzazione e nella preparazione alle prove sportive.E’ opportuno ricordare che anche quando si tratta di correggere un gesto sportivo è importante utilizzare tutti i canali sensoriali e non solo il visivo: udito, tatto, sensazioni cenestesiche.Nello sport è sempre più diffusa la presenza dell’ipnosi nei programmi di allenamento (mental training) dei campioni, sia nella sua forma esplicita, sia nella modalità formalmente nascosta nella dizione di “training ideomotorio” in cui si suscitano negli atleti dei monoideismi plastici e che altro non è che ipnosi vigile.Saper utilizzare il proprio talento atletico ed avere una precisa e funzionale immagine di sé risulta decisivo per raggiungere soddisfazioni personali e migliorare le prestazioni.Altrimenti sono in continuo aumento gli usi dell’ipnosi in ambito medico come ad esempio la seguente ricerca sul campo indica:
Il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston (U.S.A.) ha condotto uno studio su 250 persone in attesa di subire interventi chirurgici poco invasivi; lo studio aveva lo scopo di determinare quanto l'ipnosi preoperatoria potesse sortire, in questi casi, effetti positivi.
I 250 pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: il primo gruppo si è sottoposto all'intervento seguendo la procedura classica, il secondo gruppo ha ottenuto una persona di sostegno ed il terzo si è sottoposto a tecniche di rilassamento ed ipnosi. Ebbene, i risultati postoperatori hanno dimostrato che i soggetti appartenenti al terzo gruppo hanno avuto bisogno di meno antidolorifici, hanno lasciato la sala operatoria in minor tempo ed hanno registrato parametri vitali più stabili nel corso dell'operazione.
Inoltre anche gli appartenenti al secondo gruppo, che hanno semplicemente avuto una persona di sostegno, hanno registrato risultati positivi e migliori rispetto a quelli appartenenti al primo che non hanno avuto alcuna forma di supporto. Nonostante l'applicazione della tecnica dell'ipnosi richiederà ulteriori  studi ed una diffusione informativa a livello mondiale, non è da escludere che  possa ufficialmente diventare una tappa fissa per tutti coloro che devono sottoporsi ad interventi chirurgici di semplice entità.
 L’immaginazione viene quindi utilizzata in questi programmi di allenamento al fine di ottimizzare il rendimento mediante interventi miranti: a correggere un’immagine di sé disfunzionale, ad un ottimale atteggiamento psicologico e ad un efficace coordinamento neuro-muscolare; interventi questi che portano in definitiva ad un sostanziale rafforzamento dell’Io.


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